Si rafforza l’asse Italia-Ucraina: Metinvest e Danieli insieme per un’acciaieria “verde” da 2,2 miliardi
di Giovanni PonsLa premier Giorgia Meloni con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky al vertice Nato di Vilnius del 12 luglio scorso
(ansa)MILANO – L’Italia diventa il primo partner siderurgico dell’Ucraina grazie al patto che la premier Meloni e Zelensky hanno siglato nei mesi scorsi per un rafforzamento dei rapporti economici tra i due paesi. Nonostante la guerra in corso il colosso siderurgico Metinvest – che è proprietario della mega acciaieria Azovstal a Mariupol occupata e distrutta dai russi - ha trovato nuove strade per continuare la propria attività. E oggi annuncia a Verona una joint venture con l’azienda italiana Danieli, leader nella produzione di macchinari, per costruire un nuovo stabilimento in Italia in una località ancora non specificata.
"Il nuovo stabilimento italiano sarà di nuova generazione, con emissioni molto basse, il primo passo verso la decarbonizzazione – rivela Yuriy Ryzhenkov, ad di Metinvest, a Repubblica -. L’investimento totale che verrà raccolto attraverso istituzioni finanziar…
MILANO – L’Italia diventa il primo partner siderurgico dell’Ucraina grazie al patto che la premier Meloni e Zelensky hanno siglato nei mesi scorsi per un rafforzamento dei rapporti economici tra i due paesi. Nonostante la guerra in corso il colosso siderurgico Metinvest – che è proprietario della mega acciaieria Azovstal a Mariupol occupata e distrutta dai russi - ha trovato nuove strade per continuare la propria attività. E oggi annuncia a Verona una joint venture con l’azienda italiana Danieli, leader nella produzione di macchinari, per costruire un nuovo stabilimento in Italia in una località ancora non specificata.
"Il nuovo stabilimento italiano sarà di nuova generazione, con emissioni molto basse, il primo passo verso la decarbonizzazione – rivela Yuriy Ryzhenkov, ad di Metinvest, a Repubblica -. L’investimento totale che verrà raccolto attraverso istituzioni finanziarie, incluse quelle che fanno riferimento al governo italiano, sarà di oltre 2 miliardi di euro. Stiamo definendo il design e le specifiche tecniche con Danieli e in autunno annunceremo la località esatta del sito industriale. La produzione è previsto che parta nel 2027-2028”.
Metinvest possiede già due impianti di rilaminazione in Italia: uno in San Giorgio di Nogaro (Udine) e uno vicino a Verona, ma la nuova struttura non avrà relazioni con questi due impianti già esistenti.
L’area definitiva di costruzione sarà identificata dopo i risultati dei necessari rapporti ambientali e le relative autorizzazioni.
Un supporto fondamentale al nuovo impianto, che produrrà rotoli d’acciaio (hot rolled coils), prodotto finito che serve varie industrie incluso quella automobilistica, arriverà da Kryvyi Rih, la città natale di Zelensky, ricca di materie prime ma proprio per questo anche una delle più bombardate dai russi.
In quella regione Metinvest estrae il ferro e produce DRI pellets, essenziale per la produzione dell’acciaio. Il blocco dei porti ucraini e la perdita del controllo operativo sugli impianti di Mariupol ha costretto Metinvest a ridurre la sua capacità estrattiva a Kryvyi Rih, ma ora con il nuovo stabilimento italiano questa potrà essere ripristinata.
L’Italia importa circa 6 milioni di tonnellate di acciaio da altri paesi e prima dello scoppio della guerra la maggior parte arrivava da Russia (20%) e Ucraina (12-13%) sia come semilavorati che come prodotti finiti. L’esplosione del conflitto ha costretto tutti a rivedere le proprie strategie e l’importazione di semilavorati è stata fornita da altri paesi anche se a prezzi più alti. La costruzione del nuovo impianto italiano permetterà di diminuire la dipendenza dall’estero e a fare dell’Italia un progetto pilota per la transizione energetica.
Le risorse finanziarie per la nuova iniziativa verranno da un pool di banche private guidate da Rotschild e da istituzioni a controllo pubblico come potrebbe essere l’italiana Cdp. Metinvest non immetterà risorse proprie inizialmente in quanto queste sono ancora in gran parte destinate a finanziarie lo sforzo bellico dell’Ucraina.
Con questa operazione la Danieli, azienda di Buttrio guidata da Gianpietro Benedetti, si pone in prima linea nel processo di ricostruzione dell’Ucraina. Tutte le attività che l’azienda aveva in Russia si stanno riposizionando verso Kiev che negli anni a venire potrebbe rappresentare il nuovo ponte verso i mercati dell’Est.