Crociata italiana contro il riuso dei contenitori “Prima il riciclo”
Non soltanto riciclo. L’economia circolare impone anche il riuso degli imballaggi. L’Unione europea preme per un deciso cambio di marcia a partire dal 2029. In questa direzione va la proposta di regolamento, attualmente all’esame degli Stati membri, che potrebbe essere approvata nella primavera 2024. Non tutti, però, sono pronti ad accogliere favorevolmente la novità. L’Italia è fra i Paesi sulle barricate. Il testo messo a punto a Bruxelles è stato bocciato dalle commissioni ambiente e attività produttive della Camera: quelle norme rischiano di produrre – scrivono i deputati italiani – “effetti dirompenti”, con pesanti ripercussioni sulle filiere del riciclo. Una posizione che recepisce le preoccupazioni di tutto l’apparato industriale che ha puntato sulle politiche di recupero dei materiali. Il punto, infatti, è proprio questo: l’Italia sta investendo da tempo in economia circolare. Stando ai dati di Circular economy network, è il Paese che, insieme con la Francia, fa registrare le …
Non soltanto riciclo. L’economia circolare impone anche il riuso degli imballaggi. L’Unione europea preme per un deciso cambio di marcia a partire dal 2029. In questa direzione va la proposta di regolamento, attualmente all’esame degli Stati membri, che potrebbe essere approvata nella primavera 2024. Non tutti, però, sono pronti ad accogliere favorevolmente la novità. L’Italia è fra i Paesi sulle barricate. Il testo messo a punto a Bruxelles è stato bocciato dalle commissioni ambiente e attività produttive della Camera: quelle norme rischiano di produrre – scrivono i deputati italiani – “effetti dirompenti”, con pesanti ripercussioni sulle filiere del riciclo. Una posizione che recepisce le preoccupazioni di tutto l’apparato industriale che ha puntato sulle politiche di recupero dei materiali. Il punto, infatti, è proprio questo: l’Italia sta investendo da tempo in economia circolare. Stando ai dati di Circular economy network, è il Paese che, insieme con la Francia, fa registrare le migliori performance di circolarità, ponendosi, con il 19 per cento, molto al di sopra della media europea del 12,8 per cento.
Il riciclo in Italia
Di qui, la richiesta delle commissioni della Camera di prendere in considerazione le esperienze e le specificità dei singoli Stati membri. L’industria del riciclo rappresenta un comparto strategico per l’economia italiana: con 4.800 imprese e 236 mila occupati vale complessivamente 10,5 miliardi. Un regolamento che privilegiasse il riutilizzo a scapito del riciclo, è la posizione italiana, penalizzerebbe 800 mila aziende che operano nel settore degli imballaggi, con oltre 6,3 milioni di dipendenti ed un fatturato che raggiunge i duemila miliardi l’anno. Sotto accusa è l’articolo 44 della proposta di regolamento. Prevede che entro il primo gennaio 2029 gli Stati membri istituiscano sistemi di deposito cauzionale e di restituzione per bottiglie di plastica e vetro e contenitori di metallo per liquidi alimentari fino a tre litri, con l’eccezione di quelli utilizzati per latte, derivati, vino e alcolici. Tecnicamente si chiama sistema Drs (Deposit return system). In pratica, chi acquista una bottiglia d’acqua o un’altra bibita deve pagare una cauzione che viene restituita se si conferisce il vuoto in appositi contenitori.
Il tasso di raccolta in Europa
Il sistema Drs è già attivo in 13 Paesi europei, per un totale di 144 milioni di persone. Secondo i dati 2022 del Global deposit book, il tasso di raccolta medio è del 91 per cento, con punte del 98 per cento in Germania, del 96 per cento in Finlandia e del 92 per cento in Norvegia. In Germania, in particolare, il sistema è attivo dal 2003 e recentemente è stato esteso anche ad altre tipologie di contenitori, come le bottiglie pet da mezzo litro. La situazione si capovolge se si guarda alla raccolta differenziata e al riciclo. Il report della fondazione Sviluppo sostenibile evidenzia che in Italia nel 2022 la raccolta differenziata di rifiuti urbani è salita al 63 per cento, facendo scendere lo smaltimento in discarica al 20 per cento, mentre il riciclo di rifiuti industriali ha superato il 70 per cento e lo smaltimento in discarica sceso al 6 per cento. L’Italia ha riciclato il 72 per cento di tutti i rifiuti, urbani, speciali, industriali. Un risultato che la pone al primo posto in Europa, dove la media è del 53 per cento, con la Germania che si attesta al 55 per cento. Non solo. Nel nostro Paese il tasso di materiali riciclati sul totale dei materiali consumati è del 21,6 per cento contro il 13,4 della Germania e il 12,8 per cento della media Ue. Nasce da qui la richiesta di esentare dall’obbligo di adottare il sistema Drs i Paesi che hanno raggiunto risultati ragguardevoli nelle politiche di riciclo. La proposta di regolamento, da questo punto di vista, prevede che la normativa non si applichi a quei Paesi in cui il tasso di raccolta degli imballaggi in plastica e alluminio è superiore al 90 per cento in peso degli imballaggi della stessa tipologia immessi sul mercato nel 2026 e nel 2027.
Ridurre le emissioni di C02
Anche nel nostro Paese, però, è nata e prova ad affermarsi una corrente di pensiero favorevole all’introduzione di un sistema Drs per contenitori di bevande monouso. L’iniziativa “A buon rendere-molto più di un vuoto”, promossa dall’Associazione Comuni virtuosi, punta a introdurre anche in Italia un sistema di deposito cauzionale per i contenitori di bevande finalizzato al riciclo. Si tratta oertanto di una campagna che vuole affiancare e non contrastare le politiche di riciclo. L’obiettivo, peraltro previsto dal Green Deal e dal Piano d’azione per l’economia circolare, è ridurre le emissioni di C02, la produzione di rifiuti e l’utilizzo di materie prime.
Uno studio presentato recentemente a Milano dai promotori della campagna “A buon rendere”, dimostra che l’Italia è sulla buona strada nel raggiungimento degli obiettivi europei di riciclo e gestione dei rifiuti fissati per il 2025, tranne che per gli imballaggi di plastica, per i quali la percentuale di riciclo è di poco superiore al 50 per cento. È dello scorso 8 giugno un avvertimento della Commissione europea a 18 Stati membri, fra cui l’Italia, sul rischio di non raggiungere gli obiettivi. Una ragione in più, secondo i promotori della campagna, per creare un’azione combinata fra politiche di riciclo e di riuso, considerata l’elevata quantità di contenitori in plastica che finisce dispersa nell’ambiente.