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Il Ferragosto dimezzato. Quattro italiani su 10 restano a casa

C’è quasi mezzo Paese che non ha i soldi per partire. Chi lo fa decide di risparmiare sull’alloggio o riduce i giorni di permanenza. A salvare il settore del turismo ci sono ancora gli stranieri
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ROMA – È l’estate delle vacanze a metà. Negate, dall’inflazione, al 41% degli italiani. Non solo a chi un viaggio non se l’è mai potuto permettere perché il portafoglio serve ad altro, a fare la spesa al supermercato e a pagare le bollette. Anche un pezzo della classe media, quest’anno, ha deciso di non partire a causa dei prezzi insostenibili.

E chi è riuscito a prenotare, ha già messo in conto un soggiorno low cost: il 45% dei vacanzieri, rivela un’indagine di Federalberghi, cercherà infatti di contenere le spese. A iniziare dall’alloggio: la casa di amici o parenti è diventata la prima scelta. Ha raggiunto gli alberghi e ha superato, di parecchio, i bed and breakfast, gli agriturismi e i residence.

Non si può dire vacanze per po…

ROMA – È l’estate delle vacanze a metà. Negate, dall’inflazione, al 41% degli italiani. Non solo a chi un viaggio non se l’è mai potuto permettere perché il portafoglio serve ad altro, a fare la spesa al supermercato e a pagare le bollette. Anche un pezzo della classe media, quest’anno, ha deciso di non partire a causa dei prezzi insostenibili.

E chi è riuscito a prenotare, ha già messo in conto un soggiorno low cost: il 45% dei vacanzieri, rivela un’indagine di Federalberghi, cercherà infatti di contenere le spese. A iniziare dall’alloggio: la casa di amici o parenti è diventata la prima scelta. Ha raggiunto gli alberghi e ha superato, di parecchio, i bed and breakfast, gli agriturismi e i residence.

Non si può dire vacanze per pochi: sono comunque 34 milioni e 700 mila gli italiani che staranno fuori casa almeno una notte. Ma tagliate sì. Più corte, perché le famiglie italiane hanno ridotto la durata del soggiorno rispetto agli anni passati. È un altro pegno da pagare all’aumento dei prezzi.

"È una stagione più complicata del 2022 sulla costa veneta, con una flessione delle presenze di circa il 4%, e un calo anche dei giorni di permanenza», dice Massimiliano Schiavon, albergatore di Jesolo e presidente di Federalberghi Veneto. “Prima - spiega - era più facile vendere la settimana intera, ora si prenota per 4-5 notti”.

Un dato che, insieme al meteo, preoccupa in vista di Ferragosto: "Se a giugno, luglio o settembre la maggior parte dei turisti che affolla le spiagge dell’Alto Adriatico viene dall’estero, agosto - ricorda l’imprenditore - è da sempre il mese degli italiani”.

E invece al mare e in montagna, nelle città d’arte come nei campeggi, l’estate italiana sarà soprattutto l’estate dei turisti stranieri. Saranno loro a trainare un giro d’affari che la stessa Federalberghi stima in 33,8 miliardi. Una cifra che, in valori assoluti, rappresenta un risultato importante, ma che risulta ridimensionata rispetto all’estate del 2019, l’ultima prima del Covid.

A pesare, appunto, l’inflazione, che ha indotto un terzo dei vacanzieri a ridurre le spese, mentre il 13,6% ha scelto di rientrare prima a casa. Niente a che vedere con la scorsa estate, che ha permesso a milioni di italiani, anche a quelli meno abbienti, di impiegare i risparmi accumulati durante la pandemia. La scia del “tesoretto” si è esaurita. E i problemi sono aumentati.

"All’inflazione si è aggiunta la questione climatica, il risultato è un’Italia a macchia di leopardo”, ragiona Antonio Barreca, direttore generale di Federturismo.

Le città d’arte non registrano flessioni in termini di presenze, così come le mete turistiche classiche, dalla Costiera amalfitana alle Cinque Terre. Soffre, invece, la montagna del Trentino, in particolare le Dolomiti, con un calo medio del 10%, e alcune località dell’Appenino tosco-emiliano, che in questi giorni hanno toccato punte negative importanti, fino a -30%.

Un’emorragia che genera reazioni e contromosse differenti tra gli imprenditori del turismo. Gli albergatori preservano i propri margini di profitto, scaricando i rincari sui prezzi finali, piuttosto che provare ad assorbirli per non perdere clienti. "Gli aumenti di quest’anno stanno recuperando i rincari del 2022 – dice Schiavon – e per molti albergatori è stata una scelta obbligata per mantenere i bilanci in salute e finanziare gli investimenti necessari. Ma certo bisogna stare attenti a non tirare troppo la corda, oppure si rischia di perdere turisti, come è successo alla Croazia”.

E che qualche operatore abbia tirato troppo la corda, lo testimoniano le offerte scontate dell’ultimo minuto, che proprio in vista del Ferragosto stanno comparendo online.

Molti albergatori non vogliono ritrovarsi con le stanze vuote nel periodo di punta della stagione. E le stanze vuote, evidentemente, ci sono. "Noi lavoriamo con i prezzi dinamici (che si adattano alla domanda, ndr) e chi ha esagerato sta tornando indietro”, conferma Vanni Basso, imprenditore turistico che gestisce 16mila posti letto tra Bibione e Lignano Sabbiadoro.

Le sue strutture, dice, sono tutte esaurite, anche se lavorano per la maggior parte con gli stranieri. "Gli italiani tendono a risparmiare, per esempio spostandosi dagli alberghi alle strutture extra alberghiere”. Per una famiglia numerosa un appartamento conviene, anche perché si può cucinare e mangiare a casa, senza dover per forza andare al ristorante. Un po’ meno vacanza, pur di andare in vacanza.

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