Bilancio Inps positivo per 7 miliardi. Più pensioni, meno Reddito e 100 miliardi di evasione contributiva
di Valentina ConteROMA - Il bilancio Inps del 2022 chiude in positivo di 7 miliardi, grazie alla ripresa economica del Paese, al minor ricorso alla Cassa integrazione dopo l’esplosione Covid, al dimagrimento del Reddito di cittadinanza. Lo dice il Rendiconto generale approvato dal Civ, il Comitato di indirizzo e vigilanza dell’Inps, presieduto da Roberto Ghiselli, alla cui seduta ha partecipato per la prima volta anche la neo commissaria dell’Inps Micaela Gelera.
Dai dati emerge una crescita della spesa per le pensioni del 3,83% sul 2021, dovuta all’adeguamento degli assegni all’inflazione, a 283 miliardi. Esplode la spesa per la famiglia, quasi raddoppia con l’assegno unico a 21 miliardi (+80%). Pesano i crediti contributivi dell’Inps, a quota 123 miliardi: l’81% non è esigibile, pari a quasi 100 miliardi di evasione contributiva da parte delle aziende. Volano gli sgravi contributivi a 24 miliardi, per l’86% a favore delle imprese.
ROMA - Il bilancio Inps del 2022 chiude in positivo di 7 miliardi, grazie alla ripresa economica del Paese, al minor ricorso alla Cassa integrazione dopo l’esplosione Covid, al dimagrimento del Reddito di cittadinanza. Lo dice il Rendiconto generale approvato dal Civ, il Comitato di indirizzo e vigilanza dell’Inps, presieduto da Roberto Ghiselli, alla cui seduta ha partecipato per la prima volta anche la neo commissaria dell’Inps Micaela Gelera.
Dai dati emerge una crescita della spesa per le pensioni del 3,83% sul 2021, dovuta all’adeguamento degli assegni all’inflazione, a 283 miliardi. Esplode la spesa per la famiglia, quasi raddoppia con l’assegno unico a 21 miliardi (+80%). Pesano i crediti contributivi dell’Inps, a quota 123 miliardi: l’81% non è esigibile, pari a quasi 100 miliardi di evasione contributiva da parte delle aziende. Volano gli sgravi contributivi a 24 miliardi, per l’86% a favore delle imprese.
Le uscite: pensioni, sostegni, inclusione, famiglia
In questa sintesi c’è tutto il quadro del welfare italiano. Le pensioni pesano molto, salite di quasi l’8% dal 2019 quando valevano 262 miliardi fino ai 283 miliardi dell’anno scorso. Vedremo valori ancora più alti quest’anno, per via dell’inflazione 2022 molto alta. Le pensioni del settore privato arrivano a 201 miliardi, quelle pubbliche a 82 miliardi. Il peso della previdenza sul totale delle prestazioni erogate dall’Inps è del 70%.
Il sostegno al reddito vale 26 miliardi (+7% sull’anno prima): la voce più consistente sono i due bonus da 200 e poi 150 euro erogati dal governo Draghi per le famiglie alle prese con le super bollette (8,4 miliardi) . L’inclusione sociale pesa per 34 miliardi (-6,5%): stabili assegni, pensioni sociali e prestazioni di invalidità, ma cala molto la spesa per il Reddito di cittadinanza a 8 miliardi dagli 8,9 miliardi del 2021 (-9%) ben prima della stretta Meloni, per via del miglioramento dell’occupazione.
Il sostegno alla famiglia, come detto, quasi raddoppia da 12 a 21 miliardi, a causa dei 12,8 miliardi legati alla novità dell’assegno unico per i figli (gli assegni familiari prima in vigore valevano 6,7 miliardi e di questi 3,4 sono ancora erogati ai coniugi a carico). Il taglio del cuneo fiscale voluto dal governo Draghi e le altre agevolazione per l’occupazione alla fine cubano 24 miliardi, di cui quasi 21 alle imprese.
Le entrate
L’occupazione nel 2022 è andata meglio del previsto (+3,5%), quasi come il Pil (+3,7%), grazie soprattutto alla trasformazione di molti contratti a tempo determinato in posizioni stabili. Di conseguenza sono aumentati i contributi versati da aziende e lavoratori all’Inps: 256 miliardi (+8,1%). Assieme ai trasferimenti dello Stato, le entrate salgono così a 528 miliardi, 42 in più del 2021 (+8,7%). Avanzano di 20 miliardi anche le uscite per un totale di 504 miliardi (+4,3%). Il saldo di parte corrente dunque è positivo per 24 miliardi. Il risultato della gestione, come detto, è positivo per 7,1 miliardi. Si consolida anche la situazione patrimoniale netta a 23 miliardi dai 10,8 miliardi dell’anno prima.
«L’incidenza della spesa per le prestazioni sociali, soprattutto quelle a favore delle famiglie, continua a crescere», osserva Roberto Ghiselli, presidente del Civ Inps. «Contestualmente le entrate dell’Inps vedono una sempre maggiore incidenza dei trasferimenti dalla fiscalità generale rispetto ai contributi. Tendenza che, se correlata alle trasformazioni che coinvolgono gli assetti demografici, produttivi e del mercato del lavoro del nostro Paese dovrebbero indurre ad una riflessione sulla prospettiva del nostro sistema di welfare. Si può conciliare l’obiettivo di garantire la coesione sociale con la sostenibilità del sistema previdenziale pubblico. Ma agendo sulla qualificazione della spesa e riequilibrando le forme di finanziamento del sistema».