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Asili nido, non c’è più tempo. Al 20% dei Comuni sfugge la scadenza di giugno

(fotogramma)
Il governo ha chiesto alla Commissione Ue uno slittamento per l’affidamento dei lavori al 30 settembre
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Rosaria Amato

roma — Conto alla rovescia per i Comuni che sono riusciti a tagliare il traguardo dell’aggiudicazione dei lavori per la costruzione dei nidi e delle scuole per l’infanzia: hanno ancora 24 ore per caricare tutta la documentazione sul portale Regis, avverte l’Anci. Mentre per tutti gli altri, una quota compresa tra il 10 e il 20% degli enti che avevano presentato i progetti finanziati da 4,6 miliardi dal Pnrr, si apre un periodo di incertezza che all’Anci si augurano possa essere il più breve possibile. Perché a pochi giorni dal 30 giugno, termine per il completamento del primo semestre di quest’anno, a cui è legata l’erogazione della quarta rata da 16 miliardi, non è ancora chiaro se ci sarà o no uno slittamento per l’affidamento dei lavori.

Il governo l’ha chiesto, al 30 settembre. Anche perché l’inizio dei lavori è già slittato al 30 novembre, e quindi ci sarebbero i margini tra un adempimento e l’altro. Il termine per il completamento dei lavori per i 264 mila nuovi…

Rosaria Amato

roma — Conto alla rovescia per i Comuni che sono riusciti a tagliare il traguardo dell’aggiudicazione dei lavori per la costruzione dei nidi e delle scuole per l’infanzia: hanno ancora 24 ore per caricare tutta la documentazione sul portale Regis, avverte l’Anci. Mentre per tutti gli altri, una quota compresa tra il 10 e il 20% degli enti che avevano presentato i progetti finanziati da 4,6 miliardi dal Pnrr, si apre un periodo di incertezza che all’Anci si augurano possa essere il più breve possibile. Perché a pochi giorni dal 30 giugno, termine per il completamento del primo semestre di quest’anno, a cui è legata l’erogazione della quarta rata da 16 miliardi, non è ancora chiaro se ci sarà o no uno slittamento per l’affidamento dei lavori.

Il governo l’ha chiesto, al 30 settembre. Anche perché l’inizio dei lavori è già slittato al 30 novembre, e quindi ci sarebbero i margini tra un adempimento e l’altro. Il termine per il completamento dei lavori per i 264 mila nuovi posti per bambini da zero a tre anni rimane invece quello del 31 dicembre 2025.

Il ministero dell’Istruzione, dal quale dipendono i progetti degli asili nido e delle scuole per l’infanzia, fa sapere che è ancora in corso l’interlocuzione con la Commissione Ue per capire se, come auspicato dal governo italiano, la scadenza per l’aggiudicazione degli appalti può slittare a settembre, che a questo punto diventerebbe una scadenza inderogabile, perché entrerebbe a far parte della rinegoziazione complessiva condotta dal ministro del Pnrr Raffaele Fitto.

All’Anci si augurano non solo che lo slittamento ci sia, ma anche che i Comuni possano essere in grado di approfittarne. Significa che i nuovi termini dovrebbero entrare in vigore subito, permettendo ai sindaci di riorganizzarsi, sapendo che comunque i finanziamenti vengono confermati. Perché il rischio è di rimanere “appesi”, in un limbo tra una proroga che non arriva e le imprese che hanno bisogno della certezza sull’erogazione dei finanziamenti. Come è appena successo, per esempio, con i progetti per gli impianti sportivi: l’aggiudicazione era fissata al 31 marzo di quest’anno, quasi 300 Comuni sono rientrati nei termini, una quarantina non ce l’ha fatta, ma erano comunque in grado di portare a termine la procedura con alcune settimane di tempo in più. Ma da Palazzo Chigi non è arrivata alcuna nuova scadenza certa, l’interlocuzione con la Commissione Europea è andata avanti fino a quando, pochi giorni fa, gli amministratori locali hanno ricevuto finalmente il via libera alla proroga, ma con tempi strettissimi per l’aggiudicazione. Tempi che a questo punto, dopo mesi di incertezza, non permettono di riprendere e completare la procedura entro le nuove scadenze.

I finanziamenti per gli asili nido non vanno perduti, hanno incalzato la settimana scorsa i parlamentari Pd con un ordine del giorno bocciato dalla maggioranza. Ma anche dalle istituzioni europee arrivano sollecitazioni in questa direzione: «Le diseguaglianze di genere, in Italia, rappresentano un’emergenza con pochi uguali nella Ue soprattutto per quanto riguarda l’accesso al lavoro. - afferma la vicepresidente del Parlamento Ue Pina Picierno -.In nessun caso possiamo perdere i finanziamenti indispensabili a rafforzare i servizi per l’infanzia».

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