Per avere un Garante privacy potenziato, in grado di difenderci meglio dagli abusi del telemarketing o dai pericoli dei social, dovremo aspettare ancora. Il Governo infatti ha fatto saltare la norma che prevedeva il rafforzamento di questa Authority.
La norma sarebbe dovuta entrare nel decreto legge "in materia di organizzazione della pubblica amministrazione, di sport e per l'organizzazione del Giubileo della Chiesa cattolica 2025", approvato il 15 giugno dal Consiglio dei ministri. C'era ancora nella versione del decreto entrata al Consiglio dei ministri. Le speranze dell'Autorità, di potersi rafforzare, fino all'ultimo momento erano ancora salve. Ma destinate a sfumare a breve. Il testo poi approvato è privo della norma, a quanto risulta.
Si leggeva, nella bozza precedente, che l'obiettivo era rafforzare "la capacità amministrativa e l'efficacia dell'attività del Garante per la protezione dei dati personali". Per questo motivo dal primo luglio il personale dipendente sarebbe salito a 287 unità, dalle attuali 200. Per una spesa prevista di 10 milioni di euro per il 2024, 11 milioni per il 2025 e di 12 milioni annui a decorrere dall'anno 2026.
Per coprire questi costi si prevedeva "corrispondente riduzione dello stanziamento del fondo speciale di parte corrente iscritto, ai fini del bilancio triennale 2023-2025, nell'ambito del programma "Fondi di riserva e speciali" della missione "Fondi da ripartire" dello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze per l'anno 2023, allo scopo parzialmente utilizzando l'accantonamento relativo al medesimo Ministero". "Il Ministro dell'economia e delle finanze è autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio".
Manca la copertura finanziaria
Adesso le speranze per fare rientrare la norma sono riposte nella prossima Legge di Bilancio (di fine anno). Circa sei mesi persi, insomma, per una più efficace lotta al telemarketing illecito, che continua a colpire gli italiani in barba alle norme (e al relativo Registro delle Opposizioni, dove ci si può iscrivere per negare il consenso a telefonate pubblicitarie a numeri fissi o cellulari).
Il Garante, come tutte le associazioni dei consumatori, da tempo chiede il rafforzamento dell'organico, adesso largamente insufficiente. Tanto che per arrivare a sanzionare un caso di telemarketing abusivo ci impiega non meno di 24 mesi, per le indagini e l'istruttoria (come dichiarato a Repubblica in un'intervista del 2022).
E non c'è solo il telemarketing. Negli ultimi anni la privacy si è dimostrato il punto nodale per tutelare gli utenti nell'era della trasformazione digitale. Il Garante ha ottenuto ad esempio che TikTok si impegnasse di più nel tenere fuori i bambini da questo social network (dove in teoria l'età minima sarebbe 13 anni). A maggio era intervenuto sul fenomeno delle "challenge" sui social, sfide pericolose per i ragazzi e anche per terzi; come confermato qualche giorno fa dal caso degli youtuber The Bordeline, al centro di un incidente d'auto a Roma.
L'Autorità è intervenuta di recente più volte su servizi di intelligenza artificiale; perché questa rivoluzione non metta a rischio i minori e avvenga nel rispetto dei diritti fondamentali, in un continuo lavoro di riequilibrio dei rapporti di forza tra big tech e cittadini (come richiesto per altro anche dall'Europa).
Tutto questo richiede un organico potenziato e l'aveva compreso anche il legislatore, nel tentativo di inserire la norma in quest'ultimo decreto. Esigenza colta, sì, ma non fino in fondo; come si è visto.