Economia

Il regolamento salva-imprese

“Pagamento entro 30 giorni” Stretta Ue sulle fatture delle Pmi

I commissari Paolo Gentiloni e Thierry Breton

I commissari Paolo Gentiloni e Thierry Breton

 
Gentiloni: “Sarà una sfida per Roma”. Previste regole fiscali più semplici per chi opera in più Paesi
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Strasburgo - «Pagate, entro trenta giorni». È il cuore del regolamento “salva-imprese” presentato ieri dalla Commissione. Un intervento rivolto in primo luogo alle piccole e medie aziende che spesso vengono messe in difficoltà dai pagamenti effettuati in ritardo o con scadenze molto lunghe. L’idea quindi è di imporre il limite di un mese prevedendo anche il conteggio automatico degli interessi.

Bisogna tenere presente che le piccole e medie imprese, oltre 24 milioni in Europa, costituiscono il 99 per cento di tutte le attività imprenditoriali della Ue. Il quadro di difficoltà si è acuito negli ultimi anni a causa della crisi pandemica e poi della guerra in Ucraina. Non a caso un fallimento su quattro viene causato proprio dai mancati o ritardati pagamenti. E il 50 per cento delle fatture viene saldato oltre i termini stabiliti. Una distorsione provocata generalmente dalle «asimmetrie» tra debitori e creditori, una condizione che «spesso porta i fornitori ad accettare termini e condizioni di pagamento ingiusti». Una situazione che rischia di generare un «effetto domino» nelle imprese riducendone la competitività. «Il 70% delle aziende Ue - sottolinea ancora Bruxelles - ha confermato che essere pagate in tempo consentirebbe loro di essere puntuali anche i propri fornitori».

Ovviamente questo problema è particolarmente sentito in Italia e coinvolge direttamente le pubbliche amministrazioni. «Rispettare tempi stringenti ed evitare ritardi – ha detto il Commissario agli Affari economici, Paolo Gentiloni - è una sfida per tutti i Paesi Ue e anche per l’Italia. Penso che sia una sfida condivisa dal punto di vista politico-culturale nel nostro Paese e bisognerà attrezzarsi, discutendo anche con le autorità europee, per rendere l’attuazione del nuovo regolamento credibile e praticabile». Gentiloni ha ricordato che nel nostro Paese il ruolo delle piccole e medie imprese è particolarmente decisivo.

Sempre con l’obiettivo di aiutare le aziende, ieri la Commissione ha adottato pure un provvedimento per semplificare le regole fiscali per chi opera in più Paesi. Il principio è di pagare le tasse in un solo Stato prevedendo una aliquota comune in questi casi specifici. Una sola dichiarazione dei redditi. Un modo per rendere più agevoli le procedure ed evitare il rischio della doppia imposizione. Ed anche per liberare risorse. «Le Pmi – ha osservato ancora Gentiloni - spendono circa il 2,5% del loro fatturato solo per adempiere ai propri obblighi fiscali. Si tratta di una quota 3,5 volte superiore rispetto alle aziende più grandi. I costi annuali di adeguamento all’imposta sul reddito delle società ammontano a quasi 55 miliardi di euro nell’Ue, di cui il 90% è sostenuto da imprese molto piccole, con meno di dieci dipendenti».

Per le multinazionali si prevede un obbligo analogo ma a determinate condizioni: un fatturato annuo combinato di almeno 750 milioni di euro e in cui la capogruppo detiene, direttamente o indirettamente, almeno il 75% dei diritti di proprietà o che danno diritto agli utili.

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