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Caro benzina, falsa partenza per i cartelli anti-aumento

Caro benzina, falsa partenza per i cartelli anti-aumento
(ansa)
Dal primo agosto scatta l’obbligo di esporre il prezzo medio. la denuncia dei gestori. “Le compagnie sono in ritardo”.
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ROMA — Il debutto dei nuovi cartelli con il prezzo medio dei carburanti negli impianti di benzina, che scatta il primo agosto, rischia di trasformarsi in una falsa partenza. Colpa delle compagnie petrolifere che sono in ritardo con la consegna ai gestori dei nuovi tabelloni che si aggiungono a quelli che espongono il prezzo praticato nella pompa. Tanto che i sindacati dei benzinai hanno già preso posizione: «Le multe che arriveranno dal primo agosto le gireremo direttamente ai produttori che sono i responsabili della situazione». Dalle caselle di posta dei gestori sono partire centinaia di e-mail certificate indirizzate alle compagnie per avvertirle che, vista la mancanza dei cartelli, le sanzioni, da 200 euro a 2000 a seconda del fatturato, saranno dirottate a loro. «Sperando che non si arrivi alle sospensioni dell’attività dopo quattro violazioni», sottolinea Bruno Bearzi, presidente nazionale Figisc-Confcommercio. La situazione, tra Ip, Eni, Q8 e i no-logo, è a macchia di leopardo tra i 22.500 impianti con insegne differenti. «Speriamo che non partano controlli a raffica», dice Giuseppe Sperduto, numero uno nazionale di Faib-Confesercenti. «Per evitare le multe - racconta Enzo Nettis, segretario della Faib di Torino - i colleghi si stanno inventando qualsiasi espediente, ad iniziare dai cartelli posticci. Non sanno come risolvere la questione».

La manovra varata ad aprile dal governo Meloni per tenere sotto controllo si trasformerà in un flop e scontenterà tutti. Oltre agli esercenti, che da ieri hanno l’obbligo di comunicare al ministero delle Imprese i prezzi e dal primo agosto di aggiornare ogni giorno i prezzi medi riferiti alla regione, anche gli automobilisti non avranno benefici. I gestori considerano i nuovi cartelli «inutili e dannosi: provocheranno confusione tra i clienti che non capiranno la differenza tra i prezzi degli impianti e quelli riferiti alla regione». Sulla stessa posizione l’Antitrust che aveva bocciato il provvedimento del ministero delle Imprese e del Made in Italy, dove i prezzi medi saranno pubblicati sul sito. «Non c’è la necessità di introdurre un meccanismo di calcolo e di diffusione di valori di riferimento medi», ha detto l’Antitrust. E ha aggiunto: «Appaiono incerti i benefici per i consumatori a fronte invece di un possibile rischio di riduzione degli stimoli competitivi».

La paura è che i nuovi tabelloni spingano verso l’alto i prezzi dei carburanti invece che abbassarli. E alla vigilia del primo esodo estivo gli importi al litro di benzina e diesel sono in salita: la “verde” ha superato di nuovo il tetto dei 2 euro. Gli automobilisti dovranno quindi far fronte a nuovi rincari, nonostante il debutto dei tabelloni il prossimo martedì.

I benzinai sperano in un colpo di scena che faccia slittare l’applicazione delle norme decise dal governo Meloni per contrastare il caro-benzina: il Tar del Lazio domani deciderà su un ricorso presentato dai sindacati contro il decreto dell’esecutivo su diversi punti. «Speriamo in una sentenza favorevole - sottolinea Bearzi - una decisione che potrebbe così permetterci di riaprire una discussione con il governo per arrivare a provvedimenti efficaci per la categoria e per i consumatori, evitando una giungla di cartelli inutili».

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