Economia

Auto elettrica, la Cina risponde a von der Leyen: “Da Ue atto di protezionismo che avrà impatto su relazioni commerciali”

Auto elettrica, la Cina risponde a von der Leyen: “Da Ue atto di protezionismo che avrà impatto su relazioni commerciali”
(reuters)

Dura replica di Pechino dopo l’annuncio della presidente della Commissione dell’indagine sui veicoli elettrici cinesi. Oggi in calo i titoli dei costruttori asiatici

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PECHINO - “Le misure investigative adottate dall'Ue in nome della concorrenza leale sono in realtà un puro atto di protezionismo, che disturberanno gravemente la catena di approvvigionamento dell'industria automobilistica globale e avranno un impatto negativo sulle relazioni commerciali Cina-Ue”. Con una dura nota il Ministero del Commercio cinese replica alle parole di ieri della presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen che ha annunciato l’avvio di un’indagine sui veicoli elettrici cinesi che si ritiene abbiano beneficiato di sussidi statali di Pechino.

“L'industria cinese dei veicoli elettrici si è sviluppata rapidamente e ha migliorato la propria competitività grazie all'incessante innovazione scientifica e tecnologica e alla costruzione di una catena industriale e di fornitura completa; si tratta di un vantaggio competitivo conquistato con il duro lavoro e sulla base dei propri punti di forza, che è stato accolto con favore dagli utenti di tutto il mondo, compresi i consumatori dell'Unione europea, e allo stesso tempo ha dato un grande contributo agli sforzi globali per affrontare i cambiamenti climatici e la trasformazione verde, compresi quelli dell’Ue”, continua la nota del Ministero di Pechino.

Le azioni dei principali produttori cinesi di veicoli elettrici sono scese questa mattina: Byd è scesa fino al 3,8%, Xpeng ha perso il 2,2% e Nio è scesa del 2,7%. "I mercati globali sono ora inondati da auto elettriche cinesi a basso costo. E il loro prezzo è tenuto artificialmente basso da enormi sussidi statali", ha detto ieri Von der Leyen nel suo discorso annuale sullo Stato dell'Unione. "Questo sta distorcendo il nostro mercato. Dobbiamo difenderci dalle pratiche sleali. Ma è altrettanto fondamentale mantenere aperte le linee di comunicazione e di dialogo con la Cina”.
 

I rapporti già tesi

L’indagine non aiuterà una già tesa relazione, in parte messa a dura prova da squilibri commerciali e di investimento. Secondo i dati doganali cinesi, nel 2022 le esportazioni cinesi verso l'Ue sono aumentate dell'8,6%, raggiungendo i 562 miliardi di dollari. Ma le importazioni dall'Ue sono crollate del 7,9% a 285 miliardi di dollari a causa dell'indebolimento della domanda cinese e hanno ampliato il deficit commerciale dell'Unione con la Cina per il secondo anno.
 

"Temono la concorrenza della Cina, quindi vogliono cercare il protezionismo commerciale come ombrello protettivo per le case automobilistiche europee che stanno lentamente passando verso l'elettrificazione. Se l'Ue intraprende un'azione sleale, la Cina ha diversi strumenti da utilizzare come contromisure per proteggere gli interessi legali delle aziende cinesi”, scrive il Global Times, tabloid del Partito comunista.
 

Il possibile effetto dei dazi

“L'imposizione di dazi da parte dell'Ue limiterebbe uno dei principali mercati di crescita per i produttori cinesi di veicoli elettrici”, scrivono gli analisti di Bloomberg. “Sebbene le loro vendite in Europa impallidiscano rispetto a quelle di leader di mercato come Volkswagen, Tesla e Stellantis, stanno crescendo rapidamente. Zhejiang Geely è il principale produttore cinese con marchi quali Polestar, Volvo Cars e Lotus, e anche aziende come Byd e Nio si stanno spingendo nel continente”. Il numero di veicoli cinesi a nuova energia esportati in Europa è passato dai 72mila del 2020 ai 545mila del 2022, nota in un grafico la stessa Bloomberg. Nel periodo gennaio-luglio 2023 siamo a quota 451mila.
 

L'annuncio della presidente della Commissione Ue è arrivato a meno di una settimana dall'incontro con il premier cinese Li Qiang a New Delhi per il G20. Li l'aveva esortata a "sostenere i principi dell'economia di mercato e della concorrenza leale, a mantenere aperti i mercati commerciali e degli investimenti e a fornire un ambiente equo, trasparente e non discriminatorio alle imprese cinesi”. Il 25 settembre è atteso a Pechino il commissario europeo per il commercio Valdis Dombrovskis.

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