Tav, ora Parigi accelera. Nuovo accordo entro il 2023
dal nostro inviato Diego LonghinAdolfo Urso, ministro delle Imprese e del Made in Italy
LIONE - Italia e Francia tentano un riavvicinamento. E i primi risultati concreti arrivano sulle grandi opere, vedi la Tav, e sul piano politico, con la nascita di nuovi tavoli di confronto su temi cruciali a livello europeo, come l’approvvigionamento delle materie critiche.
Sulla costruzione della Torino-Lione il governo francese, dopo quasi due anni di immobilismo, ha deciso di accelerare. E partiranno subito i lavori sulla linea ferroviaria storica.
Un intervento che vale 650 milioni di euro e che permetterà, quando sarà terminato e in funzione il nuovo tunnel del Moncenisio da 57,5 chilometri tra Susa e Saint Jean de Maurienne nel 2033, di triplicare il passaggio di merci tra Italia e Francia e di dimezzare i tempi di percorrenza tra Torino e Lione: da quattro ore si scenderà sotto le due ore per i passeggeri.
Il Gran Gabarit
Ma l’intervento francese non si fermerà alla sola linea storica. È un antipasto rispetto alla realizzazione del nuovo tracciato “veloce” da 150 km, detto de…
LIONE - Italia e Francia tentano un riavvicinamento. E i primi risultati concreti arrivano sulle grandi opere, vedi la Tav, e sul piano politico, con la nascita di nuovi tavoli di confronto su temi cruciali a livello europeo, come l’approvvigionamento delle materie critiche.
Sulla costruzione della Torino-Lione il governo francese, dopo quasi due anni di immobilismo, ha deciso di accelerare. E partiranno subito i lavori sulla linea ferroviaria storica.
Un intervento che vale 650 milioni di euro e che permetterà, quando sarà terminato e in funzione il nuovo tunnel del Moncenisio da 57,5 chilometri tra Susa e Saint Jean de Maurienne nel 2033, di triplicare il passaggio di merci tra Italia e Francia e di dimezzare i tempi di percorrenza tra Torino e Lione: da quattro ore si scenderà sotto le due ore per i passeggeri.
Il Gran Gabarit
Ma l’intervento francese non si fermerà alla sola linea storica. È un antipasto rispetto alla realizzazione del nuovo tracciato “veloce” da 150 km, detto del Gran Gabarit, su cui la Francia, durante la riunione della Conferenza intergovernativa (Cig) di ieri a Lione, si è impegnata a far partire la progettazione.
Altri 3 milioni di investimento, parte dello Stato e parte della Regione Rhone-Alps, con il piano e i tempi di costruzione che saranno definiti entro il 2028.
«Passi in avanti importanti — dice Paolo Foietta, presidente di turno della Cig — si apre una nuova fase». E la collega di parte transalpina, Josiane Beaud, aggiunge: «Procederemo per pezzi, in maniera adeguata e coerente con quella italiana».
L’Unione Europea
Soddisfatta anche l’Unione Europea, che vuole arrivare alla firma di un nuovo accordo con Roma e Parigi entro fine anno.
Occasione anche per verificare la disponibilità di risorse di Bruxelles rispetto ai cofinanziamenti, visto che sul fronte francese l’impegno oscilla tra i 10 e i 12 miliardi, compresa una parte del tunnel di base.
Un tema sollevato anche da Beaud, considerando l’impegno della Ue su questioni come l’Ucraina.
Salvini e il Ponte
Il vicepremier e ministro delle Infrastrutture del governo Meloni, Matteo Salvini, è soddisfatto, anche se anticipa di un anno l’apertura della nuova galleria del Moncenisio: «Se nel 2032 tutto va come deve andare ci sarà il primo treno che attraverserà la Tav Torino-Lione, il primo treno nel tunnel del Brennero e il primo camion che attraverserà il ponte di Messina».
Da Bruxelles ieri sono arrivati 44,5 milioni per sistemare un tratto della linea storica della Tav in Val di Susa e 700 milioni per la galleria del Brennero.
Sul piano politico il dialogo riavviato tra la premier Giorgia Meloni e il presidente Emmanuel Macron porta anche alla nascita di nuovi confronti. Come il tavolo periodico su grandi temi economici ed industriali.
Il Consiglio europeo
Riunioni che oltre a Francia e Italia coinvolgeranno pure la Germania. La prima trilaterale sarà lunedì a Berlino, casa del vice cancelliere e ministro dell’Economia Robert Habeck.
Parteciperanno il ministro dell’Impresa e del Made in Italy, Adolfo Urso, e il collega transalpino all’Economia e Finanze, Bruno Le Maire. Tema? Materie rare e il rapporto con la Cina e la Russia. Che politiche può adottare l’Europa?
Un trilaterale tre giorni prima del Consiglio europeo del 29 giugno. Non mancheranno poi altre occasioni di confronto (o di scontro) su altre questioni, come l’energia o la transizione ecologica.