Il flop di FdI nelle Marche a un anno dall’alluvione: solo 44 milioni su 400
di Romina MarcecaL’attacco della premier Giorgia Meloni al governatore dell’Emilia Romagna Stefano Bonaccini (Pd) «che cerca visibilità», perché ha chiesto un’accelerata sui fondi per l’alluvione di maggio, stride con la calma piatta nelle Marche. Qui non c’è un governatore, Francesco Acquaroli (FdI), che è anche commissario per l’emergenza a differenza di Bonaccini, che incalza la premier. E da Giorgia Meloni non è arrivata alcuna lettera al presidente della Regione per specificare la cifra dei fondi stanziati.
Eppure nelle Marche, secondo i sindaci, c’è l’immobilità o quasi da un anno. Le cifre parlano e anche il paesaggio, rimasto in parte devastato dall’alluvione del 15 settembre 2022 con 12 vittime e una dispersa. Ma andiamo con ordine.
Il governo Draghi all’indom…
L’attacco della premier Giorgia Meloni al governatore dell’Emilia Romagna Stefano Bonaccini (Pd) «che cerca visibilità», perché ha chiesto un’accelerata sui fondi per l’alluvione di maggio, stride con la calma piatta nelle Marche. Qui non c’è un governatore, Francesco Acquaroli (FdI), che è anche commissario per l’emergenza a differenza di Bonaccini, che incalza la premier. E da Giorgia Meloni non è arrivata alcuna lettera al presidente della Regione per specificare la cifra dei fondi stanziati.
Eppure nelle Marche, secondo i sindaci, c’è l’immobilità o quasi da un anno. Le cifre parlano e anche il paesaggio, rimasto in parte devastato dall’alluvione del 15 settembre 2022 con 12 vittime e una dispersa. Ma andiamo con ordine.
Il governo Draghi all’indomani del disastro aveva stanziato 5milioni subito distribuiti ai comuni, la premier Meloni ne aveva aggiunti altri 400 tra decreto legge Aiuti quater e Legge di bilancio del dicembre 2022. Denaro da erogare in tre anni. Per la Regione, però, il fabbisogno ammontava a un miliardo. Nelle casse delle Marche, dallo scorso marzo, ci sono 96,7 milioni. Una cifra troppo bassa se si pensa che a chiedere ristori e finanziamenti sono 71 centri.In diversi comuni sono arrivate briciole o poco più: 44 milioni.
«Siamo in forte difficoltà, non posso ricostruire un paese con un geometra e un ragioniere al comune. Una vita non basta», si sfoga Alessandro Piccini, sindaco di Cantiano, comune di Pesaro-Urbino. Sono 70 i milioni di danni tra territorio, privati e imprese ma sono arrivati 523mila e 311 euro per le somme urgenze, 20 mila euro come contributi di autonoma sistemazione per chi è fuori casa, 128 mila per i privati e 915 mila euro per le imprese. Percentuali tra il 12 e il 33 per cento rispetto a quanto richiesto. «Non si sa chi fa cosa, non sappiamo il come e il quando, serve maggiore dialogo, coordinamento e supporto tecnico», denuncia da tempo il primo cittadino. Che ha anche un altro problema oltre a 15mila tonnellate di materiale e rifiuti ancora accantonate, strade compromesse e decine di frane su cui intervenire. «Il depuratore non funziona dal giorno dell’alluvione — spiega — e dei 50milioni per danni al patrimonio pubblico ho ricevuto 0 euro per il ripristino definitivo. Nel fiume Burano finiscono le acque nere e abbiamo lanciato l’allarme alle autorità competenti». È amaro il commento di Alessia Morani (Pd): «Le Marche sono molto indietro e sono uscite dai radar».
Nella vicina Serra Sant’Abbondio dei 450mila euro spesi per i primi lavori ne sono stati liquidati 75mila. La ricostruzione per 55milioni resta al palo. Nel frattempo l’alluvione in Emilia Romagna ha aperto una nuova voragine. «Non si finisce mai — è affranto il sindaco Ludovico Caverni — . Ci rimborseranno solo il 30 per cento delle spese sostenute per acquisti. E io ho speso per 200 transenne 35mila euro». A Barbara, provincia di Ancona, restano ancora 146mila gli euro versati ai privati su 2,6 milioni richiesti: la stessa cifra che il sindaco Riccardo Pasqualini aveva riferito a Repubblica nel maggio scorso. Per le somme urgenze sono stati liquidati 490mila euro, il 90 per cento. Si attende un milione e 800mila euro per i tre ponti crollati. «Non si capisce chi è il soggetto attuatore. Ho chiesto da Acquaroli in giù, nessuno risponde», dice il sindaco.
La Regione Marche in una nota sullo stato dell’arte punta l’accento su «44milioni per il risarcimento delle spese sostenute, il pagamento dei contributi di autonoma sistemazione ed il riconoscimento alle famiglie ed alle imprese dei primi ristori». Per poi aggiungere: «A poco meno di un anno dall’alluvione, a fronte dei 400 milioni stanziati dal governo, gli ultimi 100 dei quali previsti per il 2024, sono state allocate e programmate tutte le risorse». Un lavoro complesso che «deve sempre presupporre e considerare i tempi della burocrazia e delle procedure di legge». Ribatte il sindaco di Cantiano: «Un rimpallo alla protezione civile, che approva i progetti, per nascondersi dietro al paravento della burocrazia». La stessa che lascia Arcevia, nell’anconetano, con 9 ponti chiusi e una ricostruzione per 36milioni ancora, dopo quasi un anno, da rimodulare. «I tecnici della Regione stanno verificando se la cifra è esatta», spiega il sindaco Dario Perticaroli. E l’autunno già bussa alla porta.