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"Ciao nonna, ho un problema” e tutte le altre truffe: guida a come sopravvivere al phishing

Contatti sconosciuti chiedono soldi fingendo intenzioni romantiche. O offrono pacchetti sconto per viaggi. Oppure fingono di essere la nostra banca, sfruttando una nostra distrazione tipicamente estiva. Ecco una rassegna delle più pericolose truffe ("phishing") in corso nell'estate 2023. Una guida per riconoscerle e difendersi
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“Ciao, sono Jane, del Regno Unito…Incontrarsi è un po’ un destino, parlami di te!”. Forse il signore a cui è capitata questa truffa ci sarebbe potuto anche cascare. Del resto, è estate. Tempo di vacanze, avventure e un viaggio a Londra per incontrare questa presunta conoscenza Whatsapp potrebbe pure essere per molti allettante. Sì, ci sarebbe potuto cascare se non si chiamasse Giovanni Ziccardi, professore all’università di Milano con corsi proprio su cybercrime e truffe online. Ha riferito del caso su Facebook; è stato contattato da uno sconosciuto che ha finto di aver sbagliato destinatario per poi provare a impostare la conversazione in un chiave romantica. Ziccardi ha subito bloccato il contatto, facendo ironia su quello pseudo-poetico invocare il destino.
 

Che il truffatore – probabilmente uomo e residente in Africa – abbia provato a colpire proprio un esperto come Ziccardi non deve stupire. Non è una assurda coincidenza. È solo la conferma di quanto siano diffusi questi att…

“Ciao, sono Jane, del Regno Unito…Incontrarsi è un po’ un destino, parlami di te!”. Forse il signore a cui è capitata questa truffa ci sarebbe potuto anche cascare. Del resto, è estate. Tempo di vacanze, avventure e un viaggio a Londra per incontrare questa presunta conoscenza Whatsapp potrebbe pure essere per molti allettante. Sì, ci sarebbe potuto cascare se non si chiamasse Giovanni Ziccardi, professore all’università di Milano con corsi proprio su cybercrime e truffe online. Ha riferito del caso su Facebook; è stato contattato da uno sconosciuto che ha finto di aver sbagliato destinatario per poi provare a impostare la conversazione in un chiave romantica. Ziccardi ha subito bloccato il contatto, facendo ironia su quello pseudo-poetico invocare il destino.
 

Che il truffatore – probabilmente uomo e residente in Africa – abbia provato a colpire proprio un esperto come Ziccardi non deve stupire. Non è una assurda coincidenza. È solo la conferma di quanto siano diffusi questi attacchi, soprattutto d’estate – come scrive un recente rapporto Zscaler – dove abbiamo le difese abbassate. E molti di noi sono attirati da esperienze fuori dall’ordinario. Queste “truffe romantiche” (come si chiamano in gergo tecnico) possono durare settimane e di solito si concludono con la richiesta di soldi al malcapitato, con scuse delle più varie (problemi di salute; necessità di comprare un biglietto magari proprio per raggiungere la vittima…). I soldi svaniscono, come il contatto, residente in un Paese dove la giurisdizione italiana può poco.

"Ciao nonna, ho un problema”

Ed è solo uno dei tipi di truffa online (“phishing”) che ci può colpire in questo periodo. Sempre nell’ambito “affettivo”, impazza ora il phishing del “nipote” (o figlio), dove il truffatore scrive a pioggia a vari numeri, su Whatsapp, fingendo questa parentela. “Ciao nonna, ho un problema”. Dirà che il cellulare è rotto, sta usando il numero di un amico (ecco perché non risulta in rubrica della nonna), ha bisogno di soldi urgentemente. Se la nonna chiama sentirà sol rumore, “scusami ma il cellulare è caduto e si è rotto”. Tanta sfortuna messa insieme è incredibile, ma qualcuno in realtà ci crede a quanto riportano le cronache locali in questo mese. Rubati fino a 5mila euro ad anziani. Varianti della truffa prevedono contatti da pseudo rappresentanti delle forze dell’ordine, che chiedono i soldi per incidenti capitati al figlio/nipote del malcapitato.
 

Il consiglio è chiaro: mai inviare soldi a persone della cui identità non si è super sicuri, accertata tramite altri canali di contatti (una telefonata o meglio un video). Super sospetti sono richieste di bonifici su conti esteri o money transfer.

In questo periodo poi a tema tipicamente vacanziero sono “imperdibili” offerte – via mail o sms – di pacchetti sconti per alloggi o viaggi in mete turistiche. Lo segnala una recente ricerca di CheckPoint. Tutto falso, ovviamente. I soldi versati, al solito via bonifico, finiscono nelle mani di soggetti che spariscono.

Bisogna stare attenti alle offerte – soprattutto se allettanti - che ci arrivano da aziende o persone sconosciute. Controlliamo la presenza di un sito in regola e ben costruito, con una pagina di contatti a cui telefonare; verifichiamo tramite motore di ricerca se ci sono segnalazioni di truffe riguardanti quei soggetti.

Le truffe “bancarie”

C’è anche chi sfrutta la distrazione derivante dall’uso di strumenti elettronici mentre si è in giro, in vacanza, hotel o spiaggia. E manda sms o mail per truffe “bancarie”. Il messaggio dice che bisogna cliccare su un link per bloccare un bonifico sospetto. L’utente spaventato clicca e si trova una pagina dove gli viene chiesto di inserire dati di accesso bancari, che finiscono quindi nelle mani dei criminali. Ricordiamo che banche, operatori, siti ecommerce (ecc) – se sono veri e non truffatori che si spacciano per quei soggetti - mai ci manderanno messaggi in cui ci chiedono di cliccare su link o dare informazioni riservate.

Lo stesso vale per mail di provider di posta – un’altra truffa di questi giorni – che chiedono di cliccare su un link per confermare la propria password (pena – si minaccia – il blocco dell’account).

Non è finita. Siamo in vacanza ed è facile perdersi un pacco. I truffatori lo sanno e stanno mandando mail in cui si spacciano per un corriere, “non abbiamo potuto consegnare il pacco, clicca qui per reimpostare la consegna”. La pagina-truffa ruba dati personali e della carta di credito, richiesti all’utente per “sbloccare” la consegna del pacco.

Un vero corriere non chiederebbe mai queste informazioni.

Per non cascare in queste trappole, insomma, bisogna imparare a diffidare di numeri e soggetti sconosciuti che vogliono i nostri soldi; come anche di messaggi provenienti da soggetti presunti conosciuti che però ci chiedono informazioni riservate.  

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