Lotta al caro-prezzi “dimezzata”: sì solo da grande distribuzione, negozi al dettaglio e farmacisti
di Diego LonghinROMA – Un carrello della spesa anti-inflazione “dimezzato”. Alla fine le industrie di trasformazione alimentari non hanno firmato l’accordo con il ministero delle Imprese e del Made in Italy. E’ arrivato il sì solo dalla grande distribuzione, Federdistribuzione e Associazione Nazionale Cooperative fra i Dettaglianti, dalle associazioni che rappresentano i negozi al dettaglio, Confcommercio e Confesercenti, e dalle associazioni dei farmacisti e dei parafarmacisti. Associazioni che hanno firmato una lettera di intenti alternativa alla vecchia bozza di intesa. L’obiettivo? Sempre lo stesso: raffreddare i prezzi dei beni di prima necessità tra il 1 ottobre e fine dicembre, riducendo gli effetti dell’inflazione.
Entro il 10 settembre saranno definite con le associazioni che hanno sottoscritto l'accordo, che riguarda anche beni primari non alimentari come i prodotti per l'infanzia, le modalità del "trimestre anti-inflazione", che durerà dal 1 ottobre al 31 dicembre. Le singole catene stabiliranno in autonomia prezzi calmierati, campagne o liste di prodotti su una selezione di articoli rientranti nel “carrello della spesa”, attraverso diverse modalità. Attività promozionali sui prodotti o mediante iniziative sulla gamma di prodotti a marchio come carrelli a prezzo scontato o unico che rientreranno sotto il cappello del programma del governo. Nell’ambito della strategia anti-inflazione che l’esecutivo intende perseguire, il ministero guidato da Urso costituirà un tavolo permanente per affrontare tematiche specifiche del settore della distribuzione moderna e del commercio tradizionale per superare gli ostacoli che impediscono una maggiore efficienza nelle attività d’impresa.
Il ministro si prende poi i meriti della dinamica dei prezzi in Italia sottolineata dall’Ocse: “Con il paniere calmierato siamo convinti di poter dare un definitivo colpo allʼinflazione riconducendola a livelli naturali. Secondo i dati Ocse, l'inflazione in Italia nell'ultimo mese scende dal 7,6% al 6,4%, con un calo di 1,2 punti percentuali, maggiore a quello registrato nell'area Ocse dove l’indice dei prezzi al consumo si è ridotto in media dello 0,8%. Un trend consolidato proprio grazie all'effetto del costante monitoraggio dei prezzi effettuato dal ministero, con i nuovi poteri conferiti dal decreto trasparenza di gennaio, e anche all'impegno già in atto della filiera della distribuzione e del commercio, che in questi mesi ha svolto un ruolo importante nel contenimento dei prezzi e nella tutela del potere di acquisto delle famiglie”.
Molto critica l’Unione Nazionale Consumatori; "Una sceneggiata! Un'operazione di marketing e di facciata fatta dal ministro Urso solo per poter dire agli italiani, attraverso spot su tutti i canali media, di essere intervenuto contro l'inflazione ma che è priva di qualunque impegno concreto e di effetti reali per le tasche degli italiani”, dice il presidente Massimiliano Dona. "Si tratta di una letterina a Babbo Natale in cui tutti si impegnano genericamente a diventare più buoni, ma senza dire come, in che modo. Una presa in giro e un insulto per quelle famiglie che non ce la fanno ad arrivare alla fine del mese”.