Il rompicapo di Meloni: una manovra senza soldi
dal nostro inviato Tommaso CiriacoCeglie Messapica (Br) — Alle 17.40 il cancello automatico della masseria Beneficio ha un sussulto. Esce un auto, a bordo c’è Arianna Meloni. La sorella della premier scompare presto tra le stradine che spezzano gi uliveti attorno a Ceglie Messapica. È l’indizio di una presenza della famiglia Meloni, per il resto quasi invisibile. Da Roma continuano a cercare la presidente del Consiglio, anche se temendo di disturbare e dunque con pudore: i problemi si moltiplicano, i soldi scarseggiano, le soluzioni latitano. Mancano le risorse per la prossima finanziaria. Né saranno sufficienti gli extraprofitti chiesti alle banche per sanare l’emergenza dei salari. In più, in queste ore lo stato maggiore del partito inizia a mettere la testa su un altro, deflagrante problema: a fine agosto moltissimi percettori del Reddito di cittadinanza rimarranno per la prima volta senza paracadute. Non è un mistero che a Palazzo Chigi attendano con trepidazione i sondaggi che alla fine del mese prossimo potrebbe…
Ceglie Messapica (Br) — Alle 17.40 il cancello automatico della masseria Beneficio ha un sussulto. Esce un auto, a bordo c’è Arianna Meloni. La sorella della premier scompare presto tra le stradine che spezzano gi uliveti attorno a Ceglie Messapica. È l’indizio di una presenza della famiglia Meloni, per il resto quasi invisibile. Da Roma continuano a cercare la presidente del Consiglio, anche se temendo di disturbare e dunque con pudore: i problemi si moltiplicano, i soldi scarseggiano, le soluzioni latitano. Mancano le risorse per la prossima finanziaria. Né saranno sufficienti gli extraprofitti chiesti alle banche per sanare l’emergenza dei salari. In più, in queste ore lo stato maggiore del partito inizia a mettere la testa su un altro, deflagrante problema: a fine agosto moltissimi percettori del Reddito di cittadinanza rimarranno per la prima volta senza paracadute. Non è un mistero che a Palazzo Chigi attendano con trepidazione i sondaggi che alla fine del mese prossimo potrebbero registrare pesanti oscillazioni nel consenso.
Resterà in masseria ancora un po’, fino alla cena con i dirigenti di Fratelli d’Italia. Ma l’autunno alle porte preoccupa Meloni, anche in vacanza. Il costo della vita è ormai un’emergenza. E forse anche per non esporsi a polemiche che la presidente del Consiglio cerca di difendere ostinatamente la propria privacy, evitando fin quando possibile di farsi immortalare in barca, oppure mentre riposa in una meta turistica così ambita come la Puglia. E chiede ai suoi di ostentare sobrietà, come si intuisce anche dall’atteggiamento del ministro Francesco Lollobrigida – uno degli ospiti della masseria pugliese – quando al mattino raggiunge Bari per celebrare i primi nove mesi di governo e promette disponibilità al confronto sul salario minimo e “attenzione” per il caro-benzina, che dovrebbe tradursi presto in alcune compensazioni.
Meloni si muove con più agio fuori dai confini che dovendo gestire i dossier economici più spinosi. È forse anche per questa ragione che la leader nei prossimi due mesi ha pianificato una serie di missioni internazionali: oltre al G20 in India e all’assemblea generale delle Nazioni Unite, viaggi in Grecia e Albania, Spagna, Israele, fino al Consiglio europeo di Bruxelles negli ultimi giorni di ottobre. Attivissima, anche per schivare le grane interne. Che però si accumulano, promettono tensioni tra alleati e sono destinate a bussare al portone di Palazzo Chigi.
L’ostacolo della finanziaria è il più insidioso. E questo anche perché si avvicina la scadenza del 2024, quando le norme del Patto di stabilità regoleranno i bilanci nazionali, dopo la pausa dettata dal Covid. Significa dover fare di nuovo i conti con il deficit e il debito, nel frattempo aumentato a causa di crisi energetica e guerra. E dire che non si tratta di una manovra leggera: 25-30 miliardi, all’interno di una cornice di austerity. Né aiutano i dati macroeconomici. Certo, la frenata europea della ripresa seguita alla pandemia vede l’Italia davanti a colossi come Francia e Germania, entrata in recessione tecnica. Ciononostante, nell’ultimo trimestre anche Roma ha visto calare a sorpresa il Pil, sceso dello 0,3%. Deludente anche la stagione estiva del turismo: chiuderà con un bilancio inferiore a quello del 2022. Un’economia che rallenta è un problema enorme per Meloni. Significa meno entrate e meno margini di manovra per l’esecutivo. Anche per questo, i ministri sono già stati avvisati dal Tesoro: non esagerate – il senso dell’invito – cercate di concentrate le richieste. Al momento, sono disponibili tra i 9 e i 10 miliardi, nel caso si manterrà la posizione sugli extraprofitti delle banche. Il resto è frutto soprattutto di alcune operazioni: maggiore debito per 4 miliardi, taglio da 3-4 miliardi ai bonus fiscali. Ne mancano tra i 15 e i 20 per raggiungere gli obiettivi “promessi”, dal taglio al cuneo alle pensioni (Opzione donne, Ape sociale, minime a 600 euro per gli over 75 ), fino alla detassazione di tredicesime e straordinari. Il che significa che non ci saranno risorse extra per sanità, scuola, né per chi perderà il reddito di cittadinanza. Non certo il viatico migliore in vista della sfida per le Europee.