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Sinistra in trincea sul Reddito di cittadinanza. E domani vota unita per il no al rinvio del salario minimo

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Calderone: “C’è chi soffia sul disagio sociale”. E Conte attacca: “I divanisti siete voi del governo”
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ROMA - “Divanisti siete voi, è questo governo che non vuole lavorare, non i percettori di reddito di cittadinanza che avete insultato chiamandoli divanisti. In otto mesi non avete fatto nulla”. Giuseppe Conte consegna l’accusa alla ministra del Lavoro, Marina Calderone, che è venuta a Montecitorio per rispondere alle opposizioni sull’abolizione del reddito di cittadinanza. Lo scontro si accende: domani ci sarà il bis sul salario minimo.

Su un fronte ci sono le opposizioni unite (eccetto i renziani) e sull’altro il governo. La ministra Calderone spiega nel question time che non è previsto alcun passo indietro, né deroga né rinvio sul reddito di cittadinanza. E accusa l’opposizione di soffiare sul fuoco del disagio sociale.

Avanti tutta con le nuove misure, ancora da mettere a punto e che sono la presa in carico dei più fragili da parte dei servizi sociali e l’assegno di formazione per il lavoro che scatterà a settembre e durerà 12 mesi con un importo di 350 euro al mese. Sottolinea dis…

ROMA - “Divanisti siete voi, è questo governo che non vuole lavorare, non i percettori di reddito di cittadinanza che avete insultato chiamandoli divanisti. In otto mesi non avete fatto nulla”. Giuseppe Conte consegna l’accusa alla ministra del Lavoro, Marina Calderone, che è venuta a Montecitorio per rispondere alle opposizioni sull’abolizione del reddito di cittadinanza. Lo scontro si accende: domani ci sarà il bis sul salario minimo.

Su un fronte ci sono le opposizioni unite (eccetto i renziani) e sull’altro il governo. La ministra Calderone spiega nel question time che non è previsto alcun passo indietro, né deroga né rinvio sul reddito di cittadinanza. E accusa l’opposizione di soffiare sul fuoco del disagio sociale.

Avanti tutta con le nuove misure, ancora da mettere a punto e che sono la presa in carico dei più fragili da parte dei servizi sociali e l’assegno di formazione per il lavoro che scatterà a settembre e durerà 12 mesi con un importo di 350 euro al mese. Sottolinea distinguo e fornisce cifre sugli “attivabili” al lavoro (112 mila sui 169 mila che hanno ricevuto l’sms dell’Inps la settimana scorsa) e sulle proroghe fino al 31 dicembre per i più fragili, assicurando che “nessuno resterà indietro, siamo pronti a mettere in copertura i fragili”. Poi attacca: “Questo governo attraverso l’incentivo al lavoro e al sostegno ai concittadini più fragili, impiega ogni ora del suo tempo per contrastare e ridurre quel disagio".

I dem Cecilia Guerra e Marco Furfaro fanno notare a Calderone che “non conosce neppure il Paese che sta amministrando”. “Mentre voi ‘state’, pensando, svolgendo, facendo valutazioni, ci sono persone che sono disperate. E qui non c’è qualcuno, noi di Verdi-Sinistra, le altre opposizioni che soffiano sul fuoco. Il fuoco l’avete appiccato voi. Voi avete sparso benzina e poi avete buttato un accendino”, denuncia Nicola Fratoianni. Conte richiama la rabbia, la confusione sociale, la solitudine di sindaci. Fa un appello al governo: “Ripensateci, convocate un cdm, fermate questo scempio, differite i tempi. Cercate di gestire questa vicenda con più attenzione e responsabilità. Mandate un nuovo sms a queste persone, chiedete scusa”. E i grillini depositano una mozione nella quale si chiede all’esecutivo di ripristinare l’assegno alle 169 mila famiglie a cui è stato appena sospeso. Ammette il segretario di +Europa, Riccardo Magi: “Abbiamo sempre considerato il reddito di cittadinanza una misura lacunosa e assistenzialista, ma l’assenza di una strategia del governo è la riprova che non erano pronti proprio a nulla”.

Il governo quindi tira dritto. Contesta la scelta di Meloni anche il sindacato. La Cgil critica: “Deludente Calderone, questo è un governo indulgente con gli evasori e spietato con i poveri”. Per la Uil è “un errore gravissimo abolire il reddito di cittadinanza, serve un intervento immediato”.

Sale la tensione anche sul salario minimo. Ancora si attende il tavolo di confronto tra la premier Meloni e le opposizioni. Carlo Calenda, il leader di Azione, è convinto che ci sarà se non questa settimana, la prossima. In tv a Sky, la ministra Calderone afferma: “Non chiudo la porta sul salario minimo, ma il tema della contrattazione per noi è centrale”. Intanto le opposizioni sono in trincea: domani mattina tutti i big dell’opposizione – Elly Schlein, Conte, Fratoianni, Matteo Richetti per Azione – interverranno alla Camera, dove si vota la “sospensiva” di 60 giorni voluta dalla destra. La legge per i 9 euro all’ora di salario minimo legale sarà congelata. Se ne riparla a fine settembre, o anche oltre. Le opposizioni votano contro. Quindi se la maggioranza pensava, attraverso l’offerta di dialogo, di spaccare l’altro fronte, non c’è riuscita. La controproposta della destra del resto non c’è. Solo Forza Italia ha depositato un progetto che estende “erga omnes” quanto previsto dalla contrattazione collettiva.

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