Succo d’arancia, crisi climatica e malattie fanno schizzare i prezzi: massimo storico per la commodity di “Una poltrona per due”
di Flavio BiniUn fotogramma della scena finale di "Una poltrona per due"
MILANO – Gli effetti della crisi climatica si fanno sentire sempre più di frequente anche sulla finanza, soprattutto sul fronte delle materie prime. Negli ultimi tempi a pagare un conto molto salato è una commodity atipica, il succo d’arancia, che ha toccato in questi giorni i massimi di sempre a quota 3 dollari la libbra, dall’1,75 dello stesso periodo dello scorso anno.
Colpa degli uragani Ian e Nicole che a fine 2022 hanno flagellato la Florida, l’area con i maggiori livelli di produzione di arance del Paese, che a sua volta è il quarto produttore mondiale dietro a Brasile, Cina e India, e di una malattia delle piante che sta devastando i raccolti
Il risultato, racconta al Financial Times, Matthew Joyner, chief executive di Florida Citrus Mutual, società che raggruppa almeno 2000 aziende del settore, è che la produzione di succo d’arancia è ai livelli più bassi da oltre 100 anni. “Vent’anni fa producevamo 240 milioni di casse, ora…
MILANO – Gli effetti della crisi climatica si fanno sentire sempre più di frequente anche sulla finanza, soprattutto sul fronte delle materie prime. Negli ultimi tempi a pagare un conto molto salato è una commodity atipica, il succo d’arancia, che ha toccato in questi giorni i massimi di sempre a quota 3 dollari la libbra, dall’1,75 dello stesso periodo dello scorso anno.
Colpa degli uragani Ian e Nicole che a fine 2022 hanno flagellato la Florida, l’area con i maggiori livelli di produzione di arance del Paese, che a sua volta è il quarto produttore mondiale dietro a Brasile, Cina e India, e di una malattia delle piante che sta devastando i raccolti
Il risultato, racconta al Financial Times, Matthew Joyner, chief executive di Florida Citrus Mutual, società che raggruppa almeno 2000 aziende del settore, è che la produzione di succo d’arancia è ai livelli più bassi da oltre 100 anni. “Vent’anni fa producevamo 240 milioni di casse, ora finiremo la stagione con appena 18”, lamenta Joyner. Numeri in linea con i dati diffusi dal dipartimento dell’agricoltura, che ha parlato di 20 milioni di casse dalla Florida quest’anno, il dato più basso dalla stagione 1936-1937.
Come si contratta il succo d’arancia
Il succo d'arancia è negoziato presso l'Intercontinental Exchange o il Chicago Mercantile Exchange come prodotto congelato e concentrato. Non a caso il suo riferimento finanziario è FCOJ (Frozen Concentrated Orange Juice). Niente quindi a che vedere con il prodotto che troviamo sugli scaffali. Un prodotto comunque le cui oscillazioni sono sempre molto forte trattandosi di un mercato relativamente piccolo e dipendente dalla produzione localizzata in poche aree del mondo, dove singoli eventi estremi naturali possono causare gravi danni e quindi conseguenze sui prezzi.
Il succo d’arancia è negoziato attraverso future, cioè contratti in cui le parti si impegnano a compare e vendere a una determinata scadenza. Nel caso del succo d’arancia sono fissate sei scadenze all’anno: solitamente gennaio,marzo, maggio, luglio settembre e novembre. Come per la gran parte delle contrattazioni sui future di materie prime solo una piccola parte si conclude con la consegna materiale del bene oggetto di contratto. Per quanto riguarda i contratti americani, il prodotto surgelato è custodito e consegnato da magazzini presenti in Delaware, Florida e New Jersey.
'Una poltrona per due', il cult di John Landis: una tradizione del Natale in tv
Il succo d’arancia e “Una poltrona per due”
I future sul succo d’arancia sono diventati forse gli unici a guadagnarsi una discreta popolarità anche fuori dal recinto della finanza tradizionale, diventando popolari con il film “Una poltrona per due”, pellicola cult di John Landis del 1983. Gli affari sulla commodity sono al centro dell’ultima scena del film, in cui i due protagonisti si prendono una rivincita contro gli avidi fratelli Duke proprio “scommettendo” sull’andamento delle quotazioni del succo d’arancia, e mandandoli così in rovina.
Questi ultimi, credendo di contare su informazioni riservate sull’andamento negativo della produzione, avevano fatto man bassa di acquisti convinti di un futuro rialzo dei prezzi seguito alla comunicazione ufficiale sull’andamento dei raccolti, contribuendo a spingere a loro volta le quotazioni ai massimi prima della diffusione dei dati ufficiali.
Louis Winthorpe e Billie Valentine, interpretati da Dan Aykroyd e Eddie Murphy, con in mano le informazioni vere, che indicavano un buon andamento dei raccolti e che avrebbero portato a un calo delle quotazioni, decidono invece con i prezzi ai massimi di vendere “allo scoperto”, cioè cedendo un bene che non si possiede impegnandosi ad acquistarlo in un secondo momento. Una scommessa che con il drastico e repentino calo dei prezzi si rivela vincente.
Per riconnettere realtà e finzione, nel film in pieno impazzimento dei prezzi il succo d’arancia arriva a toccare quota 200, cioè due dollari la libra, chiudendo infine a 29 (29 centesimi). Alle quotazioni del giugno 1983, data di uscita del film, il succo si attestava in zona 1,18 dollari, quasi un terzo dei livelli attuali.