Su Pnrr, energia e migranti. Meloni non scalda gli industriali
di Andrea Greco , Andrea MontanariL'intervento della premier Giorgia Meloni all'Assemblea di Assolombarda
(ansa)MILANO — Giorgia Meloni fa di tutto per tranquillizzare gli imprenditori all’assemblea di Assolombarda. «Sono fiera del lavoro che il governo sta facendo, ma ho il senso della misura, so che questi risultati non si devono al governo, questo piccolo miracolo si deve al vostro lavoro» — spiega la premier che, ieri ha chiesto di parlare prima della relazione del presidente di Assolombarda Alessandro Spada e ha lasciato l’assemblea quando il presidente di Confindustria Carlo Bonomi non aveva ancora preso la parola. Scandisce che «L’Italia cresce ed è la più affidabile dell’Eurozona. Se i numeri del settore sono incontrovertibili, quelli dei territori rappresentati da Assolombarda sono sorprendenti».
Dalla platea, parte un timido applauso. Il presidente di Confindustria Bonomi ringrazia: «Mi sono piaciute molto le parole del presidente del Consiglio». Sulla proposta di una legge sul salario minimo dirà poi: «Se vogliamo parlare di salario minimo con una soglia di 9 euro non è u…
MILANO — Giorgia Meloni fa di tutto per tranquillizzare gli imprenditori all’assemblea di Assolombarda. «Sono fiera del lavoro che il governo sta facendo, ma ho il senso della misura, so che questi risultati non si devono al governo, questo piccolo miracolo si deve al vostro lavoro» — spiega la premier che, ieri ha chiesto di parlare prima della relazione del presidente di Assolombarda Alessandro Spada e ha lasciato l’assemblea quando il presidente di Confindustria Carlo Bonomi non aveva ancora preso la parola. Scandisce che «L’Italia cresce ed è la più affidabile dell’Eurozona. Se i numeri del settore sono incontrovertibili, quelli dei territori rappresentati da Assolombarda sono sorprendenti».
Dalla platea, parte un timido applauso. Il presidente di Confindustria Bonomi ringrazia: «Mi sono piaciute molto le parole del presidente del Consiglio». Sulla proposta di una legge sul salario minimo dirà poi: «Se vogliamo parlare di salario minimo con una soglia di 9 euro non è un problema di Confindustria. I nostri contratti sono tutti superiori». In prima fila nel capannone dell’hub ipertecnologico del gruppo Camozzi ci sono il presidente del Senato Ignazio La Russa e mezzo governo. Compresa la ministra del Turismo Daniela Santanché. All’inizio, l’assemblea commemora Silvio Berlusconi. Lo show di Meloni continua sui fondi del Pnrr. «Non è in gioco il governo, ma la modernizzazione dell’Italia e la sua credibilità a livello internazionale. C’è chi tifa perché si fallisca come se non fosse interesse». Promette che «i fondi li metteremo a terra costi quel che costi, modificheremo le parti che non vanno bene privilegeremo il profilo strategico». E «se qualcuno vuole rimanere a guardare vorrà dire che quando avremo terminato avrà imparato una lezione». Sulla transizione ecologica, sostiene che «per avviarla, non possiamo smantellare la nostra economia e le nostre imprese».
Al numero uno degli imprenditori milanesi Spada, che chiede al governo di battersi in Europa per «svincolare gli investimento strategici dal Patto di Stabilità, la premier risponde sicura. «La sfida sulla riforma della governance è sugli investimenti. Per noi è prioritario scomputare quegli investimenti dal calcolo rapporto debito/Pil». Sulle materie prime e sull’industria Meloni rassicura che l governo lavora con «un approccio congiunto per una Ue che oggi inizia a parlare nientemeno che di sovranità, cosa impensabile qualche mese fa».
Assolombarda elenca sue cinque priorità. Energia, innovazione, lavoro, infrastrutture e governance territoriale. La platea degli imprenditori, molto numerosa, si è lasciata carezzare dai messaggi della premier, ma ha rinviato ogni giubilo a quando incasserà i fatti. A volte misure, altre volte moneta sonante: come i 16 miliardi di euro sul cuneo fiscale che Assolombarda ha chiesto «nella prossima legge di bilancio», o il rinnovo dei crediti d’imposta sull’energia. «Siamo in una fase di dichiarazioni di principio, ma va detto che il governo ha acquisito consapevolezza politica sul fatto che le due transizioni secolari, digitale ed energetica, debbano viaggiare in parallelo con il mantenimento dello stato sociale, tenendo l’uomo al centro — dice Aurelio Regina, imprenditore, presidente di Sisal e delegato per la transizione energetica di Confindustria — Ora Giorgia Meloni sarà messa alla prova dei fatti. Se dice che l’industria è centrale, poi dovrà avere una visione conseguente: ad esempio sul rinnovo dei crediti d’imposta sull’energia, che hanno tutti i Paesi europei ma che nel Decreto bollette non sono rientrati. Oppure sul cuneo contributivo, per ora ridotto e temporaneo», anche se Meloni ha detto che intende trovare i fondi per renderlo strutturale.
Anche l’imprenditrice Emma Marcegaglia ha evidenziato, del discorso del presidente di Assolombarda, «alcuni aspetti che vanno cambiati, come questa ideologia che c’è nella decarbonizzazione, e alcune richieste molto chiare all’Italia, sul cuneo fiscale e sull’utilizzare una parte del Pnrr come credito di imposta per imprese e famiglie, un po’ come fanno gli americani».
«Meloni ha riportato i temi della fabbrica e del lavoro all’attenzione di politica e opinione pubblica — commenta Marco Bonometti, presidente di Omr — certo, speriamo che le risorse per il cuneo fiscale possano salire e diventare strutturali, l’Italia non può avere un costo del lavoro così alto». Altro tema grosso, per l’imprenditore della meccanica, sarà «trovare i lavoratori: Omr ne cerca 200 in Italia e non li trova, e non parlo di specializzati». Per Bonometti, il divario va colmato «con migrazioni controllate e mirate, facendo corsi di italiano e di sicurezza nei Paesi d’origine, come il governo ha iniziato a fare in Tunisia».
Il manager di un’impresa, che non vuole comparire, sintetizza così: «Un discorso ispirato di Meloni, che ha lusingato gli imprenditori toccando diversi temi a loro cari: ma senza offrire progetti concreti».