I private equity gonfi di liquidità Per l’Italia un’occasione da non sprecare
dal nostro corrispondente Paolo MastrolilliGli addetti ai lavori del mondo finanziario la chiamano "dry powder", polvere da sparo asciutta e pronta ad esplodere. Tradotta nel linguaggio comune, è la riserva di soldi accumulati per essere investiti, che nel caso del private equity è arrivata a due trilioni di dollari. Il Pil annuale dell'Italia, che secondo i managing partner di Chiomenti, uno degli studi legali più affermati al mondo in questo campo, potrebbe presto sceglierla come destinazione preferita. A patto di non fare sciocchezze e continuare il cammino sul sentiero virtuoso, migliorandolo con le riforme che ancora mancano e l'applicazione del Pnrr.
La pratica legale sempre più internazionale
L'occasione per incontrare Filippo Modulo, Gregor…
Gli addetti ai lavori del mondo finanziario la chiamano "dry powder", polvere da sparo asciutta e pronta ad esplodere. Tradotta nel linguaggio comune, è la riserva di soldi accumulati per essere investiti, che nel caso del private equity è arrivata a due trilioni di dollari. Il Pil annuale dell'Italia, che secondo i managing partner di Chiomenti, uno degli studi legali più affermati al mondo in questo campo, potrebbe presto sceglierla come destinazione preferita. A patto di non fare sciocchezze e continuare il cammino sul sentiero virtuoso, migliorandolo con le riforme che ancora mancano e l'applicazione del Pnrr.
La pratica legale sempre più internazionale
L'occasione per incontrare Filippo Modulo, Gregorio Consoli, e il partner a New York Salvo Arena è la celebrazione per i vent'anni di attività nella Grande Mela, che si sovrappone all'anniversario dei 75 anni dello studio. Carlo Chiomenti, figlio del fondatore Pasquale, lo ricorda così: "Mio padre era un grande estimatore del mondo anglosassone. Fu tra i primi in Italia ad avere una visione e una pratica internazionale della professione legale, e il nostro Studio ha ereditato e sviluppato questa caratteristica". Da Telecom a fine anni 90, "madre di tutte le privatizzazioni", al caso di questi giorni tra Pirelli e Cina, Chiomenti è al centro degli affari più importanti in Italia. Telecom non fu fortunata: "La famosa offerta dei capitani coraggiosi - dice Modulo - viene letta oggi col beneficio del tempo come l'origine di tanti problemi, primo tra tutti il debito del gruppo". Altrove il mercato avrebbe seguito il proprio corso, come negli Usa col Chapter 11, ma questo è un altro discorso. "Ora l'Italia è molto cambiata, è cresciuta e continua a farlo". Le privatizzazioni, aggiunge Consoli, "hanno portato un cambiamento culturale e un ventaglio più ampio di competenze professionali".
La crescita Italiana
Gli ultimi anni sono stati difficili per il Covid, eppure il nostro Paese è andato meglio del previsto, anche nel settore M&A, fusioni e acquisizioni: "Dal 2020 in poi - dice Modulo - l'Italia ha iniziato a crescere, ed è cresciuta l'attenzione degli investitori esteri. Si è evoluto anche l'approccio di manager e grandi imprese al mercato, dando luogo a un numero di operazioni rilevanti mai visto in passato. Nel 2020, con la pandemia, temevamo si fermasse tutto. La verità è che non si è fermato nulla. In Italia il volume delle operazioni di M&A è raddoppiato. Poi abbiamo avuto l'aumento del Pil che conosciamo, secondo alcuni forse superiore al boom economico degli anni '60, e oggi ci ritroviamo con una crescita superiore a Germania e Francia". Arena nota che "una componente importante è il settore private equity mondiale, perché ha raggiunto il 30% del volume complessivo delle operazioni di m&a".
Il nostro Paese resta caratterizzato da aziende a gestione familiare, più di 70 mila, ma le resistenze del passato a queste operazioni stanno svanendo. "L'Italia - spiega Modulo - si è messa al passo con i tempi. Prima c'era diffidenza verso il nostro sistema. Anche l'impostazione legale era sinonimo di incertezza, norme che mutavano, lentezze. Ora la qualità legislativa migliora, con una linea che non muta con i cambiamenti politici del Paese. Col governo Draghi tutto questo ha fatto un passo ulteriore, però è una linea che ormai sta trovando continuità". In tutto ciò "il ruolo dell'Europa non è indifferente, in termini di impostazione delle norme e omogeneizzazione dei criteri. Così chi si affaccia in Italia non trova sorprese rispetto a quello che ha già sperimentato in Francia, Germania o altrove". Dal punto di vista finanziario, Consoli nota che "il tema, oltre al quadro normativo, è l'amministrazione della giustizia, nel senso che possiamo fare le regole più chiare del mondo, ma se la macchina è lenta, genera incertezza. Più delle regole, quindi, conta l'applicazione. Non credo sia un problema irrisolvibile, ma ha caratteristiche particolari. La macchina della giustizia è fatta di persone, e la capacità di influenzarla è la chiave. L'innovazione telematica sta portando un cambiamento a grande velocità, ma bisogna lavorare sulla certezza del diritto".
La risorsa Pnrr
Un'opportunità da non perdere è il Pnrr: "Non c'è dubbio", commenta Modulo . "Il Pnrr - aggiunge Consoli - è l'elemento per cui oggi siamo davanti a Germania e Francia con la crescita. La grande quantità e le aspettative per gli investimenti pubblici bilanciano la spinta della politica monetaria, che va nella direzione opposta. La messa a terra passa però attraverso la capacità progettuale territoriale. Quindi, quando senti che le misure aggiuntive destinate a impiegare i fondi vengono ritirate, ciò crea attenzione. Una soluzione efficace sarebbe lavorare col privato, perché ha dimostrato di saper fare. Lo Stato dovrebbe costruire un sistema di incentivi che funzionano, e monitorare. Il resto andrebbe fatto con le capacità tecniche private". Modulo si dice "ottimista sulle prospettive del Pnrr, ma certamente c'è una difficoltà di messa a terra. Ci sono aree dove le cose andranno avanti molto velocemente e altre meno". Secondo Consoli "quella che resterà una delle grandi intuizioni del governo Draghi sono le riforme per la modernizzazione e l'innovazione normativa legate al Pnrr, a partire dal sistema giuridico. Se si riuscirà a completarle, la modernizzazione del Paese sarà insieme fisica e di ordinamento".
Le risorse dove vanno investite
Dove indirizzare le risorse? Infrastrutture, energia, transizione ecologica, tecnologia. Chiomenti ha assistito Snam con i rigassificatori e "il modo in cui abbiamo affrontato lo stop dell'energia russa è stato esemplare". Nelle tecnologie "l'Italia ha una qualità ottima del sistema universitario e capacità di produrre ad alto livello". Consoli nota come "il venture capital, dieci anni fa quasi inesistente, è diventato molto vivace. Oggi la quantità di imprese tecnologiche che si finanziano in Italia inizia a essere una realtà importante". Il Paese, nonostante l'invecchiamento, "ha iniziato a guardare al futuro". Il settore immobiliare cresce molto a Milano e Roma, e anche il calcio tira, come spiega Arena, che ha portato diversi investitori americani nei nostri campionati: "Da una parte ci sono storie di riscatto personale. Dall'altra però c'è la convinzione che nel calcio italiano esista un potenziale inespresso di ritorno economico. Solo tre squadre hanno lo stadio di proprietà, mentre per le altre il reddito derivato dagli impianti è zero". Bisogna prepararsi e in fretta, perché come nota Arena "nel settore private equity sono stati già raccolti ma non investiti 2 trilioni di dollari". Nel 2023 negli Usa c'è stato un rallentamento, che noi abbiamo avvertito meno, ma dai contatti avuti a New York Consoli prevede che "l'anno prossimo la quantità di capitale privato riprenderà a fluire normalmente". Molti investitori guardano all'Italia, che dovrà farsi trovare pronta.