Abbattere il mutuo? Ecco cosa cambia dopo gli impegni dell’Abi
di Luigi dell'OlioMILANO – Niente impegni formali, ma una moral suasion presso i propri associati. L’Abi è scesa in campo sul tema del caro-mutui, con una serie di indicazioni che ogni istituto sarà libero di accogliere o meno. Le promesse fatte dal governo due settimane fa lasciavano immaginare una soluzione per i mutuatari a tasso variabile, soffocati dall’impennata della rata prodotta dalla stretta monetaria della Bce. Qui, invece, non esistono certezze, ma qualche spiraglio si apre. O, meglio, occorrerà attendere qualche giorno per capire l’orientamento del proprio istituto. “Le banche e gli intermediari finanziari che intendono aderire all’iniziativa lo comunicano: alla clientela attraverso i propri siti internet e/o l’affissione nelle filiali di specifici avvisi all’Abi, che pubblicherà l’elenco dei soggetti aderenti sul proprio sito internet”, si legge nella circolare diffusa nella serata di ieri.
MILANO – Niente impegni formali, ma una moral suasion presso i propri associati. L’Abi è scesa in campo sul tema del caro-mutui, con una serie di indicazioni che ogni istituto sarà libero di accogliere o meno. Le promesse fatte dal governo due settimane fa lasciavano immaginare una soluzione per i mutuatari a tasso variabile, soffocati dall’impennata della rata prodotta dalla stretta monetaria della Bce. Qui, invece, non esistono certezze, ma qualche spiraglio si apre. O, meglio, occorrerà attendere qualche giorno per capire l’orientamento del proprio istituto. “Le banche e gli intermediari finanziari che intendono aderire all’iniziativa lo comunicano: alla clientela attraverso i propri siti internet e/o l’affissione nelle filiali di specifici avvisi all’Abi, che pubblicherà l’elenco dei soggetti aderenti sul proprio sito internet”, si legge nella circolare diffusa nella serata di ieri.
Più spazio per il passaggio al fisso
La Legge di Bilancio 2023 consente ai mutuatari di richiedere il passaggio dal variabile senza cap al fisso alla stessa banca con la quale è stato aperto il finanziamento, con quest’ultima che non può opporre diniego. Due le condizioni: che il richiedente abbia un Isee (indicatore della situazione economica familiare) non superiore ai 35 mila euro e che il mutuo non superi i 200 mila euro. Le banche vengono invitate a innalzare questi massimali, fermo restando che ciascuna sceglierà come e in quale misura farlo. Questa soluzione è completamente gratuita per il mutuatario e lo stesso vale per la seconda strada percorribile, la surroga, cioè la rottamazione del vecchio mutuo e la sottoscrizione di uno nuovo con un altro istituto di credito. Questo sempre a patto che il nuovo soggetto interpellato sia d’accordo. Di solito le banche sono interessate ad acquisire nuovi clienti, ma tra rallentamento della crescita economica e introduzione dell’equo compenso che accresce i costi del passaggio, oggi sono diventate più selettive. In particolare verso i surrogatori seriali, quanti cioè già in passato hanno esercitato una surroga. La terza opzione è l’allungamento della durata del mutuo: si paga meno di rata mensile, ma l’impatto complessivo sulle tasche del consumatore è più salato.
Cosa fare in caso di difficoltà
“L’Abi raccomanda, che ai primi segnali di possibili difficoltà, il titolare del mutuo si rivolga alla propria banca per valutare le possibili soluzioni per affrontare l’aumento dei tassi di interesse”, si legge nella circolare che l’associazione sta inviando agli istituti di credito. Questi ultimi non hanno alcun interesse ad aggravare la situazione, dato che si troverebbero in pancia un credito deteriorato, per cui più che in passato sono disposte a trattare. L’Abi ricorda poi che «esiste la possibilità di sospendere il pagamento delle rate attraverso l’attivazione da parte delle banche del Fondo di solidarietà per i mutui. Strada percorribile a patto che non si siano già sforati i 90 giorni quanto a ritardo nel pagamento e che la ricontrattazione del mutuo non costi alla banca più dell’1% del valore del prestito stesso.