Economia

Abi, Patuelli: “Banche allungano già la durata dei mutui. Per chi è in ritardo sui pagamenti servono regole meno rigide”

Il presidente Abi, Patuelli

Il presidente Abi, Patuelli

 
Visco: “In arrivo aumenti più decisi sui tassi dei depositi”. E anche il ministro Giorgetti incalza: una maggiore remunerazione “sarebbe più equa, e allevierebbe le difficoltà della clientela”
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ROMA – Le banche stanno già allungando le rate dei mutui a tasso variabile, e sono disponibili anche alle surroghe. Ma solo per chi è in regola per i pagamenti, perché negli altri casi ci sono i paletti dell’Eba. Il presidente dell’Abi, Antonio Patuelli, parlando all’assemblea annuale dell’Associazione risponde a quanto detto ieri dal ministro dei Trasporti Matteo Salvini, ovvero che il governo e il Tesoro starebbero valutando con le banche un modo per congelare i rincari dei mutui variabili dovuti ai rialzi dei tassi Bce. Mentre il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti chiede alle banche di adeguare i rialzi dei tassi attivi a quelli dei tassi su mutui e prestiti, per “equità” e anche per alleviare le difficoltà dei clienti. Sull’adeguamento dei tassi sui depositi ci sono dei ritardi, ammette il  governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco, precisando che comunque sono in arrivo aumenti più decisi. Visco rileva anche come, a causa delle difficoltà dovute al rialzo dei tassi d’interesse, sia già raddoppiata la quota dei tardi nei rimborsi dei prestiti da parte delle imprese.

Patuelli: “L’inflazione non si combatte solo con le politiche monetarie”

Patuelli ribadisce che "le banche in Italia mantengono quasi i due terzi dei mutui a tasso fisso, con tassi di raccolta in continuo aumento, e, su richiesta, possono allungare la durata dei mutui per chi è in regola con i pagamenti o realizzare surroghe". Proprio ieri il vicepremier e ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini aveva detto che sta lavorando con il ministero dell'Economia "per allungare le rate di chi ha un mutuo a tasso variabile".

Il presidente dell’Abi ricorda che la possibilità di allungare le rate o di ricorrere alla surroga riguarda solo “chi è in regola con i pagamenti”. Mentre per  “chi è in ritardo” rimanda la palla nel campo delle norme europee, chiedendo però "un cambio delle regole rigide, troppo rigide" dell'Eba (l'autorità bancaria europea), che non permette alle banche una maggiore flessibilità.

Patuelli non ha risparmiato le critiche alla politica dell’aumento dei tassi della Bce: "Più aumenta il costo del denaro, più aumenta il rischio del credito e del debito pubblico. La lotta all'inflazione non può dipendere solo dalle politiche monetarie". E ha sottolineato la correttezza degli orientamenti di Bankitalia in materia, definendo “saggia, autorevole, coerente e lungimirante è la posizione della Banca d'Italia per evitare eccessive strette monetarie e penalizzazioni del Pil".

Visco: “In arrivo aumenti più decisi dei tassi sui depositi”

Di altri tassi, quelli versati ai correntisti, ha parlato invece il governatore Ignazio Visco, all’ultima assemblea Abi da guida della Bankitalia. I rendimenti sui depositi bancari non si sono ancora allineati con i rialzi dei tassi Bce ma ora, con la stretta, "dovrebbe seguire un graduale innalzamento, con corrispondenti, più decisi, incrementi dei tassi". Secondo Visco l'adeguamento in ritardo "è in parte riconducibile alla abbondante liquidità accumulata" grazie alle misure straordinarie Bce. "Ciò può aver comportato una minore pressione concorrenziale tra le banche sul segmento dei depositi in conto corrente" ha sottolineato.

"Date le condizioni di finanziamento più restrittive e il rallentamento del commercio globale ci attendiamo che il Pil aumenti in misura moderata nei prossimi mesi", ha quindi spiegato il governatore. Precisando che "nell'anno, secondo le stime pubblicate a metà giugno, la crescita del prodotto potrebbe superare l'1%; si manterrebbe intorno a questo valore nel prossimo biennio". Secondo Visco tuttavia "si tratta di previsioni ancora caratterizzate da elevata incertezza e da rischi orientati prevalentemente al ribasso".

Visco ha anche rilevato come nei primi tre mesi di quest'anno si siano registrati i primi segnali di maggiore difficoltà delle imprese dovute al rialzo dei tassi: “l'incidenza del flusso di prestiti che presentano ritardi nei pagamenti, – ha spiegato – anche se non ancora tali da richiedere una classificazione come deteriorati, è infatti raddoppiata, all'1,6 per cento del complesso dei finanziamenti in bonis in ragione d'anno".

Giorgetti: “Politiche restrittive rallentano la domanda”

"Le politiche restrittive sui tassi di interesse da parte delle banche centrali stanno iniziando ad aumentare la domanda globale", conferma nel suo intervento all’Assemblea dell’Abi il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti. Che però chiede alle banche di adeguare i rialzi dei tassi attivi a quelli dei tassi su prestiti e mutui: "Un adeguamento de tassi attivi contribuirebbe ad alleviare l'impatto dell'inflazione e rappresenterebbe un'azione equa verso i clienti".

"Quanto alle imprese, in particolare quelle di piccole e medie dimensioni, – prosegue il ministro – sarebbe auspicabile limitare l'impatto del rialzo dei tassi di interesse e garantire risorse stabili e a condizioni competitive, nonchè un approccio proattivo circa lo 'smaltimento' dello stock di crediti fiscali generati dalle cessioni dei cosiddetti superbonus edilizi, su cui il governo è responsabilmente e coraggiosamente intervenuto".

Più in generale, Giorgetti richiama le banche sul dovere di farsi carico della sostenibilità sociale degli shock recenti che hanno penalizzato le famiglie italiane. "Le difficili esperienze recenti che abbiamo affrontato – afferma – hanno dimostrato che le sfide complesse richiedono un efficace gioco di squadra tra il settore pubblico e il privato anche per preservare l'efficiente uso delle finanze pubbliche e consentire il necessario processo di normalizzazione della politica di bilancio".

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