Pnrr, la difesa dei sindaci: “Già assegnato il 91% dei fondi”. Visco al governo: “Evitare ritardi rilevanti”
di Giuseppe ColomboROMA - Una mattonella, fatta arrivare appositamente a Roma da Caiazzo, in provincia di Caserta, dove sono partiti i lavori per la costruzione di un asilo nido con i soldi del Pnrr. "Uno di quegli asili nido di cui tutti parlano, ma che solo i sindaci conoscono", rivendica il presidente dell'Anci Antonio Decaro, agitando la mattonella dal palco dell'evento "Missione Italia 2021-2026, Pnrr dei Comuni e delle città", allestito in grande spolvero all'interno della Nuvola di Fuksas. È un fiume in piena, Decaro. Respinge le accuse contro i sindaci che non riescono a impiegare i soldi del Piano di ripresa e resilienza. E al governo chiede di fare di più, sugli anticipi e sui pagamenti: "Si dice che la spesa del Pnrr è in ritardo e poi si paga lentamente la spesa già prodotta, questo non è possibile".
ROMA - Una mattonella, fatta arrivare appositamente a Roma da Caiazzo, in provincia di Caserta, dove sono partiti i lavori per la costruzione di un asilo nido con i soldi del Pnrr. "Uno di quegli asili nido di cui tutti parlano, ma che solo i sindaci conoscono", rivendica il presidente dell'Anci Antonio Decaro, agitando la mattonella dal palco dell'evento "Missione Italia 2021-2026, Pnrr dei Comuni e delle città", allestito in grande spolvero all'interno della Nuvola di Fuksas. È un fiume in piena, Decaro. Respinge le accuse contro i sindaci che non riescono a impiegare i soldi del Piano di ripresa e resilienza. E al governo chiede di fare di più, sugli anticipi e sui pagamenti: "Si dice che la spesa del Pnrr è in ritardo e poi si paga lentamente la spesa già prodotta, questo non è possibile".
Non è un caso se Decaro tira in ballo il caso degli asili nido. È uno dei progetti che impatta di più sull'impegno in capo ai Comuni, che sono i soggetti attuatori dell'investimento. Ma è anche uno degli obiettivi che il governo italiano sta rinegoziando con la Commissione europea, per i ritardi accumulati. La prima scadenza, fissata al 30 giugno, è saltata: bisognava assegnare il 100% dei lavori per la costruzione e la riqualificazione di circa 265 mila posti (da completare entro il 31 dicembre del 2025), ma l'asticella si è fermata poco sotto. Al 91%, oggi, come reso noto dal ministro dell'Istruzione Giuseppe Valditara. Il passo lento sugli asili nido è anche l'immagine di un raccordo sul Pnrr, tra lo Stato e i Comuni, che non funziona come dovrebbe. E che chiama in causa il tema della responsabilità dei ritardi: di chi è la colpa?
Per questo Decaro mette in fila i numeri, inediti, e che riguardano tutte le spese relative al Pnrr che chiamano in causa i sindaci. I numeri, dunque. Progetti per 80 miliardi, a fronte di 40 miliardi assegnati dal Piano. "E se posso avanzare una proposta - incalza il presidente dell'Anci - adesso speriamo che il Governo non voglia disperdere il grande lavoro che è stato fatto, in modo che si possa lavorare per riprendere le graduatorie esistenti e farle scorrere, se e quando verranno rivisti alcuni programmi di investimento attualmente attivi". Ma è la capacità di spesa a rappresentare il punto più caldo. E qui Decaro richiama i dati del governo, aggiornati al 13 giugno. A quella data, i progetti finanziati dal Pnrr sono 197 mila, per un valore di 105,7 miliardi, al netto dei cofinanziamenti. E al 31 maggio, quindi due settimane prima, ai Comuni erano stati assegnati 36,3 miliardi, pari al 91% della dotazione finanziaria prevista per i sindaci. "Ripeto, per farmi capire meglio", insiste Decaro. "Siccome - sottolinea - i progetti dei Comuni c’erano, erano buoni e hanno superato tutte le verifiche, il 91% di essi ha già avuto le risorse assegnate".
I numeri valgono di più, quando messi a confronto con altri. E allora il presidente dell'Anci fa un confronto: "Faccio una comparazione, solo per dare un’idea non per altri motivi: a tutti gli altri soggetti beneficiari del Pnrr sono stati assegnati nello stesso periodo 69,4 miliardi di euro, che è solo il 46% della dotazione finanziaria prevista per loro". Ancora altri numeri, quelli dell'Anac: su 102 mila gare bandite, 52 mila, cioè il 51% del totale, sono state portate avanti dai Comuni.
C'è spazio, però, anche per i richiami al governo. "Bisogna semplificare il meccanismo delle anticipazioni, perché ci sono troppi passaggi tra ministeri e Comuni", dice Decaro. Aggiungendo che "se un’opera ha già un progetto esecutivo, abbiamo detto al Governo che allora l’anticipo deve essere automatico per un importo maggiore del 10%, perché le imprese a noi chiedono subito almeno il 30%".
Visco: “Evitare ritardi rilevanti”
Negli stessi minuti in cui Decaro chiede al governo di rafforzare l'impegno sul Pnrr, il governatore della Banca d'Italia Ignazio Visco, intervenendo all'assemblea dell'Abi, lancia un messaggio altrettanto puntuale all'esecutivo guidato da Giorgia Meloni: "Occorre evitare che i ritardi evidenziati nell'ultima Relazione sullo stato di attuazione del Piano diventino rilevanti". Il riferimento è alla spesa che è inceppata. Ma anche alla necessità di ridare slancio al Pnrr per non bloccare gli investimenti che stanno portando avanti le imprese. Un richiamo che impone al governo di accelerare.