I tassi in rialzo gonfiano i conti degli istituti. Banca Etica rompe il fronte bloccando per nove mesi la crescita della rata
di Luigi dell'OlioNazzareno Gabrielli, dg di Banca Etica
Già a marzo, Christine Lagarde aveva invitato le banche a rinegoziare i mutui in vista dei rialzi dovuti alla stretta monetaria da parte della stessa Bce. Da allora, il tasso ufficiale è stato alzato di un altro punto, al 4,00%, e nella prossima riunione del 27 luglio è atteso un ulteriore ritocco all’insù dello 0,25%. Se in Grecia le banche principali hanno deciso di bloccare le rate fino alla prossima primavera, in Italia solo di recente si è mosso qualcosa, ma solo sotto forma di moral suasion dell’Abi verso i propri associati.
Banca Etica rompe il fronte, con una misura che potrebbe fare da sprone per altri operatori: non una semplice diluizione dei tempi di pagamento delle rate dei mutui a tasso variabile, che comporta un costo maggiorato per il mutuatario, bensì la decisione di destinare una quota dell’utile della banca alla riduzione del costo di restituzione. Una decisione presa nel pieno delle polemiche per gli extraprofitti delle stesse banche, dovute proprio al rialzo dei t…
Già a marzo, Christine Lagarde aveva invitato le banche a rinegoziare i mutui in vista dei rialzi dovuti alla stretta monetaria da parte della stessa Bce. Da allora, il tasso ufficiale è stato alzato di un altro punto, al 4,00%, e nella prossima riunione del 27 luglio è atteso un ulteriore ritocco all’insù dello 0,25%. Se in Grecia le banche principali hanno deciso di bloccare le rate fino alla prossima primavera, in Italia solo di recente si è mosso qualcosa, ma solo sotto forma di moral suasion dell’Abi verso i propri associati.
Banca Etica rompe il fronte, con una misura che potrebbe fare da sprone per altri operatori: non una semplice diluizione dei tempi di pagamento delle rate dei mutui a tasso variabile, che comporta un costo maggiorato per il mutuatario, bensì la decisione di destinare una quota dell’utile della banca alla riduzione del costo di restituzione. Una decisione presa nel pieno delle polemiche per gli extraprofitti delle stesse banche, dovute proprio al rialzo dei tassi: in sostanza, gli istituti hanno ampliato il margine tra quanto costa loro finanziarsi e il tasso applicato ai prestiti, questo senza alzare della medesima entità i rendimenti che offrono ai risparmiatori su conti correnti e conti deposito. Ne abbiamo parlato con Nazzareno Gabrielli, direttore generale di Banca Etica.
Quantifichiamo il vostro impegno.
“Abbiamo deciso di destinare al sostegno dei mutuatari un milione di euro, poco meno del 10% degli utili maturati lo scorso anno (11,6 milioni, ndr). I nostri clienti che hanno un mutuo a tasso variabile sono 2.200: in pochi giorni dal lancio dell'iniziativa oltre 300 clienti hanno già fatto richiesta di accedere alle nuove agevolazioni”.
Concretamente come funziona l'intervento?
“Il sostegno economico consiste in una riduzione transitoria dello spread del tasso variabile con scadenza fissata dopo nove mensilità (salvo eventuale prolungamento), e la sua assegnazione risponderà a criteri di proporzionalità, costruiti a partire dai livelli di reddito certificati tramite il modello Isee dei richiedenti, in modo da favorire persone e nuclei con i redditi più bassi”.
Un esempio?
“Il beneficio medio delle attuali domande lavorate si traduce in 500/600 euro di risparmio nei nove mesi, su un mutuo di 100 mila euro di debito residuo. La riduzione dello spread va da un simbolico 0,125% a un massimo dell’1% per clienti con Isee sotto i 15 mila euro. E, volendo valorizzare la nostra caratteristica cooperativa e mutualistica, abbiamo previsto riduzioni raddoppiate per chi è anche socio di Banca Etica”.
Secondo lei ci sono spazi per intervento normativo finalizzato ad alleviare la situazione dei mutuatari?
“La circolare dell’Abi va nella giusta direzione, ma si può fare di più. Auspichiamo un allentamento di alcune rigidità normative sull'esempio di quanto fatto in altre situazioni di emergenza per consentire alle banche di non classificare come credito deteriorato le situazioni oggetto di interventi di sostegno e rinegoziazione”.
Considerato che le banche guadagnano dal rialzo dei tassi, non dovrebbero mettere in campo misure per redistribuire gli extraprofitti?
“Sicuramente, ed è quello che abbiamo scelto di fare noi. Senza attendere disposizioni di legge - e con una doverosa attenzione alla salvaguardia dei fattori di solidità della banca - abbiamo scelto di agire secondo un principio di responsabilità sociale ed etica nei confronti della nostra clientela. Ci piacerebbe poter ‘contagiare’ il sistema bancario con questo nostro approccio. Quando Banca Etica è nata 25 anni fa eravamo gli unici a escludere esplicitamente e categoricamente i finanziamenti alle armi o alle fonti fossili: oggi l'intero sistema bancario si interroga su questi temi e sta adottando policy almeno di riduzione dei danni. Siamo fiduciosi nella nostra capacità di ispirare cambiamenti positivi nella finanza”.