Il segreto per lavorare meglio? Fare più vacanze. Ecco gli studi (e le aziende) che lo dimostrano
di Irene Maria ScaliseROMA – Il segreto per lavorare meglio? Fare più vacanze. Un mantra da far presente a tutti i capi del personale quando quasi la metà dei dipendenti non riescono - per esigenze dell’azienda - a consumare tutte le ferie accumulate. Un articolo del Wall Street Journal spiega (non che ce ne fosse bisogno) come il tempo libero faccia un gran bene alla salute fisica e mentale, contribuendo a ridurre le malattie cardiache, lo stress, la depressione e l'ansia. Ma non solo. Se si punta ad avere avere più successo sul lavoro, la cosa migliore da fare è allontanarsi dall’ufficio.
Promozioni doppie dopo le vacanze
Invenzioni da scansafatiche? Per niente. Il colosso Ernst & Young ha studiato i propri dipendenti e ha scoperto che prendersi 10 ore extra di ferie al mese era associato a un aumento medio dell'8% nelle valutazioni delle prestazioni annuali. Di più. Uno studio su oltre 5.000 persone pubblicato sulla Harvard Business Review ha dimostrato che coloro che utilizzano più giorni di…
ROMA – Il segreto per lavorare meglio? Fare più vacanze. Un mantra da far presente a tutti i capi del personale quando quasi la metà dei dipendenti non riescono - per esigenze dell’azienda - a consumare tutte le ferie accumulate. Un articolo del Wall Street Journal spiega (non che ce ne fosse bisogno) come il tempo libero faccia un gran bene alla salute fisica e mentale, contribuendo a ridurre le malattie cardiache, lo stress, la depressione e l'ansia. Ma non solo. Se si punta ad avere avere più successo sul lavoro, la cosa migliore da fare è allontanarsi dall’ufficio.
Promozioni doppie dopo le vacanze
Invenzioni da scansafatiche? Per niente. Il colosso Ernst & Young ha studiato i propri dipendenti e ha scoperto che prendersi 10 ore extra di ferie al mese era associato a un aumento medio dell'8% nelle valutazioni delle prestazioni annuali. Di più. Uno studio su oltre 5.000 persone pubblicato sulla Harvard Business Review ha dimostrato che coloro che utilizzano più giorni di ferie vengono promossi a un tasso quasi doppio rispetto agli stacanovisti che non si staccano dalla scrivania. Come reagiscono i dipendenti più operosi di fronte a una sterzata verso le ferie? Inizialmente quasi con angoscia. Ma poi alla grande. Quando Boston Consulting Group ha richiesto ai consulenti di prendersi una pausa, un giorno intero o anche solo una notte a settimana – racconta il Wall Street Journal - inizialmente erano ansiosi, timorosi di turbare i clienti e di raggiungere risultati scadenti. Ma alla fine i consulenti hanno scoperto che il tempo libero ha permesso loro i vedere più chiaramente i loro progetti e ottenere un risultato migliore. Di conseguenza l’'azienda offre ora più programmi di congedo, inclusa la possibilità di prendere otto settimane sabbatiche.
La vacanza nobilita il lavoratore
Perché la vacanza nobilita il lavoratore? Il tempo libero aumenta le prestazioni lavorative perché è un carburante che potenzia il pensiero creativo. Gli psicologi chiamano questo periodo di inattività un periodo di "incubazione", che al rientro in ufficio ti premia con una nuova intuizione o soluzione. Teorizzano insomma che quando sei occupato con questioni non lavorative, il cervello è in grado di elaborare nuove idee nel subconscio. Uno studio pubblicato su PLOS One ha rilevato che dopo che le persone hanno trascorso da quattro a sei giorni a fare escursioni in Alaska, Colorado o Washington, senza dispositivi elettronici, i loro punteggi in un test di risoluzione dei problemi creativi sono aumentati del 50%. I ricercatori hanno scoperto che più brevi pause durante l'anno hanno vantaggi paragonabili a una lunga vacanza.
La cultura che esalta la fatica
Tutti pronti a fare le valigie dunque? Non proprio. Uno studio del Pew Research center fotografa come il 46% dei dipendenti con ferie retribuite non le prende interamente e quasi la metà di loro rinuncia perché teme di restare indietro. Alla fine del 2021, gli americani con ferie retribuite lasciavano sul tavolo una media di quasi due settimane di giorni di ferie. E anche in vacanza, metà o più lavorano comunque una buona parte del tempo. Parte del problema è una condizione mentale: liberarsi da una cultura che feticizza la frenesia. Molti dipendenti lavorano oltre il loro punto di esaurimento. Rendendo il superlavoro "il più grande di qualsiasi fattore di rischio professionale calcolato fino ad oggi”.
Le aziende con le ferie libere
Ci sono delle eccezioni. E’ il caso di OneDay Group, il Business & Community Builder dedicato alle nuove generazioni. L’azienda è stata tra le prime realtà in Italia ad introdurre il sistema di ferie libere nella propria organizzazione aziendale, esattamente un anno fa. Si lavora per obiettivi, che sono stabiliti e guidati da una tabella di marcia chiara e condivisa da tutto il team. Due le parole chiave: responsabilità e fiducia. L’azienda ha condotto una survey di clima per raccogliere i feedback dei lavoratori e capire come sia stata accolta l'iniziativa. Dal sondaggio, al quale hanno risposto i 330 team member dell’azienda, emerge un dato importante: l’iniziativa delle ferie illimitate è stata soddisfacente per il 72% dei rispondenti (di cui il 56% si è detto pienamente entusiasta) e solo il 16% si ritiene poco soddisfatto.