Case green, così il governo riscriverà le detrazioni
di Giuseppe ColomboROMA - La priorità andrà alle prime case e a quelle con una classe energetica bassa. In testa alla lista degli edifici che saranno interessati dalla revisione delle detrazioni per la riqualificazione energetica e il recupero del patrimonio edilizio.
Una riforma che, nelle intenzioni del governo, dovrà avere una durata almeno decennale e che sarà chiamata ad affrontare “con un approccio integrato ed efficiente le opere di riqualificazione degli edifici residenziali esistenti”, superando la frammentazione delle detrazioni che sono attive oggi, dal Superbonus al bonus facciate.
Una revisione che fa parte del Pniec
Il riordino degli incentivi fa capolino nella bozza della versione integrale del Piano nazionale integrato per l’energia e il clima (Pniec), che Repubblica ha avuto modo di consultare. E la riforma, si legge, nasce dall’esigenza di rispondere agli obiettivi fissati dalla direttiva sulle case green, che a ottobre scorso era stata valutata …
ROMA - La priorità andrà alle prime case e a quelle con una classe energetica bassa. In testa alla lista degli edifici che saranno interessati dalla revisione delle detrazioni per la riqualificazione energetica e il recupero del patrimonio edilizio.
Una riforma che, nelle intenzioni del governo, dovrà avere una durata almeno decennale e che sarà chiamata ad affrontare “con un approccio integrato ed efficiente le opere di riqualificazione degli edifici residenziali esistenti”, superando la frammentazione delle detrazioni che sono attive oggi, dal Superbonus al bonus facciate.
Una revisione che fa parte del Pniec
Il riordino degli incentivi fa capolino nella bozza della versione integrale del Piano nazionale integrato per l’energia e il clima (Pniec), che Repubblica ha avuto modo di consultare. E la riforma, si legge, nasce dall’esigenza di rispondere agli obiettivi fissati dalla direttiva sulle case green, che a ottobre scorso era stata valutata positivamente dal governo Meloni, ma che qualche settimana è stata disconosciuta dallo stesso esecutivo e dalla maggioranza che lo sostiene. Per Fratelli d’Italia è “una patrimoniale offuscata”.
Approccio “integrato” per risparmiare tempi e costi
Ora la direttiva diventa un elemento da cui non si può prescindere. Ma in cosa consiste, nello specifico, l’approccio “integrato” di cui parla il Pniec, messo a punto dal ministero dell’Ambiente? L’obiettivo, si legge nel testo, è ottimizzare i tempi e i costi di riqualificazione di un edificio, intervenendo su quattro livelli: quello energetico, “sotto il profilo dell’efficienza, della produzione di energia da fonti rinnovabili e dell’elettrificazione dei consumi”; e quello della digitalizzazione degli edifici e “del dialogo con le altre infrastrutture quali quella dei trasporti”. Infine quello della sicurezza, con riferimento agli aspetti sismici e all’antincendio, e quello della tutela ambientale, “con riferimento alla riduzione dei consumi idrici e all’uso del verde”.
La riforma prevederà diverse aliquote di detrazione, spalmate su dieci anni, e in base alle performance generali raggiunte dall’edificio. Tra gli altri obiettivi, anche l’ammissione di interventi singoli di qualsiasi natura (energetici, sismici, abbattimento barriere architettoniche), e di riqualificazione energetica profonda, cioè una combinazione di più interventi.
Le aliquote dovranno agevolare maggiormente i cittadini con redditi bassi, i condomini con persone in condizioni di povertà energetica e l’edilizia residenziale pubblica. Saranno gli interventi energetici a trainare tutti gli altri, che beneficeranno della stessa aliquota.
Per evitare un’esplosione dei costi, la riforma punta anche a introdurre un tetto ad alcune spese specifiche, sia per i singoli interventi che per quelli di riqualificazione energetica profonda. Così come, riporta sempre la bozza del Piano, la riforma sarà affiancata da strumenti finanziari di supporto, come finanziamenti a tasso agevolato, anche a copertura dei costi di investimento. E dalla cessione del credito, che favorirà chi è in condizione di povertà energetica.