Superbonus, Brancaccio (Ance): “Da governo rischio boomerang per imprese e famiglie. No a cambi in corsa delle regole”
di Giuseppe ColomboROMA - "Prendiamo atto del fatto che i costi del Superbonus sono stati sottostimati, ma ora la cura non può ammazzare il paziente: bisogna stare attenti a non generare un boomerang a danno delle imprese e delle famiglie". Federica Brancaccio, presidente dell'Ance, l'associazione dei costruttori edili, avvisa il governo: "Una cura drastica può peggiorare le cose". Sullo sfondo, come anticipato da Repubblica, le correzioni dell'esecutivo alla maxi agevolazione, a partire da un taglio nel 2024.
Presidente, la premier Giorgia Meloni ha definito il Superbonus "la più grande truffa ai danni dello Stato". Il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti ha detto che gli viene "il mal di pancia" solo al pensiero. Voi costruttori siete un po' i paladini del Superbonus. Come ha preso queste parole?
"Mi permetta di fare una precisazione: noi non siamo i paladini del Superbonus. È’ stata sicuramente un’agevolazione nata durante un momento drammatico per l'economia italiana, che non poteva essere st…
ROMA - "Prendiamo atto del fatto che i costi del Superbonus sono stati sottostimati, ma ora la cura non può ammazzare il paziente: bisogna stare attenti a non generare un boomerang a danno delle imprese e delle famiglie". Federica Brancaccio, presidente dell'Ance, l'associazione dei costruttori edili, avvisa il governo: "Una cura drastica può peggiorare le cose". Sullo sfondo, come anticipato da Repubblica, le correzioni dell'esecutivo alla maxi agevolazione, a partire da un taglio nel 2024.
Presidente, la premier Giorgia Meloni ha definito il Superbonus "la più grande truffa ai danni dello Stato". Il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti ha detto che gli viene "il mal di pancia" solo al pensiero. Voi costruttori siete un po' i paladini del Superbonus. Come ha preso queste parole?
"Mi permetta di fare una precisazione: noi non siamo i paladini del Superbonus. È’ stata sicuramente un’agevolazione nata durante un momento drammatico per l'economia italiana, che non poteva essere stabilizzata negli anni. Detto ciò, il Superbonus ha dato uno shock all'economia, contribuendo a un Pil eccezionale come hanno accertato tutti gli studi economici. Dovremmo tutti cercare di evitare che questo tema diventi oggetto di scontro politico.
Il governo la pensa in modo completamente diverso. Insisto. Sempre la premier ha definito il Superbonus "una tragedia contabile".
"Il Superbonus ha rappresentato un fattore anticiclico in una fase difficile per l'economia italiana. Un conto sono le truffe e ovviamente i controlli vanno fatti, ma non vorrei che si prendesse come unico riferimento questo elemento per punire le imprese e le famiglie, che hanno lavorato e usufruito di una misura decisa dal governo. Alle parole della premier e del ministro dell'Economia rispondo dicendo che se non si risolve il problema dei crediti molti lavori saranno lasciati a metà con gravi conseguenze sociali ed economiche.”
Intanto il Superbonus è già finito nel cantiere della manovra.
"Bisogna agire con responsabilità e serietà, senza far prevalere interessi politici o di parte. Servono soluzioni sostenibili".
Andiamo ai problemi. Più di 30 miliardi di crediti incagliati. Il governo punta su una piattaforma per smaltirli: è una soluzione adeguata?
"Sulla piattaforma eravamo scettici già quando fu pensata, lo siamo a maggior ragione oggi che non è pervenuta. Il governo aveva promesso una soluzione che non è arrivata: non abbiamo notizia della piattaforma gestita da Enel X, secondo me non c'è. Si dice ‘tanto le imprese vanno a fare il Pnrr’, ma se le imprese non hanno liquidità, per via dei crediti che non si riesce a cedere, non vanno da nessuna parte".
Nessun segnale in assoluto dal governo?
"Abbiamo fatto un paio di riunioni al Mef, poi nient'altro".
Che impatto sta avendo la questione dei crediti incagliati?
"Un impatto devastante. I 30 miliardi, stimati dagli uffici parlamentari a giugno, fanno riferimento a circa 33 mila imprese e 350 mila famiglie, il che significa circa 750 mila persone, quasi una città come Torino. Vorrei sottolineare che si parla poco soprattutto dell'impatto sui cittadini, che rischiano di più".
Perché?
"Ci sono migliaia di famiglie che rischiano di pagare somme enormi, per i lavori non terminati. Se il condominio ha ceduto i crediti all'impresa, ma quest'ultima non li ha monetizzati è evidente che i lavori devono fermarsi e questo crea contenziosi tra le imprese e i condomini. Ma l'Agenzia delle Entrate, quando verifica che i lavori non sono terminati, e che quindi non si è arrivati a migliorare l'efficienza energetica del palazzo, va dal condominio a chiedere indietro il credito".
Allo studio del governo c'è una norma "salva-condomini" per garantire il 110% a chi non ha terminato i lavori entro il 2023. Giusta la proroga?
"È il minimo sindacale per evitare di bloccare migliaia di cantieri e di lavori".
Si valuta anche un taglio per i lavori che saranno avviati l'anno prossimo, che partono già con un'aliquota ridotta, al 70%. Questo continuo cambio di regole non rischia di frenare i lavori?
"Se i lavori non sono iniziati si può discutere di tutto, non ci preoccupa ad esempio una rimodulazione in base al reddito, come chiede l'Europa: sediamoci intorno a un tavolo e parliamone. Ma se i lavori sono iniziati e si cambiano le regole, allora il problema aumenta. Certo, ci sono alcune eccezioni, come la tutela dei lavori dei condomini che non si sono riusciti a ultimare entro il 2023, ma le modifiche devono essere contingentate: bisogna onorare quello che è in corso".
Siete preoccupati per il fatto che l'intervento del governo possa essere importante?
"Bisogna evitare di affossare il Paese con una politica di troppa austerità. Sento parlare di una manovra restrittiva, un film già visto. Ma se a una stretta non corrispondono altre misure espansive sappiamo già come andrà a finire".
Come?
"In recessione".