Fisco, il superbollo sopravvive. Meno tasse sulle tredicesime. Stop alla flat tax per i dipendenti
di Giuseppe ColomboROMA – Dalla “soppressione” alla “valutazione” di “un eventuale e progressivo superamento”. La differenza è sostanziale: la traduzione di questo passaggio, riferito al superbollo, è che il balzello sulle auto di grossa cilindrata resta in vigore. Nonostante il pressing di Fratelli d’Italia e della Lega, che hanno provato a inserire la cancellazione dell’addizionale sulla tassa automobilistica all’interno della delega fiscale, all’esame della commissione Finanze della Camera.
Ma il ministero dell’Economia ha fermato la richiesta dei due partiti della maggioranza, accogliendo l’indicazione arrivata dalla Ragioneria: un impegno troppo stringente – è il ragionamento –avrebbe implicato l’indicazione di una copertura finanziaria. Soldi da trovare subito, quindi, perché il superbollo garantisce allo Stato un gettito di circa 130 milioni all’anno.
La valutazione del Tesoro, andata avanti fino a stamattina, ha preso in considerazione anche un elemento di metodo, che…
ROMA – Dalla “soppressione” alla “valutazione” di “un eventuale e progressivo superamento”. La differenza è sostanziale: la traduzione di questo passaggio, riferito al superbollo, è che il balzello sulle auto di grossa cilindrata resta in vigore. Nonostante il pressing di Fratelli d’Italia e della Lega, che hanno provato a inserire la cancellazione dell’addizionale sulla tassa automobilistica all’interno della delega fiscale, all’esame della commissione Finanze della Camera.
Ma il ministero dell’Economia ha fermato la richiesta dei due partiti della maggioranza, accogliendo l’indicazione arrivata dalla Ragioneria: un impegno troppo stringente – è il ragionamento –avrebbe implicato l’indicazione di una copertura finanziaria. Soldi da trovare subito, quindi, perché il superbollo garantisce allo Stato un gettito di circa 130 milioni all’anno.
La valutazione del Tesoro, andata avanti fino a stamattina, ha preso in considerazione anche un elemento di metodo, che era stato già anticipato ai deputati, a ridosso dell’inizio delle votazioni in commissione: lo spirito della delega, che fissa principi generali, non può essere stravolto con modifiche troppo puntuali, come è ad esempio quella per la soppressione del superbollo. Che sopravvive, quindi.
Saranno i decreti legislativi (il governo si è preso fino a due anni di tempo) a dire se la promessa di un pezzo della maggioranza sarà riabilitata. Al momento, la linea tracciata dal Mef è chiara: lo stop al superbollo, che si applica sulle auto con potenza superiore a 185 kW, va valutato, e un “eventuale e graduale” superamento non deve implicare un aumento delle tasse automobilistiche.
E questo perché la destra al governo vuole evitare un effetto boomerang: cancellare il superbollo, tassa odiata dal proprio elettorato, e aumentare il costo del bollo auto, che è versato da milioni di cittadini. Ecco allora che la soppressione del superbollo si complica perché bisognerà individuare una copertura alternativa, che al momento non c’è.
Un tema, quello dei costi, che riguarda anche altri capitoli della riforma fiscale di Giorgia Meloni. Insomma le coperture vanno trovate, come hanno messo in evidenza, più volte, la Banca d’Italia e l’Ufficio parlamentare di bilancio. Proprio per questo il governo non si sbilancia sulla portata delle singole misure, anche perché prima deve incassare il via libera del Parlamento.
L’obiettivo è portare a casa il risultato prima della pausa estiva, in tre passaggi: la commissione Finanze ha completato l’esame della delega, che approderà nell’emiciclo di Montecitorio il 10 luglio, come stabilito ieri dalla conferenza dei capigruppo. Poi, ottenuto il disco verde della Camera, il testo approderà al Senato, dove sono attesi gli emendamenti sul capitolo che riguarda le sanzioni. Infine il terzo e definitivo passaggio a Montecitorio, a inizio agosto.
Tasse light sulle tredicesime
Tornando alle coperture. La ricerca delle risorse impone prudenza e per questo il governo non quantifica, al momento, lo sconto sulle tredicesime e sugli straordinari oltre una certa soglia, misure approvate oggi in commissione. A cui si aggiunge anche la detassazione dei premi di produttività, che passa attraverso un emendamento a prima firma Luigi Marattin (Azione-Italia Viva).
Per queste voci è prevista una tassazione agevolata, in sostituzione delle aliquote ordinarie dell’Irpef. L’ambizione è tassarle al 15%, per dare ai lavoratori dipendenti un segnale equiparabile a quello che è stato già dato alle partite Iva, che possono beneficiare della flat al 15% su ricavi e compensi fino a 100 mila euro all’anno.
L’addio alla flat tax per i dipendenti
L’intervento su tredicesime, straordinari e premi di produttività cancella la flat tax incrementale per i dipendenti (una tassazione agevolata sulla differenza di reddito relativo all’anno della dichiarazione e quello riferito all’anno precedente), che il governo aveva inserito nel testo della delega fiscale approvato dal Consiglio dei ministri.
Tra le altre modifiche alla delega c’è anche la rateizzazione mensile delle tasse che pagano gli autonomi e i professionisti, un punto che incassa la Lega. In pratica si potranno pagare a rate gli acconti e i saldi dell’Irpef, senza subire penalizzazioni: servirà comunque un decreto legislativo per rendere operativa la misura. La delega, per ora, introduce il principio di “una migliore distribuzione nel tempo del carico fiscale" anche "mediante la progressiva introduzione della periodicità mensile di acconti e saldi e una eventuale riduzione della ritenuta d'acconto".