Tasse a rate per le partite Iva, spunta il tetto
di Giuseppe ColomboROMA – Tasse a rate per le partite Iva, ma non per tutte. La Lega ci prova, le simulazioni in corso al ministero dell’Economia in queste ore diranno quanto ampio sarà il perimetro della misura. Che il Carroccio punta a inserire nella legge di bilancio o nel decreto fiscale che potrebbe accompagnare la manovra. Giocando d’anticipo perché la rateizzazione del maxi-acconto di novembre è già norma di legge, inserita nella delega fiscale, ma per l’attuazione serve un decreto legislativo: i tempi si allungano, impossibile così far entrare in vigore la misura in autunno.
Non è una questione da poco per Matteo Salvini perché le tasse sono il core business della Lega quando si parla di artigiani, commercianti e liberi professionisti. Proprio i destinatari della rateizzazione ideata dal deputato Alberto Gusmeroli. Ma per garantire il beneficio fiscale a tutti (circa 4,1 milioni di partite Iva e autonomi) serve un fabbisogno di cassa di 9 miliardi. Uno sforzo imponente che metterebbe sotto stres…
ROMA – Tasse a rate per le partite Iva, ma non per tutte. La Lega ci prova, le simulazioni in corso al ministero dell’Economia in queste ore diranno quanto ampio sarà il perimetro della misura. Che il Carroccio punta a inserire nella legge di bilancio o nel decreto fiscale che potrebbe accompagnare la manovra. Giocando d’anticipo perché la rateizzazione del maxi-acconto di novembre è già norma di legge, inserita nella delega fiscale, ma per l’attuazione serve un decreto legislativo: i tempi si allungano, impossibile così far entrare in vigore la misura in autunno.
Non è una questione da poco per Matteo Salvini perché le tasse sono il core business della Lega quando si parla di artigiani, commercianti e liberi professionisti. Proprio i destinatari della rateizzazione ideata dal deputato Alberto Gusmeroli. Ma per garantire il beneficio fiscale a tutti (circa 4,1 milioni di partite Iva e autonomi) serve un fabbisogno di cassa di 9 miliardi. Uno sforzo imponente che metterebbe sotto stress le finanze pubbliche già in affanno.
Ecco perché la proposta è stata ridimensionata, inserendo un tetto: il versamento degli acconti Irpef di novembre, che sarà diluito in sei tranche, da gennaio a giugno, sarà possibile solo per le partite Iva con un fatturato annuo fino a 500mila euro. L’idea è estendere la misura anche ai lavoratori dipendenti e ai pensionati che hanno altri redditi, ma il perimetro della platea (3 milioni di soggetti) potrebbe chiudersi prima, tirando dentro solo le partite Iva, qualora non fosse possibile andare oltre per le questioni legate al fabbisogno. «La misura - spiega Gusmeroli - permetterebbe a tanti cittadini e attività economiche di non chiedere più un prestito in banca per pagare l’acconto di novembre».
Parole che provano a spingere la norma dentro la manovra. Che intanto registra nuove ipotesi sul fronte delle pensioni dei giovani, sotto forma di sostegno alla cosiddetta staffetta generazionale. A intestarsi la proposta è il ministro delle Imprese Adolfo Urso: «La misura - ha sottolineato - permette per due anni al pensionato di formare un giovane sotto i 35 anni, assunto con contratto a tempo indeterminato». Ma i soldi, anche in questo caso, rischiano di non bastare. Il governo dovette rinunciare già una volta alla staffetta per mancanza di fondi.