Economia

Lagarde, governo all’attacco. Salvini: “Scelta pericolosa, danneggia le famiglie”. Tajani: “Rischio recessione”

Lagarde, governo all’attacco. Salvini: “Scelta pericolosa, danneggia le famiglie”. Tajani: “Rischio recessione”
Gli esponenti del governo criticano le parole della presidente Bce. Il ministro dei Trasporti: “Chiediamo incontro con rappresentante italiano a Francoforte”
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MILANO – La linea ferma della Bce sui tassi scalda gli umori di una parte della Maggioranza. Da Sintra la presidente Christine Lagarde ha ribadito quanto i mercati già sapevano e quanto la stessa Lagarde aveva chiarito: a luglio i tassi saliranno ancora.

Quanto è bastato per accendere gli animi nel governo. "La Banca Centrale Europea, contro l'evidenza dei suoi stessi studi ed il buonsenso, annuncia di voler alzare ancora i tassi, colpendo pesantemente famiglie e imprese e non favorendo la crescita. Quella annunciata da Christine Lagarde è una scelta insensata e dannosa, anche perché l'inflazione è stata causata dai prezzi dell'energia", ha detto il vicepremier Matteo Salvini. "La Lagarde ha un mutuo a tasso variabile? Sa di quanto stanno aumentando le rate? A chi fanno comodo queste decisioni assurde?". "Chiederemo un incontro con il rappresentante italiano nel board della Bce per discutere il problema e analizzare soluzioni"., ha aggiunto il leader leghista.

Bce, Tajani: "Deluso da Lagarde su aumento tassi. Così si rischia la recessione"

Tajani: “Deluso, rischio recessione”

Sulla stessa lunghezza d’onda anche il ministro degli Esteri Antonio Tajani. "Io non credo che sia nell'interesse della crescita continuare ad aumentare tassi di interesse, soprattutto non condivido gli annunci che vengono fatti in largo anticipo sull'aumento del tasso di interesse. Sono rimasto un po' deluso dalla dichiarazione della presidente Lagarde, che ha annunciato oggi che aumenterà i tassi di interesse anche nel mese di luglio" e "quando i tassi sono troppo alti si rischia la recessione e questo non deve assolutamente accadere", ha detto il vice premier intervenendo al congresso Confsal.

"Noi soffriamo di un'inflazione che non è dovuta a un fatto interno come negli Usa, allora sì che lì è giusto aumentare i tassi di interesse, ma la nostra inflazione è derivata da una questione che riguarda le materie prime, in modo particolare a causa della guerra che c'è ai nostri confini", ha proseguito Tajani. "Oggi aumentare il costo del denaro significa mettere le imprese in difficoltà, perché gli imprenditori che hanno iniziativa e che vogliono investire, dovendo avere prestiti a costi troppo alti rinunciano ai loro progetti e aspettano tempi migliori. Purtroppo non possiamo neanche perdere tempo per quanto riguarda i lavoratori, non possiamo rinunciare all'occupazione. Quando i tassi sono troppo alti si rischia la recessione e questo non deve assolutamente accadere", ha concluso.

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