Pnrr, Bankitalia: allarme costruzioni, servivanno 62 mila lavoratori in più l'anno
di Rosaria AmatoROMA - Sono le costruzioni il settore destinatario della quota maggiore dei fondi Pnrr, e che avrà la ripercussione maggiore in termini di crescita dell'occupazione: Anche troppo: in uno studio dal titolo "L'occupazione attivata dal Pnrr nelle costruzioni a livello regionale" Bankitalia stima che sarà difficile trovare una parte importante dei 62 mila dipendenti in più l'anno che saranno necessari per completare le opere del Next Generation Eu, oltre 71 mila nell'anno di picco, il 2025. Ci sono Regioni, come la Provincia Autonoma di Trento, dove i disoccupati sono davvero pochi, e non sono esperti nel lavoro edile. E ci sono Regioni, come il Friuli, Molise, Basilicata e Valle D'Aosta, dove è molto difficile trovare operai specializzati, che saranno invece il 70 per cento dei nuovi lavoratori richiesti per le opere di ingegneria civile come la rete ferroviaria e lo sviluppo dei sistemi portuali.
ROMA - Sono le costruzioni il settore destinatario della quota maggiore dei fondi Pnrr, e che avrà la ripercussione maggiore in termini di crescita dell'occupazione: Anche troppo: in uno studio dal titolo "L'occupazione attivata dal Pnrr nelle costruzioni a livello regionale" Bankitalia stima che sarà difficile trovare una parte importante dei 62 mila dipendenti in più l'anno che saranno necessari per completare le opere del Next Generation Eu, oltre 71 mila nell'anno di picco, il 2025. Ci sono Regioni, come la Provincia Autonoma di Trento, dove i disoccupati sono davvero pochi, e non sono esperti nel lavoro edile. E ci sono Regioni, come il Friuli, Molise, Basilicata e Valle D'Aosta, dove è molto difficile trovare operai specializzati, che saranno invece il 70 per cento dei nuovi lavoratori richiesti per le opere di ingegneria civile come la rete ferroviaria e lo sviluppo dei sistemi portuali.
Il settore tra l'altro è già in difficoltà per la fortissima richiesta in più di manodopera degli ultimi anni, dovuta al superbonus e al moltiplicarsi degli altri bonus edilizi: nel 2022 i livelli occupazionali superavano del 15,3% quelli del 2019, significa 235 mila addetti in più.
Bankitalia dà una serie di indicazioni per le Regioni che si troveranno in maggiore difficoltà: attivare in tempi corsi di formazione per i disoccupati (che nel Mezzogiorno abbondano, e nel Mezzogiorno c'è anche l'impatto maggiore delle opere del Pnrr, ma non è detto che chi non ha un lavoro ufficiale non lavori magari in nero, e sia disponibile a lavorare nell'edilizia, e ne abbia le competenze), fare arrivare un maggior numero di lavoratori dall'estero, programmando per tempo i flussi, favorire la mobilità all'interno delle Regioni. E limitare i cantieri legati ai bonus edilizi, in modo da liberare risorse umane per il Pnrr, altrimenti si rischia di non poter far fronte al fabbisogno di manodopera.
Nel complesso, Bankitalia stima che le situazioni più critiche in assoluto potrebbero presentarsi in quattro Regioni: si tratta di Abruzzo, Marche, Friuli e Province Autonome di Trento e Bolzano. Ma nelle Regioni del Centro-Nord, con un'adeguata programmazione, è più facile fare arrivare lavoratori dall'estero, si tratta di territori che esercitano una certa attrazione. Mentre è difficile farli arrivare nelle Regioni del Mezzogiorno e soprattutto nelle Isole.
Altra ipotesi potrebbe essere quella di riqualificare lavoratori provenienti da altri settori. Ma, ragionano i ricercatori di Bankitalia, "il Piano, ancorché in misura più contenuta, attiverà domanda di lavoro anche negli altri settori, che potrebbero quindi entrare in concorrenza con le costruzioni nell'assorbimento di disoccupati e inattivi". Infatti in uno studio precedente via Nazionale aveva stimato in 375 mila lavoratori la domanda maggiorata legata al Pnrr da qui al 2026. Un numero enorme in un periodo in cui ogni anno il numero di persone in età da lavoro si contrae a causa dei cambiamenti demografici: sempre da qui al 2026, l'offerta di lavoro nella fascia 15-69 anni si ridurrà di circa 630 mila persone.