Economia

Yesim Ucelli, la regina della pet teraphy

Maurizio Mazzucchi
Maurizio Mazzucchi 
Ritratto della top manager di origine turca da un anno amministratrice delegata di Mars per l’Italia e general manager della Regione Sud Europa
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In Italia è ancora poco diffuso ma i benefici cominciano a vedersi. Portare il cane in ufficio dà una marcia in più alla serenità delle persone, al contesto lavorativo e quindi ai risultati aziendali. La politica del pet-friendly è in pieno corso in casa Mars, la multinazionale Usa del largo consumo, leader nel settore dello snacking dolciario, su tutte l’iconica barretta Mars, e nel settore alimentare, e tra gli altri, nella produzione di marchi di cibo per cani e gatti. Il quartier generale è negli Stati Uniti, a McLean, in Virginia. La sua portabandiera in Italia è Yesim Ucelli, top manager di origine turca da un anno amministratrice delegata di Mars per il nostro paese e general manager della Regione Sud Europa che comprende anche Grecia, Cipro e Malta. A Milano, nell’emergente quartiere di Symbiosis, rivolto alla sostenibilità e all’innovazione, c’è il nuovo hub italiano, dove oltre a Mars Italia, che fattura 330 milioni di euro e ha 250 dipendenti chiamati ‘associati’, ha sede l’intero gruppo Mars Italia, con Royal Canin e AniCura.  Il Gruppo arriva così a contare in Italia 450 Associati e migliaia di veterinari nelle cliniche di proprietà. Una squadra a cui si aggiungono i colleghi dell’ufficio di Atene che insieme a Cipro e Malta compongono l’area Mars Sud Europa. L’azienda che produce i marchi Kitekat, M&M’S, Snickers, è una delle prime in Italia a promuovere delle politiche interne a favore degli animali domestici. Tutte le sue sedi sono pet-friendly. La compagnia si muove in questo anche in un’ottica di alliance building, come una sorta di apripista per le altre imprese. “Vogliamo che Milano diventi better city for pets. Ci sono già in America città che hanno avviato questo dialogo con le istituzioni, più a misura degli animali da compagnia, e partnership con i canili che trattano bene gli animali per incoraggiare le adozioni”. Nei propri uffici milanesi, una sede nuova e sostenibile inaugurata lo scorso anno, Ucelli promuoverà in settembre un workshop per dibattere con altre aziende e istituzioni il tema degli uffici pet-friendly.
 

Yesim Ucelli inizia la sua carriera in Mars Turchia nel 2010 come chief financial officer sales & finance director, collaborando allo sviluppo del segmento Global chocolate per i mercati emergenti e si trasferisce a Milano nel 2014 per ricoprire il ruolo di chief financial officer di Mars Italia. L’esperienza italiana rappresenta una fase importante di crescita professionale in cui la manager si distingue per la capacità di dirigere iniziative e di incidere sui risultati. Nel 2017 Ucelli ottiene la promozione al ruolo di chief financial officer di Mars Central Europe: Repubblica Ceca, Slovacchia, Ungheria e Romania. Si stabilisce a Praga, dove contribuisce alla realizzazione dell’agenda regionale e all’avvio di nuovi processi di governance. Nel 2020 assume l’incarico di general manager di Mars Baltics, Lituania, Lettonia, Estonia, guidando la crescita del business in piena pandemia. “Sia io che i miei figli siamo felicissimi di essere tornati in Italia”. Nata ad Ankara nel 1975, seguendo la carriera del padre, governatore regionale, ha trascorso l’infanzia cambiando in pochi anni con la sua famiglia cinque città diverse della Turchia. Nella capitale poi è tornata per frequentare l’università. “Siamo tre figli, una sorella maggiore e un fratello minore. Io sono quella di mezzo, un punto importante perché non avendo un ruolo specifico, ho avuto tanta libertà interiore e meno responsabilità per trovare la mia strada”. Ad Ankara, nella facoltà di Business management della prestigiosa Università Tecnica del Medio Oriente, ha studiato quattro anni. “Sono stata ispirata dai miei genitori, mio padre anzitutto, il cui ruolo era di garante del benessere e della sicurezza di ogni città. Sono davvero fortunata per la mia carriera professionale che mi permette di avere molti contatti nel mondo. Da ragazza mi chiedevo sempre: dove vivrò e quale impatto avrò. Ero desiderosa di conoscere nuove culture. Finora ho vissuto in quattro paesi diversi. Mi piace molto l’Italia, questo altro Sud del mondo, per le sue bellezze, e lavorare con gli italiani, estroversi, aperti, accoglienti”.

In Deloitte Yesim Ucelli aveva trovato il suo primo lavoro dopo la laurea, come auditor, poi per un holding in Turchia, l’americana 3M, dove è stata cfo, direttore finanziario fino a giugno 2009. Dall’anno successivo in avanti è in Mars, la compagnia che in quel momento iniziava a investire in Turchia e nel suo grande chocolate market. E sempre in Mars ha fatto un lungo tragitto di esperienza professionale. “Ho coperto 14 paesi diversi. Tanti spostamenti ma sempre nella stessa azienda. Ogni volta cambiare era molto difficile ma ogni volta dicevo: questa è l’ultima. Con due figli di 16 anni e 13 anni, Emir ed Ela, sempre insieme con me. Un elemento importante nella mia vita è la curiosità, ho tante leve di cui disporre e professionalmente questo mi dà molta energia”.

Dalla compagnia ha avuto importanti supporti sul piano burocratico e materiale. “Anche la scuola per i miei figli. Cambiare ruolo e paese è un investimento caro per l’azienda. Sono nati in Turchia, erano molto piccoli quando ci siamo trasferiti in Italia. Nel lavoro c’è un’ottima flessibilità, io sono una donna separata, e come executive senior top management devo trovare un bilanciamento con la mia vita privata. Un’azienda come Mars fa molto, mettiamo sempre le persone al centro. È la seconda volta che mi trasferisco in Italia, la seconda fortuna nella vita. Praga e i paesi baltici sono molto freddi, io desideravo il sole”. Il mondo che vogliamo domani comincia dal modo in cui facciamo business oggi, sostiene la manager. “Lavoriamo con quattro diverse generazioni, sono anche appassionata di inclusion & diversity. Tra senior e generazione z si creano a volte alchimie sorprendenti. In Mars siamo mossi dalla consapevolezza e dal senso di responsabilità che ne deriva, che anche il settore privato ha il dovere di partecipare al progresso della società. La sua autonomia finanziaria spinge a ragionare in termini di generazioni e non solo di tre mesi in tre mesi e con azioni misurabili verifica la concretezza di questa strategia. Pet friendly office vuol dire mettere la persona al centro e creare una società più a misura di animali da compagnia. Portano allegria negli uffici, è studiato che regolano la pressione sanguigna, favoriscono la collaborazione, il clima aziendale e sono volano di attrazione dei talenti. Questa politica sta dando risultati importanti in termini di felicità. Io ho un gatto preso in Lettonia, si chiama Miroslaw, ora lo ribattezzo Michelangelo. Il gatto non va in ufficio perché non è sano per lui. E anche un modo di lavorare nuovo dove le esigenze personali vengono assecondate in ufficio. Siamo sorpresissimi dall’entusiasmo che abbiamo trovato anche nelle istituzioni pubbliche”.

In Italia ci sono quasi nove milioni di cani, 10 milioni di gatti, 65 milioni di pet. Il 63 per cento degli animali domestici è considerato parte integrante della famiglia. “La nostra è un’azienda indipendente e finanziariamente libera come altre realtà italiane. Accanto allo smart working si pratica la flessibilità. L’ufficio mantiene un ruolo centrale importante, noi organizziamo in modo da essere 50 e 50, non esiste una regola ma è un sistema improntato sulla fiducia. Cultura del risultato non della presenza”. Le piace molto esplorare il nuovo. “Viaggiare è importante per me, ogni week end chiedo qualche dritta, ora in Italia ma ovunque dove sono stata prima. Sempre con i figli che adesso sono cresciuti. Faccio sport, aiuta tanto, ginnastica, pilates, per il mio benessere fisico e mentale, yoga. Amo la musica, mia figlia suona il piano, Emir la batteria, giocano a pallacanestro e a pallavolo. Leggo più per lavoro, di solito testi che raccontano come sviluppare la leadership. Mi piace anche leggere biografie di ceo, profili differenti. Ho letto ‘La mia vita, tutta’, autobiografia di Indra Nooy, ex ceo indiana di PepsiCo, dall’infanzia in India fino alla consacrazione come uno dei leader aziendali di maggior successo al mondo. Ho adesso una grande opportunità, come senior woman posso svolgere un ruolo per tanti giovani e la loro carriera, e ancor di più per le donne. Siamo parte di Valore D e facciamo il massimo ogni giorno per generare un ambiente inclusivo e creare le condizioni favorevoli perché donne brave ne abbiano i benefici. Da giovanissima sognavo di esercitare un impatto positivo sugli altri e questo sogno ha dato forma alla mia carriera”.


 

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