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Come andare in pensione con quota 41

La misura consente di lasciare in anticipo rispetto ai requisiti della Legge Fornero, ma è riservata ai lavoratori precoci in determinate categorie professionali
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MILANO – Mentre governo e sindacati si sono seduti nuovamente intorno al tavolo in cerca di nuove soluzioni in tema di flessibilità pensionistica, chi intende lasciare il lavoro oggi in anticipo rispetto ai requisiti previsti dalla legge Fornero,

cioè con la pensione di vecchiaia a 67 anni e con almeno 20 anni di contributi e con la pensione anticipata con almeno 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini e 41 anni e 10 mesi per le donne, indipendentemente dall’età.

Uno degli strumenti attualmente in vigore è quota 41. Ecco come funziona e chi può accedervi.
 

Quota 41 è riservata a chi vuole lasciare il lavoro in anticipo e ha almeno 41 anni di contributi,  a prescindere dall’età anagrafica. La misura non vale però per tutti i lavoratori, ma solo per quelli cosiddetti “precoci”. cioè quanti hanno svolto almeno 12 mesi di lavoro effettivo, anche non continuativo, prima del 19esimo anno di età.

Questo requisito da solo non è però sufficiente. Occorre trov…

MILANO – Mentre governo e sindacati si sono seduti nuovamente intorno al tavolo in cerca di nuove soluzioni in tema di flessibilità pensionistica, chi intende lasciare il lavoro oggi in anticipo rispetto ai requisiti previsti dalla legge Fornero,

cioè con la pensione di vecchiaia a 67 anni e con almeno 20 anni di contributi e con la pensione anticipata con almeno 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini e 41 anni e 10 mesi per le donne, indipendentemente dall’età.

Uno degli strumenti attualmente in vigore è quota 41. Ecco come funziona e chi può accedervi.
 

Quota 41 è riservata a chi vuole lasciare il lavoro in anticipo e ha almeno 41 anni di contributi,  a prescindere dall’età anagrafica. La misura non vale però per tutti i lavoratori, ma solo per quelli cosiddetti “precoci”. cioè quanti hanno svolto almeno 12 mesi di lavoro effettivo, anche non continuativo, prima del 19esimo anno di età.

Questo requisito da solo non è però sufficiente. Occorre trovarsi anche in una di queste cinque categorie:

disoccupati: a seguito di licenziamento anche collettivo, dimissioni per giusta causa o risoluzione consensuale. Devono aver esaurito la Naspi, il sussidio di disoccupazione, ma non è più necessario averlo finito da almeno tre mesi. Sono inclusi anche i disoccupati per la scadenza di un contratto a termine, se nei tre anni precedenti hanno avuto un lavoro dipendente per almeno 18 mesi;

caregivers: al momento della richiesta devono assistere da almeno sei mesi il coniuge, la persona in unione civile o un parente di primo grado convivente con handicap grave. Anche un parente di secondo grado convivente, se i genitori o il coniuge hanno compiuto 70 anni o sono invalidi, deceduti o mancanti;

invalidi civili: quelli riconosciuti con un grado di invalidità almeno del 74%;

gravosi: addetti ad attività particolarmente difficoltose e rischiose

usuranti: lavoratori addetti a mansioni usuranti o lavoratori notturni con almeno 64 notti lavorate l'anno.

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