L’impatto dell’Intelligenza artificiale vale il Pil britannico
di Giulia CimpanelliFino a pochi anni fa si parlava dei dati come del nuovo oro. Oggi l’attenzione si è spostata sulla tecnologia che quei dati li processa e li utilizza, l’intelligenza artificiale. Negli ultimi mesi ci si è concentrati su quella generativa, che sembra essere in grado di portare una crescita esponenziale in qualsiasi settore dell’economia. Attraverso l’analisi di 63 casi concreti, la ricerca “The economic potential of generative AI” di McKinsey & Company stima il potenziale economico dell’Ai generativa tra i 2.600 e i 4.400 miliardi di dollari l’anno, valore che potrebbe superare quello del Pil del Regno (3.100 miliardi nel 2021).
Tutti i settori saranno interessati e, secondo lo studio, potranno ricavarne benefici. «L’impatto preciso – commenta Marco Piccitto, managing partner per il Mediterraneo di McKinsey & Company - dipenderà da una serie di fattori, tra cui la combinazione e l’importanza delle diverse funzioni, nonché l’entità dei ricavi del singolo settore. Il nostro stud…
Fino a pochi anni fa si parlava dei dati come del nuovo oro. Oggi l’attenzione si è spostata sulla tecnologia che quei dati li processa e li utilizza, l’intelligenza artificiale. Negli ultimi mesi ci si è concentrati su quella generativa, che sembra essere in grado di portare una crescita esponenziale in qualsiasi settore dell’economia. Attraverso l’analisi di 63 casi concreti, la ricerca “The economic potential of generative AI” di McKinsey & Company stima il potenziale economico dell’Ai generativa tra i 2.600 e i 4.400 miliardi di dollari l’anno, valore che potrebbe superare quello del Pil del Regno (3.100 miliardi nel 2021).
Tutti i settori saranno interessati e, secondo lo studio, potranno ricavarne benefici. «L’impatto preciso – commenta Marco Piccitto, managing partner per il Mediterraneo di McKinsey & Company - dipenderà da una serie di fattori, tra cui la combinazione e l’importanza delle diverse funzioni, nonché l’entità dei ricavi del singolo settore. Il nostro studio stima le ricadute dirette di questa tecnologia sui livelli di produttività, senza considerarne i benefici secondari».
Quali settori avranno più benefici
Tra i settori che dovrebbero beneficiarne maggiormente spicca il bancario, in cui l’implementazione dell’IA generativa potrebbe originare un valore addizionale compreso tra 200 e 340 miliardi di dollari all’anno. Un bot generativo di intelligenza artificiale, ad esempio, addestrato su conoscenze proprietarie come ricerche e interazioni con i clienti potrebbe fornire un supporto tecnico approfondito sempre attivo. Oggi, la maggior parte delle risorse frontali è dedicata alla convalida delle offerte e all’interazione con i clienti, ma dare ai lavoratori di prima linea accesso ai dati potrebbe migliorare l’esperienza del cliente. Morgan Stanley sta costruendo un assistente AI utilizzando GPT-4, con l’obiettivo di aiutare decine di migliaia di gestori patrimoniali a trovare, sintetizzare e personalizzare rapidamente risposte da una vasta base di dati interni.
Se guardiamo al commercio e alla grande distribuzione, la crescita potrebbe essere tra 400 e 660 miliardi all’anno. «In questo settore la tecnologia ha sempre giocato un ruolo cruciale, soprattutto con la crescente domanda di personalizzazione da parte dei consumatori – aggiunge il manager. - Già oggi l’IA generativa offre diverse possibilità: aiuta i retailer a raccogliere dati per migliorare l’offerta di prodotti e aumentare la base clienti. Anche l’esperienza offerta ai clienti può beneficiarne». Anche pharma e industria medicale potrebbero generare tra i 60 e i 110 miliardi di dollari all’anno: le capacità dell’IA generativa di elaborare enormi quantità di dati e sviluppare modelli possono accelerare lo sviluppo di nuovi farmaci, dalla scoperta della molecola all’immissione sul mercato.
L’impatto su aziende con infrastrutture cloud
Ovviamente il boom sta già impattando sulle aziende che offrono infrastruttura cloud, tra cui Amazon Web Services, Google Cloud Platforms, Microsoft Azure e Meta che rappresentano il 78% di tutta la capacità globale del cloud. Nei primi tre mesi del 2023, i ricavi dei servizi di infrastruttura cloud hanno raggiunto i 63,7 miliardi di dollari, un aumento su base annua di 10 miliardi di dollari, destinato a continuare. L’impatto diretto dell’IA generativa sulla produttività dell’ingegneria del software, poi, potrebbe variare dal 20 al 45% della spesa annuale attuale. I vantaggi potrebbero derivare ad esempio dalla riduzione dei tempi di codifica e di correzione del codice.
I pericoli dell’IA
Le ombre, però, non mancano. L’IA racchiude tante promesse, ma anche molti pericoli. La regolamentazione avrà un ruolo determinante nella sua diffusione. Non a caso gli stessi cofondatori di OpenAI hanno richiesto l’istituzione di un organismo per controllarla. Un tema ampiamente dibattuto è quello dell’impatto sul lavoro. Secondo lo studio di Mckinsey l’uso dell’IA generativa potrebbe aumentare la produttività del lavoro dello 0,1-0,6% ogni anno fino al 2043, compensando il calo dell’occupazione dovuto all’invecchiamento della popolazione. Si pensi allo sviluppo dei software, in cui è molto difficile trovare risorse. Le attuali capacità dell’IA generativa, inoltre, avrebbero il potenziale per automatizzare le attività lavorative che oggi assorbono il 60-70% del tempo dei dipendenti. «Si tratta di trasformazioni profonde che abbiamo già visto ripetersi nella storia quando vengono introdotte tecnologie capaci di svolgere attività umane di routine – conclude Piccitto. - Il loro impatto sociale dipende in larga parte da come vengono gestite e regolamentate. È bene ricordare inoltre che l’IA generativa consente di automatizzare determinate attività, non intere professioni. Non esiste infatti intelligenza artificiale senza intelligenza umana». Tutto questo richiederà ingenti sforzi, anche delle aziende, per riqualificare e formare in modo continuo il personale. Insomma, l’IA ha il potenziale per creare un valore troppo importante per essere trascurato, in un momento storico in cui si sta riflettendo sugli enormi costi per contrastare il cambiamento climatico. Ma questo non significa ignorarne conseguenze ed eventuali rischi.