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Pirelli cambia ancora il vertice. Bruno si dimette dopo due anni

(reuters)
Il manager, 33 anni in azienda, era diventato ad nel giugno 2021. Gli succede Andrea Casaluci, attuale direttore generale
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MILANO - Marco Tronchetti Provera sceglie Andrea Casaluci come nuovo amministratore delegato di Pirelli: l’attuale direttore generale del gruppo sarà candidato all’assemblea convocata per il 31 luglio per il rinnovo del cda, di cui Tronchetti sarà vice presidente con deleghe esecutive.

Succede a Giorgio Bruno, da 33 anni al fianco di Tronchetti, ex numero uno delle holding a monte di Pirelli, dal giugno 2021 amministratore delegato della Bicocca e che ieri ha deciso di fare un passo indietro. Camfin ha comunicato che Bruno 63 anni, «ha manifestato la volontà di concludere il proprio mandato per dedicarsi a proprie attività imprenditoriali», sfruttando l’occasione della scadenza naturale del suo mandato, per dare le dimissioni.

Lo storico manager 

Pirelli sostiene che l’uscita di Bruno non sia collegata alla decisione sul golden power appena presa dal governo Meloni, in cui ha ribadito che la guida della Bicocca deve essere indicata dai soci italiani di Camfin (14,1% di P…

MILANO - Marco Tronchetti Provera sceglie Andrea Casaluci come nuovo amministratore delegato di Pirelli: l’attuale direttore generale del gruppo sarà candidato all’assemblea convocata per il 31 luglio per il rinnovo del cda, di cui Tronchetti sarà vice presidente con deleghe esecutive.

Succede a Giorgio Bruno, da 33 anni al fianco di Tronchetti, ex numero uno delle holding a monte di Pirelli, dal giugno 2021 amministratore delegato della Bicocca e che ieri ha deciso di fare un passo indietro. Camfin ha comunicato che Bruno 63 anni, «ha manifestato la volontà di concludere il proprio mandato per dedicarsi a proprie attività imprenditoriali», sfruttando l’occasione della scadenza naturale del suo mandato, per dare le dimissioni.

Lo storico manager 

Pirelli sostiene che l’uscita di Bruno non sia collegata alla decisione sul golden power appena presa dal governo Meloni, in cui ha ribadito che la guida della Bicocca deve essere indicata dai soci italiani di Camfin (14,1% di Pirelli). Tronchetti Provera, ringraziando Bruno gli ha fatto gli «auguri più sentiti per le nuove sfide che ci vedranno ancora collaborare».

Stando a fonti finanziarie, tra Bruno e Tronchetti Provera da qualche tempo non c’era più sintonia sulle strategie aziendali. E proprio per questo, il manager non avrebbe preteso alcuna buonuscita straordinaria. Tronchetti ha sempre ben remunerato i suoi manager in uscita: il caso più eclatante è stato quello del predecessore di Bruno, Angelos Papadimitriou, che ha assunto il timone di Pirelli tra luglio 2020 e gennaio 2021, il quale era stato liquidato dopo 7 mesi da ceo con una buonuscita da 4,5 milioni.

Anche all’atto delle dimissioni di Papadimitriou la società aveva presentato la risoluzione del rapporto di lavoro come «consensuale», dando apertura a intraprendere con Tronchetti «lo sviluppo di nuove iniziative imprenditoriali» , che poi non si sono mai materializzate. Bruno ha scelto invece di andarsene da Pirelli senza farsi “liquidare”.

Il manager è stato a lungo il braccio destro di Tronchetti, quello che ai tempi dell’avventura in Telecom, era a capo della Gpi, la holding di controllo di Camfin, che attraverso Pirelli & C, Pirelli, Olimpia e Olivetti, tra il 2001 e il 2007 è stata a capo dell’ex monopolista delle tlc.

Quando nel 2015 Camfin si accordò con l’allora ChemChina per lanciare un’Opa da 7 miliardi e ritirare Pirelli dal mercato, Bruno fu mandato da Tronchetti in Cina a gestire Aeolus, la società delle gomme per i camion nata da una joint venture con la società pubblica cinese, poi venduta da Camfin a quella che oggi è diventata Sinochem (primo azionista con il 37% del gruppo degli pneumatici).

Il nuovo timoniere

Ora il timone di Pirelli passa a Casaluci, classe 1973, dal 2002 in azienda con un passato nella logistica, nelle gomme da moto e che dal 2018 è diventato direttore generale del gruppo. Casaluci è stato anche il capo della delegazione di Pirelli di fronte alla commissione golden power. Ieri il mercato è rimasto freddo di fronte alla novità, e il titolo in Borsa ha perso l’1,75% scivolando a 4,49 euro, due in meno dell’Ipo del 2017 quando Pirelli è tornata a Piazza Affari.

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