Inghilterra la “bomba” immobiliare
Casa, amarissima casa. Il Regno Unito sta affrontando una delle più gravi crisi abitative della storia recente e non pare esserci una soluzione, almeno nel breve termine. È una tempesta perfetta. L’inflazione e i costi della vita sono ancora molto alti: la prima è rimasta inchiodata all’8,7% e così l’altra settimana la Banca d’Inghilterra ha dovuto alzare ancora una volta i tassi, stavolta di un drastico 0.5, arrivando così al 5%, ai massimi da 15 anni.
Ciò fa ovviamente salire alle stelle i mutui. I cittadini che chiedono un prestito alle banche ora sbattono contro tassi molto alti, che si aggirano almeno tra il 5,5% e il 6,5%, il che sta scoraggiando in moltissimi ad acquistare casa, soprattutto giovani che fantasticano il loro primo immobile. Ma neanche coloro che hanno già un mutuo possono stare tranquilli. Perché, in Inghilterra, anche quello che si chiama tasso fisso in realtà va rinegoziato ogni tot di anni, in genere da 3 a 5.
Casa, amarissima casa. Il Regno Unito sta affrontando una delle più gravi crisi abitative della storia recente e non pare esserci una soluzione, almeno nel breve termine. È una tempesta perfetta. L’inflazione e i costi della vita sono ancora molto alti: la prima è rimasta inchiodata all’8,7% e così l’altra settimana la Banca d’Inghilterra ha dovuto alzare ancora una volta i tassi, stavolta di un drastico 0.5, arrivando così al 5%, ai massimi da 15 anni.
Ciò fa ovviamente salire alle stelle i mutui. I cittadini che chiedono un prestito alle banche ora sbattono contro tassi molto alti, che si aggirano almeno tra il 5,5% e il 6,5%, il che sta scoraggiando in moltissimi ad acquistare casa, soprattutto giovani che fantasticano il loro primo immobile. Ma neanche coloro che hanno già un mutuo possono stare tranquilli. Perché, in Inghilterra, anche quello che si chiama tasso fisso in realtà va rinegoziato ogni tot di anni, in genere da 3 a 5.
La brutta sorpresa a fine mese
Risultato: molti proprietari di casa con un mutuo acceso si sono ritrovati, da un giorno all’altro, a dover pagare centinaia di sterline di rata mensile in più. Un salasso. Secondo l’istituto Niesr (National Institute of Economic and Social Research), alla luce delle ultime politiche monetarie di Bank of England, entro la fine del 2023 le rate mensili dei mutui cresceranno in media quasi del 50% alla rinegoziazione e più di un milione di famiglie britanniche bruceranno tutti i risparmi per pagarle, portando così gli insolventi a 7,8 milioni di nuclei familiari, ossia addirittura il 30% del totale nel Regno Unito. Il Niesr aggiunge che l’aumento del costo dei mutui spazzerà via lo 0,3% del Pil britannico e il costo totale di questo smottamento ammonterà a 12 miliardi di sterline all’anno.
Gli effetti boom sugli affitti
Tutto ciò ha effetti devastanti anche sugli affitti. Per le ragioni appena esposte, molti residenti oltremanica non possono più permettersi di comprare un immobile, soprattutto a Londra, sebbene i prezzi delle case stiano calando. Anzi, secondo Oxford Economics, di qui a metà 2025 crolleranno dell’11% rispetto al picco dell’anno scorso, quindi se avete cash è il vostro momento. Altrimenti, le valutazioni restano proibitive alla grandissima maggioranza della popolazione che oggi non ha liquidità o che non può permettersi un mutuo a tassi così gonfiati. La conseguenza è che tutte queste persone non hanno altra scelta che prendere in affitto un appartamento o una casa. E così anche i canoni di locazione sono oramai alle stelle, in aumento da 12 mesi consecutivi (tornati ai picchi del 2016) per un più 25% rispetto a 3 anni fa durante il Covid. Ciò non solo per la richiesta altissima, esacerbata anche dal ritorno in massa di stranieri e studenti dopo l’emergenza pandemica. Ma anche perché i padroni di casa in Inghilterra, i “landlord”, sono molto spesso piccoli compratori privati, a differenza di altri Paesi europei, e danno in locazione un immobile su cui hanno un mutuo ancora attivo, per comprarlo originariamente. Dunque, se la banca alza loro le rate del mutuo, i landlord aumentano di conseguenza il costo dell’affitto ai loro inquilini.
In questa miscela esplosiva, trovare un appartamento in affitto può essere oramai un’impresa olimpica, a Londra ma non solo. Nella capitale, è esemplare il caso raccontato dal collega giornalista Josiah Mortimer: «Il mio amico ha dovuto pagare una cauzione di 250 sterline soltanto per vedere un appartamento. Ha offerto persino 150 sterline in più rispetto all’affitto mensile richiesto nell’annuncio, ma niente da fare. Qualcun altro ha offerto più di lui. Il sistema immobiliare britannico è un disastro». Insomma, molto spesso, vista l’elevatissima richiesta, si scatena un’asta informale tra i pretendenti affittuari, che fa elevare ancor più la somma base mensile richiesta.
Tutta l’Inghilterra in difficoltà
Ma questi gravi effetti oramai si stanno verificando anche altrove, e non solo in una città ambita come Londra. Itv ha raccontato la storia di una coppia di anziani di Coventry, la 62enne Laurie e il 72enne Fred, che esemplifica il dramma che stanno vivendo le fasce meno agiate della popolazione. L’anziana coppia è stata sfrattata dal padrone di casa che ha preferito vendere l’immobile. Di lì, è iniziato l’incubo. Da tempo, come altri 2 milioni di britannici, Laurie e Fred ricevono 500 sterline al mese dallo Stato come aiuto per pagare l’affitto. Ma oramai i prezzi sul mercato sono così elevati che per trovare casa non bastano più. Risultato: da settimane Fred e Laurie sono senza fissa dimora, dopo una vita di sacrifici. Secondo una ricerca di Zoopla, questi 2 milioni di persone possono permettersi solo il 4% delle case attualmente sul mercato.
Il premier Rishi Sunak la settimana scorsa ha chiesto ai britannici di “stringere i denti”. La Bank of England è costretta ad alzare i tassi, poiché la spirale dell’inflazione ancora molto alta sta erodendo risparmi e potere di acquisto. E servirà molto tempo per vedere i risultati della promessa costruzione di 300 mila nuovi appartamenti all’anno, per cercare di allentare la morsa. Anche perché il governo conservatore sinora ne ha costruiti molti meno (242.700 nel 2020) e la cifra calerà ulteriormente a causa di inflazione e tassi dei prestiti.
Allarme rosso
Di certo, è scattato l’allarme rosso a Downing Street e a Whitehall. Anche perché sinora il collante, anche generazionale, di questo Paese è stata la “Property ladder”, ovvero la “scalata degli immobili” grazie al prezzo delle case in aumento costante, almeno sinora. Un mantra per i britannici. Ovvero, da giovane compro un monolocale, poi lo rivendo a un prezzo maggiorato per acquisire un bilocale, poi faccio lo stesso per un appartamento più grande, e poi magari una casa intera e così via. Oggi questo “British dream” sembra miseramente in frantumi. Anche per errori pregressi, come il “Right to buy” approvato da Margaret Thatcher nel 1980, che ha permesso agli inquilini di case popolari di riscattare il loro appartamento a prezzo stracciato. Peccato che poi in moltissimi abbiano subito rivenduto i propri appartamenti ad altri privati, e a prezzo di mercato. Se oggi scarseggiano le case popolari, con un milione di britannici in lista di attesa, è anche per questo. Mentre gli sfratti, secondo l’osservatorio Generation Rent, sono tornati ai picchi del 2009, anno di un’altra, gravissima crisi economica.