Economia

Multe e non solo, come funziona da oggi il domicilio digitale

Multe e non solo, come funziona da oggi il domicilio digitale
Nasce Inad acronimo che sta per Indice Nazionale dei Domicili Digitali, e da oggi, sarà consultabile da tutti. E’ un servizio pubblico ma soprattutto un luogo in cui tutti i cittadini possono registrare il proprio domicilio digitale associato a un indirizzo Pec e ricevere tutte le comunicazioni
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ROMA – Ci sono voluti sei anni ma ora i cittadini hanno una “seconda casa” virtuale. Stiamo parlando del domicilio digitale diventato finalmente realtà. In soldoni è un servizio pubblico ma soprattutto un luogo in cui tutti i cittadini possono registrare il proprio domicilio digitale associato a un indirizzo Pec e ricevere tutte le comunicazioni. Si chiama Inad, acronimo che sta per Indice Nazionale dei Domicili Digitali, e da oggi, sarà consultabile da tutti. In pratica si tratta di un elenco di indirizzi digitali da utilizzare per ricevere le comunicazioni della Pubblica amministrazione. Anche le temutissime multe.

Come fare

L’iscrizione a Inad è volontaria, per farla basta dotarsi di una casella Pec personale. In che modo? Utilizzando Spid, Cie o Cns, i cittadini possono collegarsi al sito www.domiciliodigitale.gov.it e seguire la procedura indicata per l’elezione del domicilio digitale associato alla propria casella Pec. “Un passo avanti fondamentale per la digitalizzazione del Paese e la semplificazione della burocrazia”, ha dichiarato Stefano Sordi, amministratore delegato di Aruba Pec e direttore generale di Aruba, tra i principali provider dei servizi di posta elettronica certificata.

Cos'è il domicilio digitale e chi può registrarlo

Il domicilio digitale è l'indirizzo elettronico eletto presso un servizio di Posta elettronica certificata, come definito dal Regolamento eIDAS, valido ai fini delle comunicazioni elettroniche aventi valore legale. Possono eleggere il proprio domicilio digitale: le persone fisiche che abbiano compiuto il diciottesimo anno di età; i professionisti che svolgono una professione non organizzata in ordini, albi o collegi ai sensi della legge n. 4/2013; gli enti di diritto privato non tenuti all'iscrizione nell'INI-PEC. Da oggi le Pubbliche Amministrazioni utilizzeranno, se presente nell'elenco, il domicilio digitale per tutte le comunicazioni con valenza legale e, a partire dalla stessa data, chiunque potrà consultarlo liberamente dall'area pubblica del sito, senza necessità di autenticazione, inserendo semplicemente il codice fiscale della persona di cui si vuol conoscere il domicilio digitale. Sempre dal oggi le Pubbliche Amministrazioni, i gestori di pubblico servizio e i soggetti privati aventi diritto potranno consultare Inad in modalità applicativa, attraverso apposite interfacce dedicate, rese fruibili mediante la Piattaforma Digitale Nazionale Dati (PDND), già disponibili in ambiente di test. Inoltre, dalla stessa data potranno eleggere il proprio domicilio digitale anche professionisti non iscritti in albi ed elenchi ed enti di diritto privato non presenti in Ini-Pec.

Quali sono i vantaggi di Inad

Grazie a Inad, tutte le comunicazioni della Pubblica Amministrazione con valore legale, come ad esempio rimborsi fiscali e detrazioni d'imposta, accertamenti, verbali di sanzioni amministrative, e così via, vengono inviate direttamente nella casella di posta indicata dal cittadino, che può gestire in autonomia il proprio domicilio digitale. Dopo aver registrato il proprio domicilio digitale su Inad, le notifiche arriveranno in tempo reale, senza ritardi o problemi relativi al mancato recapito, con notevoli risparmi legati al minore utilizzo della carta e all'azzeramento dei costi di invio tramite servizi postali. Inoltre, il cittadino avrà immediatamente a disposizione la documentazione, senza l'incombenza di spostarsi fisicamente per recuperarla, mentre la Pubblica Amministrazione avrà un sistema di comunicazione centralizzato più efficiente, automatizzato e sicuro.

La Pec in cifre

Nata diciotto anni fa, la Posta Elettronica Certificata conta 14,4 milioni di indirizzi di questi 9 milioni sono gestiti da Aruba. Dunque, nel caso in cui il cittadino abbia indicato un indirizzo Pec su Inad, la Pubblica Amministrazione dovrà utilizzare questo recapito certificato per inviare le comunicazioni, evitando quindi di ricorrere alla raccomandata. L'indice dei domicili digitali sarà consultabile, quindi le pubbliche amministrazioni, prima di inviare una raccomandata, dovranno verificare se il cittadino ha indicato il proprio indirizzo sull'indice. In quel caso, la comunicazione con valore legale dovrà essere inviata digitalmente all'indirizzo indicato.

Via per sempre (o quasi) la carta

Niente più carta, insomma: si risparmiano i soldi della comunicazione cartacea di multe, tasse eccetera. E si evita anche il rischio di perdere documenti importanti con le relative eventuali sanzioni da pagare. Inad ci farà compiere un altro importante passo nel processo di trasformazione digitale della Pa, a quanto commenta il Sottosegretario di Stato con delega all'Innovazione tecnologica, Alessio Butti. "Si tratta di un progresso importante. Il domicilio digitale, insieme alla Piattaforma notifiche, ci consentirà di compiere un passo avanti fondamentale per la digitalizzazione del Paese e la semplificazione dei rapporti tra cittadini, imprese e Pubblica Amministrazione" ha detto. "Attraverso il domicilio digitale, infatti, cittadini, professionisti e aziende potranno beneficiare di un canale semplice e immediato per ricevere le comunicazioni ufficiali da parte della Pa, con un risparmio significativo di tempi e costi".

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