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Fisco, via libera alla delega. Tre aliquote Irpef e lo “scudo”: le tasse nell’era Meloni

(ansa)
Disco verde del Parlamento. Dalla detassazione delle tredicesime al nuovo concordato preventivo biennale: cosa c’è nel testo
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ROMA – La delega fiscale è legge. Il testo ha ricevuto il via libera della Camera con 184 voti favorevoli e 85 contrari. Il provvedimento è stato così approvato in via definitiva, in terza lettura. Hanno votato a favore tutti i gruppi di maggioranza, contrarie le opposizioni (Pd, M5S, Avs e +Europa) tranne Azione-Iv.

Irpef, si cambia: da 4 a 3 aliquote

La delega prevede una “revisione” e una “graduale riduzione” dell’Irpef, l’imposta sul reddito delle persone fisiche. Si parte, dall’anno prossimo, con la riduzione delle aliquote, dalle attuali quattro (23%, 25%, 35% e 43%) a tre. Almeno questo è l’auspicio del governo: l’incognita è rappresentata dalle risorse, ancora da individuare, che servono a finanziare l’intervento.

Ma come cambieranno le aliquote? Tra le opzioni sul tavolo, l’ampliamento del primo scaglione, che oggi include i redditi fino a 15 mila euro. Nella riforma fiscale è prevista anche una progressiva unificazione della no tax area dei lavoratori dipendenti (8.174 euro) e dei pensionati (8.500 euro).

Obiettivo flat tax. La tredicesima sarà scontata

Un’aliquota unica, uguale per tutti. È la flat tax, il grande obiettivo di legislatura della destra. "Vogliamo arrivarci senza abbandonare la logica della progressività”, ha spiegato il viceministro dell’Economia Maurizio Leo, l’estensore della riforma.

Un equilibrio difficile, su cui anche il Fondo monetario internazionale ha sollevato forti dubbi: la tassa piatta, secondo gli economisti di Washington, rischia di minare l’equità del sistema fiscale italiano, oltre a portare meno soldi nelle casse dello Stato.

Intanto l’idea di una flat tax incrementale per i lavoratori dipendenti è stata cestinata: sostituita, durante l’iter parlamentare, da una tassazione agevolata su straordinari, tredicesime e premi di produttività.

Imprese. Giù l’Ires con investimenti e nuove assunzioni

Le imprese potranno beneficiare del taglio dell’Ires, l’imposta sui redditi delle società. L’aliquota ordinaria, oggi al 24%, scenderà al 15% a condizione che le imprese impieghino una parte o tutto il reddito in investimenti, nuove assunzioni o partecipazione dei dipendenti agli utili. Le attività che non beneficeranno della riduzione dell’aliquota potranno fruire di eventuali incentivi fiscali nella forma del superammortamento.

Nella legge delega è previsto anche il superamento graduale dell’Irap, l’imposta regionale sulle attività produttive: sarà però introdotta una sovrimposta Ires per garantire il finanziamento del fabbisogno sanitario.

Il riordino delle aliquote Iva

La legge delega punta a una razionalizzazione del numero delle aliquote Iva. Lo schema contiene alcune indicazioni generali come la previsione di un trattamento “tendenzialmente omogeneo” per i beni e i servizi similari, come gli alimentari. In pratica i beni e i servizi di una stessa “famiglia” potrebbero avere la stessa aliquota.

Allo studio anche l’azzeramento dell’imposta per alcuni beni di prima necessità come la pasta, il pane e il latte. Con il riordino, il governo punta ad allargare l’intervento sull’Iva messo in campo con l’ultima legge di bilancio e che prevede la riduzione al 5% sui prodotti per l’infanzia e per l’igiene intima femminile.

Stop alle sanzioni per i Paperoni (e non solo)

Per le partite Iva e le piccole e medie imprese c’è il concordato preventivo biennale: un patto con il Fisco sulla base imponibile, che resterà invariata per due anni. Per molti osservatori è un regalo agli evasori: aderirà chi pensa di pagare meno tasse del dovuto.

Trattamento di favore anche per le imprese che aderiscono all’adempimento collaborativo, che prevede la comunicazione preventiva dei rischi fiscali: stop alle sanzioni, penali e amministrative. Ad essere avvantaggiati saranno anche i Paperoni che trasferiranno i loro grandi capitali in Italia, ma anche i super ricchi che risiedono all’estero e che, per interposta persona o tramite trust, possiedono in Italia un patrimonio pari o superiore a 1 milione di euro.

Verso lo stop al Superbollo

Le tasse si potranno pagare anche tramite Rid bancario (l’addebito diretto sul conto della banca) o con la carta. E per i professionisti e gli imprenditori individuali arriva la possibilità di rateizzare gli acconti e i saldi Irpef .

Nella delega fiscale trova spazio anche il Superbollo, il balzello sulle auto di lusso, con una potenza superiore a 185 kW. Che resta in vigore, anche se la delega impegna il governo a valutare un "eventuale e progressivo superamento” con i decreti delegati.

Stretta sulle sigarette elettroniche: stop alla vendita a distanza dei prodotti da inalazione che contengono nicotina; il divieto si estende ai sacchetti di nicotina masticabile.

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