Ecobonus, si riparte dall’edilizia popolare: con il Repower Eu il governo punta a 3-4 miliardi per le ristrutturazioni 2024
di Rosaria AmatoIl ministro dell'Ambiente Gilberto Pichetto Fratin
(ansa)ROMA – “Non chiamiamolo più Superbonus” perché per il nuovo Ecobonus, che verrà finanziato con il Repower Eu, il governo punta a una sostenibilità sociale che comincia da una graduatoria che mette al primo posto chi ha più bisogno delle ristrutturazioni green, e cioè le case popolari. A loro, spiega Fabrizio Penna, Capo Dipartimento dell’Unità di missione per il Pnrr del ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, a margine della presentazione di uno studio dell’Università La Sapienza, verranno destinate nel 2024 risorse per 3-4 miliardi. “Il negoziato è ancora in corso – precisa Penna – e bisogna capire come compensare le risorse e anche decidere la percentuale, che in ogni caso non potrà più essere quella del 110%. Siamo orientati verso un parametro del 90%, ma neanche questo è ancora definitivo”.
ROMA – “Non chiamiamolo più Superbonus” perché per il nuovo Ecobonus, che verrà finanziato con il Repower Eu, il governo punta a una sostenibilità sociale che comincia da una graduatoria che mette al primo posto chi ha più bisogno delle ristrutturazioni green, e cioè le case popolari. A loro, spiega Fabrizio Penna, Capo Dipartimento dell’Unità di missione per il Pnrr del ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, a margine della presentazione di uno studio dell’Università La Sapienza, verranno destinate nel 2024 risorse per 3-4 miliardi. “Il negoziato è ancora in corso – precisa Penna – e bisogna capire come compensare le risorse e anche decidere la percentuale, che in ogni caso non potrà più essere quella del 110%. Siamo orientati verso un parametro del 90%, ma neanche questo è ancora definitivo”.
Quello di distribuire le risorse per l’efficientamento energetico non più sulla base delle domande e dei progetti che arrivano (che per il Superbonus si è tradotto in un uso preponderante dei fondi da parte delle villette e degli edifici unifamiliari, più attrezzati a un tipo di progettazione così complessa) ma sulla base delle vere emergenze, e dei parametri di povertà energetica, è anche l’indicazione di metodo che emerge dallo studio che il Mase ha commissionato all’equipe della Facoltà d’Ingegneria della Sapienza, coordinata da Riccardo Gallo, professore di Economia Applicata. “Serve un cambiamento di paradigma – spiega Livio De Santoli, prorettore per la Sostenibilità alla Sapienza e autore della parte dello studio commissionato dal Mase dedicata alla Case Green – perché altrimenti non ci sarà nessun miglioramento, e non solo in Italia. Il 18 e 19 settembre a New York si farà un punto sullo stato di avanzamento dell’Agenda 2030, che non è andata avanti, anzi c’è stata una regressione. Non si può guardare all’efficientamento energetico in termini di neutralità tecnologica, ma bisogna anche fare una valutazione di sostenibilità ambientale e sociale. Le risorse vanno assegnate con una graduatoria che tenga conto delle effettive necessità. In altri termini, se dobbiamo combattere la povertà energetica partiamo dalle case popolari”.
Il nuovo ecobonus si inquadra nell’esigenza di attuazione della direttiva sulle Case Green, che è stata contestata dal governo italiano: “Noi abbiamo una percentuale altissima di edifici storici, anche se su questo fronte si è lavorato bene con la deroga”, ricorda Penna. E a proposito dell’attuazione della direttiva, il ministro dell’Ambiente Gilberto Pichetto Fratin ha annunciato la partenza di un gruppo di lavoro che avrà il compito di fare una verifica delle classi energetiche in Italia: "Occorre una verifica sugli strumenti per poter intervenire", ha spiegato, aggiungendo che la verifica si estenderà anche agli strumenti, “ad esempio sulle pompe di calore: se non le produciamo, siamo dipendenti da altri Paesi".
Lo studio indica anche nelle comunità energetiche uno strumento di riduzione della povertà energetica e di efficientamento. Mentre sugli aspetti della transizione energetica che riguardano le auto (studio coordinato da Domenico Borrello, professore di ingegneria aerospaziale alla Sapienza, l’indicazione degli esperti è quella di puntare sui biocarburanti avanzati, “che partono dalle materie prime non pericolose per i terreni”, e di cui l’Italia è leader nella produzione, insieme alla Germania. Mentre “l’adozione su larga scala dei motori a celle a combustibile a idrogeno è ad oggi lontana nel tempo”.
Il ministro Pichetto ha anche annunciato che porterà a breve in Consiglio dei ministri un decreto legge sull'energia che prevede interventi sulla liberalizzazione del mercato elettrico, l'individuazione delle aree idonee per le rinnovabili e per l'eolico offshore, e infine la possibilità di autocandidarsi per ospitare il deposito nazionale delle scorie nucleari.