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I nodi del testamento e l’ipotesi nullità sui lasciti a Marta Fascina e Dell’Utri

Marcello Dell'Utri e Silvio Berlusconi nel 2007

 (ansa)

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Più chiara la volontà di donare 100 milioni al fratello Paolo. Per dividere il patrimonio paterno servirà il consenso di tutti i fratelli
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Trentasei righe a mano per spartire un impero stimato fino a 5 miliardi. È “normale” per un simile patrimonio?

«Sembra sorprendente, ma non è infrequente che in Italia succeda», spiega l’avvocata Roberta Crivellaro, managing partner dello studio internazionale Withers. «Ci sono ragioni culturali e pesa il fatto che il nostro ordinamento limita la libertà alla sola quota disponibile», aggiunge. «Ci sono tecniche civilistiche e societarie per suddividere al meglio gli incarichi operativi tra i figli, riservando a tutti gli stessi diritti patrimoniali. Eviterebbero il rischio di contenziosi, che comunque mi pare in questo caso non ci siano».

Come cambiano gli equilibri tra gli eredi?

La volontà del Cavaliere fissata fin dal 2006 è affidare la quota disponibile a Marina e Pier Silvio (9/30 del patrimonio ciascuno) e a Barbara, Luigi ed Eleonora la legittima (4/30). Trasferito sulla fotografia delle partecipazioni in Fininvest, porta a considerare le quote congiunte dei figli di pr…

Trentasei righe a mano per spartire un impero stimato fino a 5 miliardi. È “normale” per un simile patrimonio?

«Sembra sorprendente, ma non è infrequente che in Italia succeda», spiega l’avvocata Roberta Crivellaro, managing partner dello studio internazionale Withers. «Ci sono ragioni culturali e pesa il fatto che il nostro ordinamento limita la libertà alla sola quota disponibile», aggiunge. «Ci sono tecniche civilistiche e societarie per suddividere al meglio gli incarichi operativi tra i figli, riservando a tutti gli stessi diritti patrimoniali. Eviterebbero il rischio di contenziosi, che comunque mi pare in questo caso non ci siano».

Come cambiano gli equilibri tra gli eredi?

La volontà del Cavaliere fissata fin dal 2006 è affidare la quota disponibile a Marina e Pier Silvio (9/30 del patrimonio ciascuno) e a Barbara, Luigi ed Eleonora la legittima (4/30). Trasferito sulla fotografia delle partecipazioni in Fininvest, porta a considerare le quote congiunte dei figli di primo letto in maggioranza nella holding. Per Alessandro Simeone, avvocato esperto di famiglia, però, «Berlusconi non ha attribuito beni specifici ai singoli figli, ma disposto delle quote del suo intero patrimonio. Oggi ciascuno dei figli è proprietario di una quota ideale di ogni singola azione Fininvest e nessuno è pieno ed esclusivo proprietario di una quota fisica». Lo stesso per ville, quadri, barche: «Tutti beni sui quali si è aperta una “comunione ereditaria”: nessun erede può disporre, senza il consenso di tutti gli altri, di tutto quanto fa parte dell’eredità».

Servirà dunque un passaggio ulteriore?

«L’attribuzione specifica dei singoli beni potrà avvenire solo su accordo delle parti», dice Simeone. «Dire che Pier Silvio e Marina sono al 53% di Fininvest pare una semplificazione: i figli sono “comunisti”, in gergo tecnico, ovvero “in comunione di tutto il patrimonio”, con i due maggiori che hanno un peso maggiore», aggiunge Crivellaro. «Per spacchettare quel 61,2% serve il consenso di tutti gli eredi, diversamente si può mantenere in comunione nominando un rappresentante». Per determinare le quote spettanti, poi, bisognerà ricostruire anche quanto ricevuto in vita: «Serve la collazione, ovvero si considerano le donazioni come un anticipo di eredità», spiega Simeone.

Gli eredi sono molto compatti. Ci sono elementi però che possano dar luogo a impugnazioni?

«Non pare», per Crivellaro. «I tre testamenti, non essendo in contrasto, vanno letti come unicum», aggiunge Simeone. Un dubbio lo apre il “se non torno” col quale, nel 2022, Berlusconi fa riferimento al suo ricovero al San Raffaele disponendo dei legati al fratello Paolo, alla compagna Fascina (100 milioni ciascuno) e a Dell’Utri (30). «È un elemento di potenziale debolezza – dice Crivellaro –. Sembra una condizione interpretabile come un “se dovessi mancare”, ma una lettura restrittiva e meramente letterale potrebbe mettere in discussione i legati a Fascina e Dell’Utri. Quello al fratello è più solido, essendo già stato espresso in passato».

Paolo è citato infatti due volte: si devono sommare a 200 milioni?

Il diretto interessato ha fatto sapere che la volontà del fratello era di destinargli cento milioni. «Riletto alla luce della concitazione degli eventi, sembra lo stesso legato», per Crivellaro. «L’interpretazione va in quella direzione».

Luigi non è citato tra gli obbligati a farsi carico di quei legati. È legittima questa “dimenticanza”?

«Il punto critico è che un legato imposto ai figli che ricevono la sola legittima lede la loro quota», spiega Crivellaro. «In ogni caso è centrale la volontà degli eredi. Se le parti sono d’accordo ad adempiere alla volontà del padre, e nulla fa credere il contrario, non ci saranno problemi».

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