✕

La grande bellezza è tutta un ciak: il cineturismo porta in Italia circa 597 milioni

Una ricerca Jfc fotografa cosa vogliono le produzioni cinematografiche per scegliere una location, il beneficio economico per i territori, ma anche quanti turisti cambiano le mete delle vacanze per soggiornare dove si è girato il film o la serie preferita
3 minuti di lettura

Il lago di Mosigo era una delle tante meraviglie italiane sconosciute sino a quando la sua natura incontaminata non è diventata lo sfondo per la serie Rai “Un passo dal cielo”. E non è certo un caso isolato. C’è infatti un tesoretto che lega a filo doppio il mondo del cinema a quello del turismo. Chiamalo se vuoi cineturismo o set jetting, il fenomeno si sviluppa su quei territori che hanno località funzionali alle esigenze delle produzioni cinematografiche. Ma non solo. Riguarda soprattutto siti che sono stati in grado di mettere servizi, spazi, agevolazioni, organizzazione e manodopera a disposizione delle produzioni. Belli e intelligenti, si potrebbe dire.

A fotografare la tendenza è lo studio “Il cineturismo in Italia, valore economico del fenomeno” realizzato da Jfc tourism & management. «Le produzioni cinematografiche, straniere ma anche italiane, rappresentano un volano eccezionale per comunicare le bellezze e i luoghi più significativi del nostro Paese. «In Italia il cin…

Il lago di Mosigo era una delle tante meraviglie italiane sconosciute sino a quando la sua natura incontaminata non è diventata lo sfondo per la serie Rai “Un passo dal cielo”. E non è certo un caso isolato. C’è infatti un tesoretto che lega a filo doppio il mondo del cinema a quello del turismo. Chiamalo se vuoi cineturismo o set jetting, il fenomeno si sviluppa su quei territori che hanno località funzionali alle esigenze delle produzioni cinematografiche. Ma non solo. Riguarda soprattutto siti che sono stati in grado di mettere servizi, spazi, agevolazioni, organizzazione e manodopera a disposizione delle produzioni. Belli e intelligenti, si potrebbe dire.

A fotografare la tendenza è lo studio “Il cineturismo in Italia, valore economico del fenomeno” realizzato da Jfc tourism & management. «Le produzioni cinematografiche, straniere ma anche italiane, rappresentano un volano eccezionale per comunicare le bellezze e i luoghi più significativi del nostro Paese. «In Italia il cineturismo – afferma Massimo Feruzzi, amministratore unico di Jfc e responsabile della ricerca – genera sui territori dove avvengono le riprese un beneficio economico pari a 597 milioni e 440 mila euro. Di questi, la maggior parte – 321 milioni circa – è il valore economico generato dagli appassionati, italiani e stranieri, che scelgono di soggiornare o di visitare per qualche ora i luoghi delle sceneggiature. Si tratta di un milione e 344 mila presenze turistiche (17,7% stranieri) e 11 milioni 603 mila giornalieri (34,2% stranieri). Purtroppo ancora oggi l’Italia riesce a raccogliere solo l’1,8% dei soggiorni di movietourists internazionali».

La spesa delle produzioni

E ancora: «C’è poi un’altra quota generata da quanto le case di produzioni “lasciano” sul territorio durante le riprese, che è pari ad ulteriori 276 milioni 272 mila euro, la maggior parte dei quali (il 41,5%) è distribuito tra le maestranze, i tecnici locali e le strutture alberghiere che ospitano le troupe. Come si sceglie un set piuttosto che un altro? «Per le produzioni italiane si punta soprattutto ad abbattere i costi, mentre per le straniere si cercano quei paradisi definiti “palcoscenico Italia”, in pratica non conta più il criterio del risparmio ma prevale la certezza di avere a disposizione luoghi di grande impatto». E non solo. Se prevale la bellezza e l’attrattività estetica (14%), si cerca anche una logistica funzionale (9%) che comprende gli spazi di manovra della troupe, parcheggi per mezzi, uffici, facilità di organizzare un campo base, spazi adibiti al facile trasporto di attori, troupe e produzione. Altro elemento che incide notevolmente sulla scelta è la presenza di “professionisti e manodopera già formata presente in loco” (7,7%), un elemento fondamentale che permette alle case produttrici di integrare la troupe e di fare la lavorazione senza dover pagare la diaria giornaliera, come pure il “basso costo dei servizi” (7,3%) (dalla manodopera locale ai servizi di autonoleggio, da quelli di ristorazione all’alloggio) e la “presenza di infrastrutture logistiche come porti ed aeroporti” (4,3%).

Quanti giorni si ferma una produzione sui set improvvisati? «Per quanto riguarda i film italiani, il soggiorno dello staff di produzione è circa di 40,5 giorni ed è composto mediamente da 74 persone - precisa Feruzzi - per i film stranieri, il soggiorno dello staff di produzione è di 82 giorni ed è composto da 181 persone; per quanto riguarda le fiction e serie il soggiorno è di circa 79,4 giorni per 80 persone». Le regioni più attraenti? La Puglia sembra quella più sexy per le case di produzione italiane ma anche estere. Alto Adige, Trentino, Veneto, Basilicata e Piemonte sono regioni con una forte cultura cinematografica, supporto da parte delle amministrazioni ma anche convenzioni ad hoc per limitare il costo delle produzioni. E infine Toscana, Liguria ed Emilia Romagna sono regioni dove - se pur offrono un numero minimo di benefit - hanno grande attenzione al tema e una buona disponibilità di servizi.

I cineturisti

Negli ultimi sette anni i movie-tourists internazionali sono aumentati passando dai 42 milioni del 2016 ai 50,8 milioni del 2023, con un incremento del più 21%. «Di questi - precisa Feruzzi - solo una quota effettua un soggiorno “a tema” quasi per sentirsi protagonista del fim per qualche giorno, mentre la maggior parte decide di visitare una location legata ad un film come escursione giornaliera.

In sostanza, sugli 8 milioni 385 mila movie-tourists internazionali coloro che scelgono l’Italia per visitare i luoghi dei grandi cinema sono 150.935 (contro gli 86.400 del 2016), con una permanenza media di 1,5 notti e complessive 226 mila presenze ed un valore economico del soggiorno pari a 23 milioni di Euro circa.

Per quanto riguarda invece i nostri connazionali, rispetto a sette anni fa è notevolmente aumentato il numero di coloro che sono attratti dalle location dei film. Nel 2023 gli italiani che soggiorneranno nei luoghi dove è stato girato un film, una fiction o dove la storia del luogo è legata ai grandi registi italiani sono poco più di 698 mila: si tratta di viaggiatori per cui la conoscenza di tali luoghi costituisce la motivazione primaria del soggiorno. La loro permanenza media è pari a 1,6 notti, generando complessivamente oltre 1 milione 117 mila presenze per un valore economico pari a 82 milioni 707 mila Euro».

Leggi i commenti