✕

Chiedimi se sono felice: il burnout compie 50 anni ma metà dei lavoratori sono ancora stressati

Ascolta l'audio

Secondo due ricerche buona parte di chi ha un impiego prende in considerazione la possibilità di cambiare lavoro per trovare migliori condizioni di benessere. Più esattamente Il 60% dei dipendenti, il 64% dei manager e il 75% dei dirigenti valutano l'idea di licenziarsi per un ruolo che possa renderli sereni
2 minuti di lettura

ROMA – Si avvicina un compleanno che non avremo mai  voluto festeggiare. il cinquantesimo anniversario del "burnout" che entrò nel lessico aziendale quando Herbert Freudenberger, uno psicologo di New York, lo identificò per la prima volta all’inizio degli anni 70. A chi fosse sfuggita la definizione scientifica ricordiamo che il burnout altro non è un tipo di stress lavorativo particolarmente pesante; un ferale mix di esaurimento emotivo, depersonalizzazione e ridotta realizzazione personale. In pratica una sorta di deterioramento psichico che influenza valori, dignità, spirito e volontà dei lavoratori.

Il 50% dei lavoratori sono stressati

Grazie a vari programmi di benessere aziendale sembrava quasi scomparso prima del Covid. Ma non è così. Dati recenti – riportati da Bloomberg – di Deloitte e della società di ricerca Workplace Intelligence fotografano come circa la metà dei lavoratori racconti di essere esausta o stressata e buona parte dei dipendenti afferma che prendereb…

ROMA – Si avvicina un compleanno che non avremo mai  voluto festeggiare. il cinquantesimo anniversario del "burnout" che entrò nel lessico aziendale quando Herbert Freudenberger, uno psicologo di New York, lo identificò per la prima volta all’inizio degli anni 70. A chi fosse sfuggita la definizione scientifica ricordiamo che il burnout altro non è un tipo di stress lavorativo particolarmente pesante; un ferale mix di esaurimento emotivo, depersonalizzazione e ridotta realizzazione personale. In pratica una sorta di deterioramento psichico che influenza valori, dignità, spirito e volontà dei lavoratori.

Il 50% dei lavoratori sono stressati

Grazie a vari programmi di benessere aziendale sembrava quasi scomparso prima del Covid. Ma non è così. Dati recenti – riportati da Bloomberg – di Deloitte e della società di ricerca Workplace Intelligence fotografano come circa la metà dei lavoratori racconti di essere esausta o stressata e buona parte dei dipendenti afferma che prenderebbe in considerazione la possibilità di cambiare lavoro per trovare migliori condizioni di benessere. Più esattamente Il 60% dei dipendenti, il 64% dei manager e il 75% dei dirigenti valutano l'idea di licenziarsi per un lavoro che possa sostenere meglio la loro psiche.

Il mondo del lavoro dopo il Covid

E ancora: nel Regno Unito, dal 2021 al 2022 sono stati persi 30 milioni di giorni lavorativi, di cui quasi un milione a causa di stress, depressione e ansia legati al lavoro. L'Organizzazione mondiale della sanità ha riportato un aumento del 25% di stress e ansia in tutto il mondo dall'inizio del coronavirus. Non è un caso – racconta Blomberg - che lo spettacolo più trasmesso in streaming negli Stati Uniti durante il Covid-19 nel 2020 sia stato “The Office”, programma che faceva satira sulla routine quotidiana. Susie Orbach, psicoanalista spiega: “Il lavoro è dove viviamo e dove speriamo che si verifichi il nostro bisogno di connessione, contributo, stimolo e coinvolgimento. Quando il lavoro ha poco riconoscimento o stimolo personale, produce noia e insoddisfazione ”.
L'Organizzazione mondiale della sanità – precisa ancora Bloomberg - ha aggiunto il burnout come un "fenomeno professionale " nella sua classificazione delle malattie del 2019. Non come una condizione medica in sé, ma come "una sindrome che risulta dallo stress cronico sul posto di lavoro che non è stato gestito con successo". In altre parole: un cattivo lavoro o un lavoro mal gestito ti fa stare male, il che a sua volta influisce sulla produttività. Perché il burnout è tornato alla grande ? Da un lato c’è il vecchio problema della cattiva gestione e dei luoghi di lavoro tossici, il secondo è un fenomeno più recente, vale a dire il caos provocato dal lungo Covid. Questo è al di fuori del controllo sia del dipendente che del datore di lavoro ed è stato devastante per la salute mentale e fisica a casa e al lavoro. 

Il mercato del benessere aziendale

Cosa si fa in concreto? Il mercato del benessere aziendale è in forte crescita. Sembra destinato a raddoppiare da oltre 50 miliardi a 100 miliardi di dollari entro il 2032, alla sola parola ci si immagina uffici coloratissimi con luoghi in cui lavorare accoglienti, massaggi e lezioni di yoga in pausa pranzo, e capi del personale che aiutano le persone a fare il loro lavoro migliore. Ma per il momento non è proprio così. Il Financial Times parla più che altro di una evoluzione dei capo cattivi. Il boss prepotente vecchio stile si è estinto perché il mercato richiede ai manager " alta empatia ". I manager ad alta empatia sono quelli che danno potere al proprio team, consentono il progresso e creano ambienti psicologicamente sicuri che consentono sfide e dissenso. Ma non sono esattamente i nuovi capi. Il nuovo tipo di capo prepotente tiene sotto controllo le proprie emozioni e non alza la voce. Ma usa forme di maltrattamento più subdole e insidiose : ignora e isola i colleghi che non ama. Il capo prepotente moderno si mette in disparte piuttosto che gridare. Si "dimenticano" di invitare i colleghi alle riunioni, piuttosto che umiliarli. Anche in questo caso il burnout è dietro l’angolo. 

Leggi i commenti