Economia

Diesel, stop del governo rinviato il blocco degli Euro 5

Diesel, stop del governo rinviato il blocco degli Euro 5
(ansa)
In Piemonte l’esecutivo si piega alle lobby: 450 mila mezzi circoleranno ancora dopo il 15 settembre. Decisione presa dopo le proteste di artigiani, commercianti e professionisti
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Roma — L’occasione è apparecchiata su un piatto d’argento dal Piemonte: consentire al governo Meloni di far saltare uno dei provvedimenti antismog - lo stop alla circolazione dei veicoli Euro5 diesel dal 15 settembre - che il centrodestra considera tra gli intervento inutili per la tutela dell’ambiente. Una sorta di prova generale di un metodo che si potrebbe riproporre nel 2025, quando il blocco lo si dovrà sperimentare non solo in Piemonte, dove ci sono 450 mila veicoli Euro 5, ma in tutte le Regioni della Pianura Padana. Una delle aree in Europa dove i dati dicono che l’aria è meno salubre. E in questo caso si tratterebbe di milioni di veicoli.

Una battaglia portata avanti dal vicepremier e ministro dei Trasporti, Matteo Salvini, che ha messo la questione all’ordine del giorno del primo Consiglio dei ministri dopo la pausa estiva e ha coinvolto i colleghi all’Ambiente, Gilberto Pichetto Fratin, e dei Rapporti con l’Europa, Raffaele Fitto, contro un provvedimento imposto dell’Europa e che limita il lavoro di categorie vicine al centrodestra, tra professionisti, artigiani e commercianti.

D’altronde, il governo Meloni ha provato a mettersi di traverso a Bruxelles per fermare lo stop ai motori termici nel 2035, invocando gli e-fuel e i biofuel, e dice «no» al nuovo standard Euro 7, insieme a un nutrito numero di Paesi della Ue. Così come crede che ci possa essere una strategia alternativa alle limitazioni alla circolazione. Approccio che riscuote simpatie in modo trasversale. Impossibile non cogliere l’occasione del Piemonte, dove le associazioni di categoria degli artigiani e dei commercianti, da Confartigianato a Cna, passando per l’Ascom, si sono ribellate al nuovo blocco, tra sit-in, raccolte firme e manifesti.

All’assessore all’Ambiente del Piemonte, Andrea Marnati, in questi giorni sono arrivati pure insulti e minacce sui suoi profili social rispetto a un provvedimento che era stato deciso dalla sua giunta nel 2021. È stato il governatore Alberto Cirio, esponente di Forza Italia, a voler anticipare lo stop di due anni rispetto al 2025. «Misura che siamo stati costretti ad attuare», dice oggi Cirio. Un modo per dimostrare all’Europa, pronta ad aprire infrazioni quando si tratta di qualità dell’aria e polveri sottili, che il Piemonte era sollecito a prendere iniziative. E per evitare l’avviso di garanzia dopo che la procura di Torino, sulla base di un esposto dell’associazione Torino Respira, ha aperto un’inchiesta che coinvolge l’ex governatore del Piemonte, Sergio Chiamparino, e due ex sindaci, Piero Fassino e Chiara Appendino, per inquinamento ambientale.

Ora il problema è come far slittare il blocco dei diesel Euro5. In Piemonte stanno valutando gli effetti della rottamazione di 704 autobus inquinanti negli ultimi due anni e dei ritorni del superbonus 110%. E poi ci sono gli incentivi per la rottamazione che la Regione, mettendo nuove risorse, dovrebbe potenziare. Interventi che messi in fila, insieme alla revisione del piano della qualità dell’aria datato 2019, dovrebbero compensare il mancato stop agli Euro 5 diesel. Un modello che Salvini, sfruttandolo a fini elettorali per le Europee, potrebbe replicare anche nel 2025.

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