Enel volta pagina Cattaneo punta su margini migliori e meno debito
Giovanni PonsMilano — Flavio Cattaneo, amministratore delegato di Enel dallo scorso maggio dopo nove anni di gestione targata Francesco Starace, cerca di innestare una nuova marcia al colosso elettrico ma senza stravolgere il percorso delineato fin qui. Le prime parole di fronte agli analisti a valle dei risultati del primo semestre confermano la strategia precedente ma con un maggiore rigore sui conti. «Nel primo semestre 2023 Enel ha registrato una solida performance finanziaria e operativa - ha detto Cattaneo -. Il nuovo management ha immediatamente avviato delle azioni per migliorare ulteriormente l’allocazione del capitale massimizzando il ritorno degli investimenti, aumentare le efficienze e semplificare la struttura del gruppo focalizzandosi sui sei paesi core. Queste azioni, insieme ai risultati ottenuti nel periodo, ci consentono di confermare la guidance per fine 2023, con la previsione di un dividendo complessivo di 0,43 euro per azione per l’esercizio corrente».
Milano — Flavio Cattaneo, amministratore delegato di Enel dallo scorso maggio dopo nove anni di gestione targata Francesco Starace, cerca di innestare una nuova marcia al colosso elettrico ma senza stravolgere il percorso delineato fin qui. Le prime parole di fronte agli analisti a valle dei risultati del primo semestre confermano la strategia precedente ma con un maggiore rigore sui conti. «Nel primo semestre 2023 Enel ha registrato una solida performance finanziaria e operativa - ha detto Cattaneo -. Il nuovo management ha immediatamente avviato delle azioni per migliorare ulteriormente l’allocazione del capitale massimizzando il ritorno degli investimenti, aumentare le efficienze e semplificare la struttura del gruppo focalizzandosi sui sei paesi core. Queste azioni, insieme ai risultati ottenuti nel periodo, ci consentono di confermare la guidance per fine 2023, con la previsione di un dividendo complessivo di 0,43 euro per azione per l’esercizio corrente».
Entrando nello specifico nel primo semestre di quest’anno Enel ha registrato un calo del fatturato del 28,2% a 47 miliardi perché il suo perimetro di attività si è ristretto in seguito alle dismissioni e perché i prezzi di vendita dell’energia sono calati e si sono stabilizzati rispetto alle impennate del 2022. Questa stabilizzazione ha però portato a maggiori margini di redditività nel primo semestre 2023, testimoniato dal livello del mol ordinario che nel periodo è salito del 29,4% a 10,7 miliardi. La spiegazione risiede nel fatto che Enel quest’anno non ha più dovuto farsi carico di contratti a prezzi fissi stipulati dalle imprese a fronte di costi di approvvigionamento saliti alle stelle, fattori che l’anno scorso l’avevano penalizzata.
L’attenzione del mercato era poi focalizzata sul piano di dismissioni da 21 miliardi, già annunciato da Starace, per riportare il debito a livelli più sostenibili dopo una campagna acquisti penalizzata dal rialzo dei tassi di interesse. Le operazioni effettivamente concluse a luglio ammontano a circa 6 miliardi e includono anche le dismissioni della Grecia (annunciata ieri), del Cile e la joint venture in Australia. Un dato che cozza con gli 11 miliardi annunciati da Starace alla fine del primo trimestre 2023, prima di andarsene. Evidentemente molte operazioni erano in una fase embrionale e Cattaneo a questo riguardo ha detto che «non corriamo per vendere ma venderemo solo al giusto prezzo». Di conseguenza l’indebitamento finanziario netto al 30 giugno scorso è salito da 60 a 62 miliardi (dato che però non include le tre operazioni di luglio), anche per effetto degli investimenti e del pagamento dei dividendi.
La riduzione del debito rimane comunque una priorità per Cattaneo e il suo management. «Siamo impegnati nel miglioramento della generazione di cassa e della disciplina finanziaria», ha spiegato l’ad annunciando un aggiornamento del piano industriale a novembre. L’idea di Cattaneo è che il debito si può ridurre non soltanto con le dismissioni ma anche attraverso le misure di efficientamento che liberano cassa. Nel solo mese di giugno, per esempio, le spese operative sono diminuite dell’8% rispetto al budget previsto, e questo ordine di risparmi è atteso anche nei prossimi mesi.