MILANO – Dopo tre cali consecutivi, tra maggio e luglio, tornano a salire le bollette del gas. Non un bel segnale per i consumatori e in prospettiva nemmeno per le imprese: per il mese di agosto la tariffe sono cresciute del 2,3%, come annunciato dall’Arera, l’Authority indipendente che regola i mercati dell’energia.
Gli aiuti del governo
Una notizia che dovrà preoccupare anche il governo: a fine settembre scadono i sostegni in favore dei cittadini e aziende e che coprano una parte delle spese in bolletta. Se anche i prezzi del gas sul mercato internazionale dovessero rimanere su questi livelli e il governo non dovesse rinnovare gli aiuti, le bollette salirebbero automaticamente. Ma è assai probabile che andando verso l’inverno, i prezzi saliranno come è inevitabile. Ed è questo il motivo per cui il governo dovrà trovare altre risorse per “aiutare” le famiglie già alle prese con l’aumento del costo della vita causato dal corso dell’inflazione.
Spesa: +50% in un anno
Ma andiamo con ordine. L’aumento del 2,3% è frutto unicamente dell’andamento dei prezzi sul mercato delle materie prime: ad agosto il prezzo medio giornaliero del gas secondo l’indice di riferimento italiano Psv è stato di 33,21 euro al megawattora, leggermente superiore al prezzo di luglio. Questo significa che in un anno (dal settembre 2022 ad agosto 2023) la spesa della famiglia tipo per i consumi di gas è stata pari a 1.472 euro. Si tratta di un aumento di circa il 50% rispetto ai dati del settembre 2021 (970 euro).
L’incognita del prossimo inverno
Si diceva che il governo sarà probabilmente costretto a trovare risorse per sostenere la spesa degli italiani per le bollette. Il perché, nel dettaglio, è presto detto. Punto primo: sul mercato si prevedono – al momento – prezzi in ascesa: le opzioni di acquisto del gas per l’inverno dicono che le quotazioni dovrebbero salire fino ai 50-52 euro al megawattora del periodo dicembre-gennaio. In pratica, i prezzi dovrebbero salire circa del 50%. Anche se molto dipenderà da quanto farà freddo: l’anno scorso, temperature oltre le medie hanno tenuto le quotazioni del gas a livelli tutto sommato contenuti.
La posizione della Ue
Ma c’è un altro fattore che può portare a nuovi aumenti: la fine dell’intervento del governo. A fine mese, scadono gli aiuti che l’ultimo decreto aveva quantificato in 4,9 miliardi. Servono a ridurre al 5% l’Iva sulle bollette, nonché ad azzerare gli oneri di sistema. Nel caso non venissero rinnovati, inevitabilmente la spesa per le famiglie è destinata a crescere.
Bisognerà, infine, capire la posizione della Ue: Bruxelles ha acconsentito agli aiuti da parte dei singoli governi a cittadini e imprese perché l’Europa si è trovata in una situazione senza precedenti. Soprattutto quando ha deciso di fare a meno del gas russo, che da anni ha consentito alla Ue di disporre di materia prima a basso costo (in particolare Italia e Germania, i maggiori acquirenti). Ma Bruxelles ha posto come limite massimo per gli aiuti – e il ritorno alle condizioni di libero mercato – per la fine dell’anno.
Per il governo Meloni un rebus che dovrà risolvere in poche settimane.