Il testacoda del vetro riciclato ora costa più di quello nuovo
di Raffaele LorussoL’Italia conquista la leadership europea per il vetro riciclato. Nel 2022, il nostro Paese ha fatto registrare una percentuale di riciclo dell’80,8 per cento, molto al di sopra dell’obiettivo Ue del 75 per cento entro il 2030. Negli ultimi dodici mesi sono stati raccolti più di 2,5 milioni di tonnellate. Al primato, però, si accompagna un risvolto tutt’altro che positivo sotto il profilo dei prezzi. Il valore della cosiddetta materia prima seconda, ossia il vetro riciclato, negli ultimi anni ha subito aumenti da capogiro. Si è passati dai 15-20 euro per tonnellata del 2020 ai 30 euro del 2021, fino ai 230 euro del 2022. Una corsa verso l’alto che non accenna ad arrestarsi, visto che nelle ultime aste del 2023 si sono raggiunti i 300 euro per tonnellata.
Il parere del Coreve
L’effetto immediato di questa impennata è il ritorno di molte aziende produttrici alla materia prima vergine con un impatto negativo sull’ambiente. La situazione preoccupa il Coreve, il Consorzio per il recupero de…
L’Italia conquista la leadership europea per il vetro riciclato. Nel 2022, il nostro Paese ha fatto registrare una percentuale di riciclo dell’80,8 per cento, molto al di sopra dell’obiettivo Ue del 75 per cento entro il 2030. Negli ultimi dodici mesi sono stati raccolti più di 2,5 milioni di tonnellate. Al primato, però, si accompagna un risvolto tutt’altro che positivo sotto il profilo dei prezzi. Il valore della cosiddetta materia prima seconda, ossia il vetro riciclato, negli ultimi anni ha subito aumenti da capogiro. Si è passati dai 15-20 euro per tonnellata del 2020 ai 30 euro del 2021, fino ai 230 euro del 2022. Una corsa verso l’alto che non accenna ad arrestarsi, visto che nelle ultime aste del 2023 si sono raggiunti i 300 euro per tonnellata.
Il parere del Coreve
L’effetto immediato di questa impennata è il ritorno di molte aziende produttrici alla materia prima vergine con un impatto negativo sull’ambiente. La situazione preoccupa il Coreve, il Consorzio per il recupero del vetro, che recentemente ha presentato il rapporto sul riciclo. L’Italia, si evince dai dati, è terza nel mondo per produzione di vetro, dopo Stati Uniti e Cina, e prima in Europa per tasso di riciclo. In media ogni italiano, nel 2022, ha riciclato 42,6 chilogrammi di vetro. Il quantitativo di vetro che finisce in discarica si è ridotto di 100 mila tonnellate, con un risparmio diretto di 4 milioni di metri cubi di gas e di 18 milioni di costi di smaltimento. L’aumento del costo del vetro da riciclare rischia di vanificare i risultati raggiunti. «In Italia si producono circa 5 milioni di tonnellate di vetro l’anno, molte di più rispetto agli altri Paese europei – spiega Gianni Scotti, presidente del Consorzio Coreve – il settore agroalimentare utilizza molto i contenitori di vetro che valorizzano ed esaltano la qualità dei prodotti. Si pensi al vino, all’olio, alla passata di pomodoro, alle conserve alimentari. La domanda ha fatto crescere gli investimenti nel settore del trattamento della materia prima seconda. Sono stati costruiti nuovi impianti. Sono entrate anche le multinazionali che hanno fatto crescere la capacità di trattamento. A un certo punto si è raggiunto il livello limite, superato il quale il prodotto riciclato costa più di quello da materia prima vergine». Considerato che il prezzo di quest’ultima non ha mai superato i 200 euro per tonnellata, si capisce perché molte aziende produttrici stiano tornando alla produzione diretta. I numeri di gennaio-aprile 2023 sono più che indicativi: il prezzo del vetro da materia prima vergine è aumentato solo dello 0,9 per cento, il consumo di rottame è sceso del 10 per cento. I costi ambientali indiretti generati da questa situazione sono altissimi perché la produzione diretta di vetro richiede grandi volumi di gas e sprigiona enormi quantità di C02 .
Il Coreve ha calcolato che nel 2022 l’attività di riciclaggio ha permesso di risparmiare 436 milioni di metri cubi di gas, l’equivalente del consumo di una città di un milione e mezzo di abitanti, riducendo di 2,5 milioni di tonnellate la quantità di C02 immessa nell’aria. La produzione da materia prima seconda ha anche evitato l’estrazione di 4,2 milioni di tonnellate di materie prime necessarie per la produzione di vetro. Nel 2022 il riciclo del vetro ha consentito una riduzione del 95 per cento dell’uso di coloranti, del 90 per cento di polietilene, dell’87 per cento di soda, dell’85 per cento di sabbia , del 39 per cento di dolomite, oltre che l’azzeramento della cromite.
In Italia il vetro più caro al mondo
«Attualmente – osserva il presidente del Coreve – il prezzo del vetro da materia prima seconda che si è raggiunto in Italia è il più alto del mondo e sta provocando aumenti anche negli altri Paesi europei. La domanda di vetro nel nostro Paese si mantiene molto alta al punto che si rende necessario importare il rottame da altri Paesi come Germania, Francia, Svizzera e Austria». Per molti aspetti può sembrare un paradosso, soprattutto in considerazione dei risultati raggiunti nel nostro Paese con la differenziata, ma in realtà è il risultato dell’aumento costante della domanda, sostenuta dalla necessità di esportare alcuni prodotti dell’eccellenza agroalimentare. Il Coreve paga ai Comuni che conferiscono il vetro l’80 per cento del costo del servizio di raccolta. Nel 2022 il Consorzio ha versato complessivamente 111 milioni di euro. L’aumento dei prezzi della materia prima seconda, però, ha spinto molti Comuni a vendere direttamente a singoli operatori del settore per ricavare di più di quanto previsto dall’accordo sottoscritto fra Anci e Conai. Il rischio di un corto circuito, se non di un passo indietro sul piano delle politiche di riciclo e ambientali è reale. Fermare questo processo avrebbe contraccolpi negativi sul piano economico e ambientale. «Non è in discussione il libero mercato – sottolinea Gianni Scotti – sarebbe opportuno, però, che a livello governativo ci fosse la volontà di affrontare il problema. È impossibile fissare un prezzo di mercato, ma bisogna arrivare ad una sorta di soglia di equilibrio. Il vetro riciclato non deve costare di più di quello prodotto da materia prima vergine».