I Berlusconi scelgono la stabilità: prima la conferma del cda Fininvest e poi il testamento. Anche Fascina nell’asse ereditario
di Sara BennewitzMILANO - La vigilia della prima assemblea di Fininvest senza il Cavaliere è l’occasione per fare il punto sul bilancio 2022 che è stato tutto sommato positivo, e per confermare il consiglio di amministrazione sulla linea della “continuità”. Toccherà infatti a questo consiglio, che è e resta presieduto da Marina Berlusconi e guidato da Danilo Pellegrino, gestire la cassaforte di famiglia nel corso del 2023, l’anno in cui le quote della finanziaria fondata da Silvio Berlusconi verranno passate in mano ai figli. Domani per il 61,21% di Fininvest di proprietà dell’imprenditore scomparso lo scorso 12 giugno voterà il suo legale rappresentante, ovvero il ragionier Giuseppe Spinelli.
Tutto pronto in via Paleocapa per il via libera al bilancio
In Via Paleocapa a Milano, dove giovedì 29 si tiene l’assise per il bilancio e il rinnovo del cda, è già tutto pronto. Il 2021 era stato peraltro un anno straordinario dove la finanziaria aveva distribuito 150 milioni di cedole su 390,3 milion…
MILANO - La vigilia della prima assemblea di Fininvest senza il Cavaliere è l’occasione per fare il punto sul bilancio 2022 che è stato tutto sommato positivo, e per confermare il consiglio di amministrazione sulla linea della “continuità”. Toccherà infatti a questo consiglio, che è e resta presieduto da Marina Berlusconi e guidato da Danilo Pellegrino, gestire la cassaforte di famiglia nel corso del 2023, l’anno in cui le quote della finanziaria fondata da Silvio Berlusconi verranno passate in mano ai figli. Domani per il 61,21% di Fininvest di proprietà dell’imprenditore scomparso lo scorso 12 giugno voterà il suo legale rappresentante, ovvero il ragionier Giuseppe Spinelli.
Tutto pronto in via Paleocapa per il via libera al bilancio
In Via Paleocapa a Milano, dove giovedì 29 si tiene l’assise per il bilancio e il rinnovo del cda, è già tutto pronto. Il 2021 era stato peraltro un anno straordinario dove la finanziaria aveva distribuito 150 milioni di cedole su 390,3 milioni di ricavi, perché Ei Towers (controllata al 40% da Mfe) aveva ceduto il ramo d’azienda delle torri telefoniche, e quindi anche Mfe (156,8 milioni) e Mediolanum (225,8 milioni) per motivi diversi avevano pagato un maxi dividendo, ma il 2022 dovrebbe essere comunque positivo. Lo scorso anno la finanziaria ha incassato 58 milioni di dividendi da Mfe (di cui ha circa il 50%), 132 milioni da Mediolanum (di cui ha il 30%) e 12 milioni da Mondadori (di cui ha il 53,3%). In totale 202 milioni per Fininvest a cui dovrà sottrarre i suoi costi di struttura e compensare le perdite che arrivano dalle altre partecipate, come il Monza, il teatro Manzoni e le società immobiliari.
L’eredità dell’imprenditore è articolata, e quindi necessita di una mappatura completa, che poi sarà anche oggetto di apposito inventario da parte del notaio Arrigo Roveda, per cui ci vorrà ancora qualche giorno prima di dare lettura del testamento. Detto questo si è voluto prima approvare i conti Fininvest e confermare il rinnovo del consiglio della finanziaria che raccoglie buona parte del patrimonio di Berlusconi (stimato in poco meno di 5 miliardi di euro), prima di dare esecuzione alle sue ultime volontà.
Verso il rinnovo del cda
Il consiglio di amministrazione di Fininvest è infatti composto da 8 membri, di cui quattro dei cinque figli dell’imprenditore, e da quattro dei fedelissimi manager della galassia. Oltre Marina che appunto è presidente, anche il fratello Pier Silvio, e due dei figli del secondo matrimonio con Veronica Lario, ovvero Barbara e Luigi. Tra i manager l’ad Pellegrino è invece affiancato da Ernesto Mauri, che per anni a fianco di Marina è stato a capo di Mondadori, Adriano Galliani che invece ha guidato il Milan dove Barbara ha lavorato ricoprendo anche il ruolo di amministratore del cda, e Salvatore Sciascia storico tributarista del gruppo ed esperto di fiscalità.
Non è escluso che possa essere nominato un nono membro: fino al 2022 il cda constava di 9 consiglieri, ma dopo la scomparsa, lo scorso agosto, dell’avvocato Niccolò Ghedini la famiglia non ha voluto provvedere alla sua sostituzione. Per statuto il cda di Fininvest dura in carica un anno, e quindi il consiglio che verrà eletto il 29 giugno, resterà in carica fino al giungo 2024, quando sarà approvato il bilancio 2023.
Anche il collegio sindacale, che è composto da tre membri, il presidente Pellegrino Libroia, insieme ai sindaci Francesco Antonio Giampaolo e Francesco Vittafini, dovrebbero proseguire nell’incarico, la durata del collegio è triennale, e dopo la nomina nel giugno 2022, scadrà nel giugno 2025.
A luglio la lettura del testamento
Chiuso l’assemblea della finanziaria e il rinnovo dei vertici, dovrà essere data lettura del testamento. Il notaio Roveda, insieme a Michele Carpinelli, noto avvocato d’affari nonché partner dello studio legale Chiomenti, insieme al fidatissimo ragionier Spinelli, sarebbero in possesso delle carte dell’articolata eredità materiale e morale del Cavaliere. In proposito fonti finanziarie riferiscono che la lettura dovrebbe avvenire ai primi di luglio, e verosimilmente prima del 4 Luglio, quando Mfe terrà l’annuale appuntamento per la presentazione dei palinsesti televisivi, che è l’occasione in cui il gruppo guidato da Pier Silvio Berlusconi fa anche il punto sulle prospettive della società.
L’eredità dal 61,21% di Fininvest alle ville e gli altri beni
La prima questione da sciogliere è come sarà diviso il 61,21% di Fininvest, Se la quota venisse divisa in parti più o meno uguali tra i cinque figli, ovvero Marina e Pier Silvio, nati dal primo matrimonio con Carla Elvira Dall’Oglio, e Barbara, Eleonora e Luigi nati dalle nozze con la Lario, di fatto i figli della Lario avrebbero la maggioranza della Fininvest, ma Marina e Piersilvio avrebbero la cosiddetta minoranza di blocco, pertanto nessuna decisione della finanziaria potrebbe essere presa salvo l'accordo di tutti gli eredi.
Oltre alla “continuità” nella governance di Fininvest, dovrebbe essere confermata anche la continuità nell’assetto azionario, pertanto anche il controllo delle aziende dei Berlusconi dovrebbe restare immutato, o almeno fino a quando i cinque figli dell’imprenditore non decidano diversamente, magari spartendosi le varie attività. In proposito la quota di Mediolanum in Borsa vale 1,9 miliardi di euro, più di quella di Mondadori (253 milioni) e Mfe (850 milioni ) messe insieme. Tra le banche d’affari milanesi, tuttavia, si vocifera che Marina, primogenita nonché presidente di Fininvest e Mondadori e membro del consiglio di Mfe, potrebbe avere un ruolo più importante degli altri fratelli anche nell’asse ereditario.
Il Cavaliere lascia poi un patrimonio immobiliare tra ville e appartamenti, senza considerare i quadri, gli arredi le barche e i tanti oggetti di valore collezionati in anni di carriera. Si tratta della villa San Martino di Arcore, villa Belvedere a Macherio, villa Certosa a Porto Rotondo, villa Comalcione sul Lago di Como, villa Campari sul Lago Maggiore, e poi tante altre residenze di lusso a Antigua, Cannes, Lampedusa e così via. Dopo aver già liquidato le due prime mogli, anche la compagna Marta Fascina dovrebbe entrare nell’asse ereditario. In proposito diverse fonti riferiscono che la deputata di Forza Italia vorrebbe continuare a risiedere ad Arcore, e potrebbe ricevere un generoso assegno in denaro (si parla di 100 milioni).