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Zanetti: “Superbonus, torniamo alle vecchie agevolazioni e proroghiamole di 3 anni”

Enrico Zanetti, consigliere economico di Giorgetti

 

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Il consigliere economico del ministro Giorgetti: “Si possono valutare sconti o cessioni del credito selettivi. Il Mef dell’epoca valutò un costo di 35 miliardi e siamo a 80”
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ROMA — «Archiviamo il Superbonus, ma proroghiamo gli altri bonus edilizi che non hanno mai dato problemi, anche con la cessione del credito selettiva». Enrico Zanetti, già viceministro all’Economia con il ministro Padoan, è consigliere del ministro Giorgetti.

Cosa ne pensa della crescita abnorme della spesa per il Superbonus e il bonus facciate?

«Sono stati commessi errori tecnici e politici sorprendenti. Ma esiste una differenza tra le due agevolazioni. Il bonus facciate è stato un vero e proprio veleno che ha favorito le truffe. Il Superbonus invece è stata una medicina, ma l’effetto dipende dalla posologia: due aspirine ti rimettono al mondo, un flacone intero ti manda al Creatore. Con la proroga del 110% con sconti e cessioni anche per tutto il 2022 e 2023, per tutti i contribuenti e tutti i condomini compresi quelli micro, è come se avessimo dato non uno, ma dieci flaconi interi di questa medicina».

E adesso ci sono problemi grossi per i conti dello Stato.

«Per forza. …

ROMA — «Archiviamo il Superbonus, ma proroghiamo gli altri bonus edilizi che non hanno mai dato problemi, anche con la cessione del credito selettiva». Enrico Zanetti, già viceministro all’Economia con il ministro Padoan, è consigliere del ministro Giorgetti.

Cosa ne pensa della crescita abnorme della spesa per il Superbonus e il bonus facciate?

«Sono stati commessi errori tecnici e politici sorprendenti. Ma esiste una differenza tra le due agevolazioni. Il bonus facciate è stato un vero e proprio veleno che ha favorito le truffe. Il Superbonus invece è stata una medicina, ma l’effetto dipende dalla posologia: due aspirine ti rimettono al mondo, un flacone intero ti manda al Creatore. Con la proroga del 110% con sconti e cessioni anche per tutto il 2022 e 2023, per tutti i contribuenti e tutti i condomini compresi quelli micro, è come se avessimo dato non uno, ma dieci flaconi interi di questa medicina».

E adesso ci sono problemi grossi per i conti dello Stato.

«Per forza. Le truffe del bonus facciate sono state fermate e quasi tutte bloccate. I dieci flaconi di Superbonus, invece, si scaricheranno sul debito dei prossimi anni, soprattutto nel triennio 2024-2026, riducendo di molto i margini d’azione per altre misure. Chi nega che il Superbonus sia uno straordinario acceleratore di Pil, nega l’evidenza. Ma chi nega che rimane un costo netto per lo Stato nega l’evidenza a sua volta».

L’ex ministro Gualtieri dice che la responsabilità è tutta politica, dei partiti, compresi quelli ora al governo, che in Parlamento hanno dilatato il Superbonus ben oltre il 2021. Concorda?

«Per Gualtieri parlare di bonus edilizi non deve essere facile, essendo il ministro dell’Economia che passerà alla storia per aver inconsapevolmente, ma non incolpevolmente, servito su un piatto d’argento le truffe dei bonus facciate con scelte normative incommentabili. Sul Superbonus però concordo con lui, seppure con dei distinguo. L’esplosione dei crediti Superbonus è senza dubbio figlia del prolungamento sul 2022 e 2023 con un ambito di applicazione molto ampio. Ma fu il Mef dell’epoca a certificare che, anche dopo queste scelte politiche, l’effetto sui conti sarebbe stato di 35 miliardi, quando stiamo arrivando a 80 e oltre nonostante le strette. Mi metto nei panni della premier Meloni: nella Nadef del 2022, all’indomani delle elezioni, si è trovata i 35 miliardi salire a 61. E non è finita. Bello scherzetto le hanno fatto, no?».

Quanto ancora durerà la coda prodotta dall’ondata di cessioni del credito? Impatterà anche il 2024 e per quale ammontare?

«A livello di deficit, se Eurostat confermerà la natura “payble” – pagabile – del Superbonus, la coda si scaricherà essenzialmente sul 2023 e non è un male, al netto di eventuali proroghe sul 2024 dei condomini non ancora ultimati, che impatterebbero il deficit 2024. A livello di debito, la coda si scaricherà invece sul già appesantito 2024-2026 e sul 2027».

Che fare ora? Condivide l’ipotesi di limitare il Superbonus solo ai redditi bassi?

«Con la fine del 2023 finisce di fatto il 110%. Il 70% non è Superbonus, al di là del nome. Bisogna chiudere questo capitolo e tornare ai normali Sismabonus ed Ecobonus che esistono senza problemi dal 2017, sempre sotto controllo e previsti già sino a fine 2024. Li allungherei di un altro triennio e integrerei nell’ “Ecobonus condomini” gli interventi fotovoltaici come trainati. Per gli interventi più significativi tra questi, in termini di importo e miglioramento dell’efficienza energetica o della riduzione del rischio sismico, si potrebbero anche valutare sconti o cessioni per tutti i contribuenti o per alcuni soltanto. Il tutto da fare con stime possibilmente accurate, per non lasciare ai futuri governi il caos incredibile che i precedenti hanno lasciato a questo».

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