MILANO - Si profila un martedì di disagi per chi viaggia in aereo a causa dello sciopero di diverse categorie del settore. Lo stop principale riguarda il personale di handling aeroportuale che si fermerà per 24 ore dalla mezzanotte di martedì. Stessa durata per l'agitazione su scala nazionale proclamata da Cub Trasporti, che interesserà i lavoratori del comparto aereo, aeroportuale e dell'indotto. Ad incrociare le braccia, sempre per 24 ore, anche i lavoratori Vueling.
I voli garantiti
Sul sito dell'Enac come sempre è disponibile l'elenco dei voli garantiti. Le singole compagnie hanno poi il dovere di comunicare ai passeggeri eventuali modifiche o cancellazioni ai loro voli. Ita ha fatto sapere di avere cancellato 42 voli, alcuni in partenza già stasera, pubblicando sul proprio sito l'elenco dei collegamenti cancellati. "I passeggeri che hanno acquistato un biglietto ITA Airways per viaggiare il 20 giugno - spiega la compagnia - in caso di cancellazione o di modifica dell’orario del proprio volo, potranno cambiare la prenotazione senza alcuna penale o chiedere il rimborso del biglietto (solo nel caso in cui il volo sia stato cancellato o abbia subito un ritardo superiore alle 5 ore) entro e non oltre il 25 giugno 2023, chiamando il numero verde dall’Italia 800 93 60 90 | dall’estero +39 06 8596 0020, oppure contattando l’agenzia di viaggio presso cui hanno acquistato il biglietto.
Le motivazioni dello sciopero
La nuova mobilitazione, ricorda Cub Trasporti, "intende ribadire la richiesta della Confederazione unitaria di base - Cub trasporti di un adeguato rinnovo del contratto nazionale, scaduto da 6 anni, e allertare sul rischio di pericolosi cedimenti sul tema malattia, con l'introduzione della sanità integrativa, e in generale sul peggioramento delle condizioni di lavoro". Tra i punti della vertenza, la Confederazione di base sottolinea che "i 270 euro di aumento recupererebbero l'attuale perdita salariale, dopo 6 anni senza contratto, ma se tale rinnovo si dovesse estendere anche ai prossimi 3 anni tale cifra non basterebbe neppure a garantire il potere d'acquisto, visti i livelli di inflazione attuale" e che "l'introduzione della sanità integrativa produce una frammentazione del sistema sanitario con categorie che potranno fruire di una copertura maggiore di altre. Stesso discorso per le pensioni integrative"