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Panetta cauto su altri rialzi Bce: “Meglio tenerli al livello attuale”

FABIO PANETTA

 (ansa)

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Il futuro governatore della Banca d’Italia “Evitare costi inutili alle economie”
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BERLINO - La parola magica è “persistenza”. La Bce ha già elevato i suoi tassi ai massimi storici, ed è in territorio restrittivo da un anno.

Continuare ad alzarli rischia non solo di compromettere l’economia europea già fiaccata dalle recenti “policrisi”. Ma rischia anche di essere una mossa meno efficace, se in futuro la Bce sarà poi costretta ad abbassarli quando l’inflazione si raffredderà.

È il messaggio arrivato ieri dal membro uscente del board della Bce Fabio Panetta in un intervento alla Bocconi. Un discorso dal quale si può desumere che il futuro governatore della Banca d’Italia pensa che sarebbe meglio evitare un rialzo del costo del denaro a settembre.

Anche i falchi

Ma da indiscrezioni trapela che anche i “falchi” tra i guardiani dell’euro si starebbero orientando a mantenere ferma la macchina dei tassi. Forse perché negli ultimi mesi si è insabbiata persino la locomotiva europea e patria dei sacerdoti dell’ortodossia monetaria: la Germania.

Panetta ha sottolineato c…

BERLINO - La parola magica è “persistenza”. La Bce ha già elevato i suoi tassi ai massimi storici, ed è in territorio restrittivo da un anno.

Continuare ad alzarli rischia non solo di compromettere l’economia europea già fiaccata dalle recenti “policrisi”. Ma rischia anche di essere una mossa meno efficace, se in futuro la Bce sarà poi costretta ad abbassarli quando l’inflazione si raffredderà.

È il messaggio arrivato ieri dal membro uscente del board della Bce Fabio Panetta in un intervento alla Bocconi. Un discorso dal quale si può desumere che il futuro governatore della Banca d’Italia pensa che sarebbe meglio evitare un rialzo del costo del denaro a settembre.

Anche i falchi

Ma da indiscrezioni trapela che anche i “falchi” tra i guardiani dell’euro si starebbero orientando a mantenere ferma la macchina dei tassi. Forse perché negli ultimi mesi si è insabbiata persino la locomotiva europea e patria dei sacerdoti dell’ortodossia monetaria: la Germania.

Panetta ha sottolineato che «affidarsi esclusivamente a un approccio aggressivo ai rialzi dei tassi potrebbe amplificare il rischio associato a un eccessivo irrigidimento, che potrebbe poi richiedere un taglio affrettato dei tassi in un contesto economico in deterioramento».

La «persistenza» è importante «quanto il suo livello», ora al record assoluto dall’introduzione dell’euro.

Su e giù

Meglio evitare, insomma, un su e giù dei tassi. Persistenza vuol dire dunque che «la politica monetaria può operare non solo alzando i tassi ma anche mantenendoli agli attuali livelli per un periodo più lungo».

Il futuro governatore di Bankitalia ha aggiunto poi una frase che sembra un pro forma: è «troppo presto» per sapere se a settembre ci sarà o meno un nuovo rialzo dei tassi della Bce.

In realtà la stessa presidente, Christine Lagarde, ha cambiato radicalmente linguaggio all’ultima riunione dei guardiani dell’euro. Fino a un mese fa, insieme ai falchi, aveva lasciato intendere che un altra stretta sarebbe stata probabile anche all’avvio dell’autunno.

La frenata

A luglio, Lagarde ha invece frenato su quest’ipotesi, segno che anche i falchi stanno cominciando a convincersi che la postura restrittiva possa diventare dannosa, in una fase di inflazione calante e di economie in affanno.

Un quadro ribadito ieri da Panetta, tra i primi a mettere in guardia dagli effetti nefasti della stretta della Bce sul Pil dell’eurozona ma anche sul settore finanziario.

«Ci troviamo in un momento in cui l’inflazione sta diminuendo, con l’attenuarsi degli shock sull’offerta», e in cui «il passato inasprimento monetario deve ancora essere percepito in pieno».

La conclusione del membro italiano del board è che «con i tassi in territorio restrittivo, la politica monetaria deve essere calibrata in modo da consentirci di raggiungere il nostro obiettivo di inflazione in modo tempestivo evitando costi inutili per l’economia».

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