MILANO – Il mondo delle imprese chiede misure straordinarie per fronteggiare il grande caldo che sta colpendo la penisola. "Serve un protocollo per cassa integrazione e smart working per i lavoratori, come durante il Covid-19", ha detto il presidente di Confindustria Carlo Bonomi ospite a Start, su Sky TG24.
Interpellato se questo intervento possa tradursi in una cassa integrazione più ampia, Bonomi ha replicato. “Stiamo parlando anche di un qualcosa di particolare su smart working e quindi allargare di nuovo la possibilità di ricorrere a questa tipologia di lavoro in modo da consentire ai lavoratori di non spostarsi a rimanere presso le proprie abitazioni. Ci sono una serie di soluzioni tra cui quella della cassa integrazione anche per i lavori ovviamente più impattati da questa ondata di calore" ha detto Bonomi. Che ha anche aggiunto: "Pensare di dover mettere a rischio la propria vita perché si va al lavoro è qualche cosa che deve far riflettere tutti, non è un tema solo dell'associazione datoriale è un tema dei sindacati, è un tema del governo".
Coldiretti: “No a stop raccolti”
Un allarme è arrivato anche dalla Coldiretti, che ha evidenziato invece i rischi di una possibile perdita di produzioni in caso di stop ai raccolti. “Il caldo favorisce la rapida maturazione delle produzioni agricole nei campi che devono essere raccolte per garantire gli approvvigionamenti alimentari", sottolinea l’associazione aggiungendo he le alte temperature ostacolano le operazioni agronomiche in campagna che vede occupate in questo periodo quasi mezzo milione di persone.
In una situazione in cui le produzioni agricole nazionali sono già state impoverite dalle forti ondate di maltempo accompagnate da grandine che hanno provocato milioni di euro di danni, non è possibile - sottolinea la Coldiretti - sospendere del tutto le lavorazioni, poiché proprio in questo momento si coltivano le maggioranza delle colture, dalla frutta alla verdura, che se non vengono tempestivamente raccolte sono irrimediabilmente compromesse anche perchè il caldo accelera i processi di maturazione, a differenza di quanto avviene in altri settori dove le attività possono essere sospese ed i lavoratori possono accedere anche alla cassa integrazione.
Per tutelare la salute e la sicurezza dei lavoratori occorre quindi - precisa la Coldiretti - adottare delle strategie ad-hoc che preservano tanto la salute dei lavoratori che la qualità del prodotto in campo che rischia di andare irrimediabilmente perduto, dall'utilizzo dei dispositivi di protezione allo stop alla raccolta nelle ore più calde fino al lavoro notturno.
Bollini rossi per l’allerta caldo
In parallelo si muovono anche le istituzioni. Arrivano infatti i bollini rossi dell'allerta caldo per la salute dei lavoratori: un sistema di previsione dello stress da calore per lo screening dei rischi professionali. Inail e Cnr puntano sulla prevenzione attraverso il progetto "Worklimate 2.0", mettendo a disposizione sul sito www.worklimate.it mappe che prevedono, fino a tre giorni, le aree geografiche dove si concentrano i maggiori rischi derivanti dal caldo, colorandole di rosso vivo. La scala del pericolo per i lavoratori va dal verde, nessun rischio, al rosso, livello massimo, passando per il giallo e l'arancione, che indicano rispettivamente un basso e un moderato rischio.
La piattaforma, presentata nel corso di un seminario organizzato dall'Inail, analogamente ai bollini per la popolazione contenuti nel bollettino del ministero della Salute, offre una scala di rischio derivante dal caldo specificatamente per i lavoratori. Con un livello di dettaglio maggiore consente anche di conoscere in anticipo le ore da evitare per tipologia di lavori, dai più pesanti con attività fisica intensa, a quelli più leggeri con attività fisica moderata, potendo anche distinguere se si lavora al sole o all'ombra.