Il grande caldo, le regole per le imprese: quando si può chiedere la cassa integrazione
di Diego LonghinROMA — Temperature troppo elevate e il luogo di lavoro si trasforma in un inferno? Si può chiedere la cassa integrazione ordinarie fino a quando i gradi non tornano ad un livello accettabile. A confermarlo è l’Inps. E i sindacati invitano i delegati a monitorare la situazione. «Di fronte all’ondata eccezionale di caldo bisognerebbe introdurre modifiche temporanee all’organizzazione del lavoro», dicono Cgil, Cisl e Uil che si rivolgono alla ministra del Lavoro, Marina Calderone. La situazione eccezionale ha già creato due decessi. «Non si può morire sul lavoro per il caldo. Tutto questo è inaccettabile», sottolinea il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini.
Ci sono già le imprese che agiscono in autonomia. Stellantis ieri ha deciso d…
ROMA — Temperature troppo elevate e il luogo di lavoro si trasforma in un inferno? Si può chiedere la cassa integrazione ordinarie fino a quando i gradi non tornano ad un livello accettabile. A confermarlo è l’Inps. E i sindacati invitano i delegati a monitorare la situazione. «Di fronte all’ondata eccezionale di caldo bisognerebbe introdurre modifiche temporanee all’organizzazione del lavoro», dicono Cgil, Cisl e Uil che si rivolgono alla ministra del Lavoro, Marina Calderone. La situazione eccezionale ha già creato due decessi. «Non si può morire sul lavoro per il caldo. Tutto questo è inaccettabile», sottolinea il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini.
Ci sono già le imprese che agiscono in autonomia. Stellantis ieri ha deciso di mandare a casa gli operai sulla linea della Panda nella fabbrica di Pomigliano d’Arco, dove le temperature non consentivano la prosecuzione del lavoro. Già l’altro ieri il caldo era stato elevato. L’azienda aveva deciso di tenere in funzione il condizionamento tutta la notte. Cosa che ha permesso ieri di riprendere l’attività al primo turno. Poi la situazione è di nuovo peggiorata. Alle 16 tutti a casa. Ore che verranno recuperate in seguito. «Dal 2017 la cassa integrazione può scattare per il troppo caldo — sottolinea l’Inps — ma su richiesta del datore di lavoro, quando la colonnina di mercurio supera i 35 gradi, anche se la temperatura è solo percepita».
Un meccanismo complesso, soprattutto quando si è vicini alla pausa estiva e nelle fabbriche bisogna finire i lavori, così come i raccolti nei campi e gli interventi edili sui ponteggi. «Abbiamo chiesto ai nostri delegati — ha detto Landini — di richiedere alle aziende incontri urgenti per negoziare le necessarie modifiche temporanee, rimodulando turni e orari, fino ad arrivare quando necessario all’astensione dalle attività». Tema già sollevato dal numero uno della Uil, Pierpaolo Bombardieri: «Se le temperature superano i 38 grandi — aveva detto — c’è un rischio di incidenti superiore del 10-15%».